L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

mercoledì 17 giugno 2015

1ª Randonnée "Per le Vie del Poeta" - Il Garibaldi (versione 1.2)









"Si si preannuncia bellissima la 1ª Randonnée "Per le Vie del Poeta", novità e fiore all’occhiello dell’edizione 2015 della Tre Giorni Leopardiana". I complimenti al  ASD CICLO CLUB RECANATI vengono da Cicloweb. Salite delle Marche si unisce al coro e in più ringrazia, perché si rende conto delle difficoltà che ci sono ad organizzare e ad arrichire ulteriormente un evento come la Tre Giorni Leopardiana

Questo post vuole essere una guida tecnico e turistica della "passeggiata"e un piccolo sostegno alla visibilità dell'evento.

Appuntamento dunque a Recanati, piazza Leopardi sabato 29 agosto 2015 dalle 8:00. Tutte le informazioni, la roadmap,  i materiali partecipare all'evento sono sul sito della Fondo Leopardiana. Se invece volete dare un'occhiata alle foto delle prime ricognizioni http://salitedellemarche.blogspot.it/2015/08/randonnee-per-le-vie-del-giovane.html 


Prosegue il lavoro di preparazione per la randonnée della 3 giorni Leopardiana. Oggi due notizie: 
1. La rando ha un nuovo nome, si intitola infatti: “Per le vie del giovane favoloso”.
2. La manifestazione è programmata per sabato 29 agosto 2015, con partenza libera fra le 8 e le 9 del mattino, orario che permetterà di arrivare a Recanati in tempo utile per godere del ristoro finale predisposto dal Cicloclub Recanati 1988.


Mappa navigabile del percorso integrale Le vie del Poeta
con punti d'interesse e tabelle chilometriche
Le Vie del Poeta (vai al link), nella loro versione completa, sono un percorso Mare-Monti-Lago di 240 km e quasi 4000 metri di dislivello che che unisce il poggio di Casa Leopardi all’invalicabile orizzonte, oltre il quale il poeta "si fingeva" di raggiungere la felicità. La randonnée, invece, almeno per questo primo anno è un po' più breve: 220 km, ma il nocciolo, il motivo ispiratore della randonnée rimane inalterato: nella mattina di sabato  29, i ciclisti si porteranno da Recanati a Visso e, prima di tornare nuovamente a Recanati, valicheranno la quinta dei Monti Sibillini e toccheranno alcuni dei luoghi più suggestivi della Regione:
Le foto parlano da sole. Le ho prese in prestito, conme al solito dai miei amici di panoramio.com (vi consiglio di dare un'occhiata alle gallerie dei seguenti utenti, perché contengono foto splendide e spiritose: Enrico Pighetti, Pnisi68, Stefano Mascioli, l'Avventuriero, Roberto Donnna, Roberto Perucci, man_giu, Magnani, Buena Onda, Roberto Tomei, Maurizio Falcioni, gio bernabei e betta)
Se ho fatto degli errori, chiedo scusa ai proprietari delle foto che non ho contattato: in un paio di giorni le sostituirò o vi chiederò come si deve il permesso di utilizzarle. 

1. [da Recanati a Montelupone]
si scende direttamente nella valle del Potenza (Rispetto al percorso completo la randonnée evita la Riviera del Conero, che a fne agosto è ancora troppo trafficata) e si sale sulle colline di fronte
attraverso una salita lunga, ma pedalabile (l'unica possibile, per altro, se si vogliono evitare i temibili muri) nel centro storico di Montelupone [foto 1]. E' il primo dei "Borghi più belli d'Italia" toccati dal percorso.


2. [da Montelupone a San Claudio al Chienti]
La discesa verso la valle del fiume Chienti avviene attraverso strade secondarie molto tranquille. Bisognerà stare attenti in discesa perché nei saliscendi che caratterizzano questo settore si possono toccare facilmente velocità elevate. Rispetto alla mappa c'è una variazione: non si passa per l'impegnativa Costa dei Cervi (salita di ca. un km con le pendenze più elevate del percorso, contrassegnata dall'icona "pericolo"), ma si segue la strada provinciale che si ricongiunge sopra al passaggio a livello posto poco prima dell'Abbazia di San Claudio. [foto 2]



3. [da San Claudio al Chienti all'Abbazia di Fiastra]
Tratto totalmente pianeggiante che costeggia il fiume Chienti. La prima parte sfrutta il percorso della Pista Ciclabile della Abbazie per evitare il grosso della Zona Industriale. Poi però non c'è scampo: bisogna superare il Fiume Chienti e la superstrada e l'unico ponte ci costringe  ad attraversare la zona  commerciale
La seconda parte del segmento, dopo Piediripa, è decisamente più amena. I tracciato corre parallelo al fiume in territorio di Corridonia. La strada è  tranquilla, corre circondata da querce e cipressi, in mezzo a campi coltivati ed è molto bella; si chiama Piane Rossi, ma, ovviamente, non bisogna aspettarsi un biliardo. Alla fine delle strada si arriva all'Abbazia di Fiastra [foto 3-4]che rappresenta il più importante edificio monastico delle Marche, nonché uno dei luoghi più belli del mondo (giudizio molto personale).


