L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

mercoledì 21 novembre 2012

Valico di Moria

Quando ho iniziato a scrivere il blog non sapevo che Pelorandom aveva già fatto un lavoro simile e me molti versi più meticoloso del mio. Soprattutto per i passi minori è non ha molto senso scrivere dei doppioni. Ni limito a copiare, incollare e linkare ciò che altri hanno fatto meglio
Visualizza gli articoli originali e la galleria fotografica su Pelorandom



PARTENZA : PIANELLO di Cagli
LUNGHEZZA : 2.4 km
DISLIVELLO : 205m
PENDENZA MEDIA : 8.6%
PENDENZA MAX : 14%

Salita corta ma impegnativa, conosciuta anche questa grazie al passaggio della Straducale di Urbino e del giro d`Italia 2009, che l`ha percorsa a tutta birra prima dell`impegnativa salita del Monte Catria da Chiaserna. Si imbocca dalla strada che da Cagli va verso Pietralunga, 500m prima del paesino di Pianello, seguendo l`indicazione per Moria; sulla sinistra vi è anche una targa che ricorda proprio la tappa del Giro, descrivendone lunghezza e dislivello. Il cartello in questione è una delle notizie più brutte per chi è intenzionato a fare il trittico Nerone-Catria-Petrano, ma è meglio sapere prima che tra i due Monti c'è da passare lassù...
Primi 200m in discesa, poi, prima di aver superato la prima e unica casa, provvedete a cambiare rapporto perché sale subito al 13%. Breve tratto di riposo (l`unico) in curva, quindi primo tornante per poi continuare sempre vicino al 10% di pendenza.
Sui tornanti centrali si trova anche la pendenza maggiore che il mio Polar indica in 14% .
Entrando nel paesino di Moria, si continua a salire con pendenze più moderate, tra il 7 e l`8% fino a superare le ultime case dove finalmente termina la salita.
Falsopiano seguito da una breve discesa e un breve strappo all'8% è l`ultima fatica prima della discesa su Palcano per poi terminare a Pontedazzo.
Grazie al giro d`Italia, e` stata asfaltata sia la salita che la successiva discesa, anche se di asfalto ne è stato messo pochino, tanto che comincia in qualche punto a vedersi quello vecchio, e siccome non verrà riasfaltata fino al prossimo giro meglio approfittarne subito.

PARTENZA:  PONTEDAZZO (Cantiano, vecchia Flaminia)
LUNGHEZZA : 3.7 km
DISLIVELLO : 260m
PENDENZA MEDIA : 7%
PENDENZA MAX : 13%


Salita corta ma a tratti, discretamente impegnativa, visto che la pendenza arriva a più riprese al 13%.
Da Cantiano (verso Cagli) o da Cagli (verso Cantiano) si percorre la vecchia Flaminia, fino alle prime case del paesino di Pontedazzo, dove si volta in direzione Palcano / Moria, superato il piccolo ponticello, la pendenza tocca subito il suo massimo, per poi scendere e tornare a salire fino al valico.
Superati un paio di tornanti, si passano, sempre sulla strada principale, le case di Palcano e si prosegue verso il valico posto a quota 620m, dopo il quale si tira un po' il fiato con una leggera discesa, per poi superare l`ultima corta asperità (al 12%) fino ad incontrare definitivamente la discesa dentro il paese di Moria.
Quanti di voi vedendo i cartelli per il monte Petrano, siano tentati di scalarlo, sappiate che questo non è il versante affrontato dal Giro d`Italia, anzi purtroppo è quello più malandato, pieno di buche e con l`ultimo chilometro praticamente sterrato (peraltro poco compatto) che ho descritto in questo post: Monte Petrano  da Cantiano-Pian di Polea.
L`asfalto di questa salita invece e` discreto, non ci sono buche ma molti piccoli avvallamenti, dovuti al fatto che con il passaggio del giro d`Italia, e` stato steso un tratto d`asfalto nuovo (leggero) sopra quello esistente, per cui le sconnessioni sono rimaste.
Salita quasi completamente esposta al sole, possibilità di rifornimento idrico lungo la vecchia Flaminia per chi viene da Cagli o direttamente a Pontedazzo per chi proviene da Cantiano.