Pian delle Macinare (Monte Cucco)





Start: Costacciaro
Finish: Pian delle Macinare
Distance: 7.5 km
Elev. Gain: 630 m
Avg Grade: 8.4%
Max Grade: 15 %
Min Elev: 540 m
Max Elev: 1170 m
Climb Category: 2
Strava Segment: 24827243

Il terzo versante del Monte Cucco è una bella strada che parte dal bel borgo di Costacciaro, pochi km di Flaminia a nord di Sigillo, e arriva ai 1170 m del Pian delle Macinare. Il Pian di Cavalli e la strada principale del Cucco non sono lontani, ma in mezzo ci sono la vetta del Monte è un profondo canyon, quindi, si spera, i due pianori non saranno mai congiunti.
È una bella salita impegnativa soprattutto considerando che, dei 630 metri di D+, ben 560 si superano in solo 6 km (9%).






L'attacco della Salita è un po' nascosto. percorrendo la Flaminia si notano dei cartelli che indicano il monte Cucco e il rifugio Mainardi: bisogna passare da lì. Dalla parte opposta della strada una fontana freschissima dal 1947 è lì a disposizione per riempire le borracce.

 
Questa zona dell'Umbria dev'essere il paradiso dei grigliatori, ogni pianoro offre una coorte di griglie. 
Se ne vedono molte in partenza e poi... niente fino alla fine della salita: la strada di Pian delle Macinare non molla mai (Tranne in un punto, ma, se arriverete in fondo al post, noterete che non vale)


Come per le altre salite del Monte Cucco la strada, soprattutto all'inizio spara pendenze dal 10 al 14%. Ho contato in 5 km 5 cartelli di pendenza pericolosa al 10%. Sono messi esattamente nei punti dove la strada non è al 10%, o meglio, nei punti in cui la strada smette di essere al 10% e si impenna.
Gli unici tratti di respiro sono i tornanti che, effettivamente, sono abbastanza piatti e abbastanza numerosi.


Conoscevo questa salita da una dozzina di anni prima che iniziassi ad andare in bicicletta e, già allora, pensavo che mi sarebbe piaciuto pedalare qui in bici. Ho disegnato l'altimetria con abbondante anticipo; ci messo altri 13 anni per venire fin qui, ma sono rimasto proprio soddisfatto.
Ricordavo che nella parte finale la strada diventava bianca, ma speravo che le cose fossero cambiate. 
E infatti guardate che asfalto di velluto.



I chilometri km volano sulla superficie perfetta o quasi della salita fino a che, dopo 6 km tanto  scorrevoli quanto duri, in località Pantanella, a 1079 m di quota, proprio dove s'incontra un ponte e una grossa radura.... l'asfalto finisce e cominciano le pietre.
Io non lo so perché in questo benedetto Paese non si riescono a fare le cose per bene dall'inizio alla fine. in particolare in Umbria questa cosa comincia a diventare piuttosto frequente: strade perfette che si fanno all'improvviso mulattiere. Qui succede per 300 m, gli unici nei quali si sarebbe potuto rifiatare. 
La spiegazione burocratica può essere solo che il piccolo altipiano di Pantanella rientra nella territorio comunale di Scheggia e Pascelupo. Infatti subito dopo l'incrocio con la vecchia strada bianca che sale da Scheggia, tornano insieme l'asfalto costacciarese e 100 metri di dislivello al 12%. 



Compiuto l'ultimo sforzo si scollina sull'ampio catino di Pian delle Macinare, annunciato, se il vento alle stagione sono quelli giusti, dall'odore delle braciole.



Il luogo è davvero bello, per quanto il Montecucco è forse più atto alle passeggiate che non alla pratica del ciclismo su strada. L'ombra dei faggi invita alla sosta, peccato solo che in pochi saliranno di qui con le salsicce crude nella sacca della bici. Se fosse aperto, e non lo è quasi mai, una sosta al rifugio vale la pena di farla. Diversamente la birra (buona) più vicina è al Birrificio del Catria o da Fra' Luppolo a Gubbio.


Commenti