4. [dall'Abbazia di Fiastra al Pian di Pieca]
La valle del Fiastra verrà risalita dai ciclisti fino allo dallo zoccolo montano lungo una suggestiva strada di cresta che attraversa alcuni dei centri storici più belli della Provincia di Macerata: si inizia da Urbisaglia [foto 5]uno dei "Borghi più belli d'Italia (molti riconosceranno la rocca che era raffigurata nel francobollo da 750 lire). Poco dopo è la volta la città murata di Colmurano, da dove si può godere uno degli scorci  più belli sui Sibillini, Infine, dopo una strada meravigliosa, ma non piatta, che attraversa la campagna profonda, San Ginesio [foto 6] uno dei "Borghi più belli d'Italia" (in assoluto), e bandiera arancione del TCI.
Da San Ginesio si scende finalmente nel fondovalle dove per un po' si prosegue sulla comoda strada provinciale fino a Pian di Pieca, Qui, in maniera improvvisa incominciano le montagne





5. [da Pian di Pieca a Macereto-Arette]
Questo tratto è quello paesaggisticamente più bello del percorso
Dall'altipiano di Pian di Pieca (quota 490) si entra nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini percorrendo provinciale che costeggia la Gola del Fiastrone. I campi coltivati cedono il posto ai boschi di latifoglie; si sale fino a Monastero (quota 800) poi si scende fino al Lago di Fiastra (quota 650). 
A S. Lorenzo al Lago, davanti all'antica Chiesa di S. Paolo, si volta a dx, si supera il ponte [foto 7] e si inizia la salita. Qui ci sarà la seconda timbratura. Fino al Valico delle Arette (1110 s.l.m.) la strada sale sempre, ma si tratta di una salita molto dolce: a parte i primi km al 7%, una volta raggiunto il Borgo di Tribbio,  ci sono ben 17 km di strada molto panoramica per superare i restanti 400m di dislivello.
Due in particolare i punti chiave: il primo è il sorprendente complesso del Santuario di Macereto [foto 8], costruito a 1000m s.l.m., che rappresenta la maggiore espressione dell'Architettura rinascimentale del '500 nelle Marche. Il secondo punto è il valico delle Arette, spartiacque tra l'Adriatico e il Tirreno, dominato dall'imponente parete calcarea del Monte Bove (2169m) [foto 9-10] seconda in Appennino solo a quella del Corno Grande del Gran Sasso.
Dal valico a Visso (uno dei "Borghi più belli d'Italia) non restano che 10 km di discesa.



5. [da Visso a Tolentino]
Visso è il punto più lontano da Recanati. Sulla splendida piazza del borgo, circondata da eleganti loggiati e da palazzetti nobiliari si affacciano due chiese gotiche. Quella di Sant'Agostino oggi adibita a museo, conserva la più grande collezione di manoscritti leopardiani. E' il momento di girare la bici e di tornare verso casa.
I 50 fino a Tolentino km segnano il passaggio dalla montagna all'alta collina. Da Visso si sale subito verso il Passo delle Fornaci (820 s.l.m., 3 km, disl. 200m ca.), poi sono tutte discese e salite. Il percorso segue strade secondarie e tocca i piccoli borghi di Appennino e Fiordimonte e  prima di ritornare sulla vecchia strada statale della Val di Chienti. Si costeggiano i tre grandi bacini artificiali di Polverina, Borgiano e delle Grazie, i borghi di Pievebovigliana, Pievefavera e Caldarola, la Rocca da Varano.  Si entrerà a Tolentino dal ponte romano e si attraverserà il corso passando davanti al Santuario del beato Nicola, 

6. [da Tolentino a Recanati] 
L'ultimo segmento attraversa alcuni dei paesaggi collinari più belli d'Italia, La fatica ormai si farà sentire, ma merita particolare attenzione la cresta di San Giuseppe nel comune di di Tolentino, che offre un doppio belvedere: verso sud sui Sibillini e il monumentale ponte della piccola ferrovia [foto 12] e verso nord in direzione del Conero [foto 13].
Scendendo da San Giuseppe si toccano l'Abbazia di Rambona, piccola ma ricca di storia e di affreschi, e  Treia ennesimo Borgo più bello d'Italia, dove ancora si svolge il gioco della palla al bracciale cantato da Leopardi nella sua "Ode a un giocatore di pallone". 
Ormai il più è fatto. Dopo aver toccato Appignano e la suggestiva Montefano, con il Castello di Montefiore [foto 14] “randagi” giungeranno finalmente nel territorio di Recanati, La fine della fatica dista solo 5 km di saliscendi. In Piazza Leopardi ci sarà l’ultimo ristoro e sarà possibile fare una bella doccia e mangiare una succulenta bistecca.





Pian di Pieca