L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

Progetto Leopardiana

Il 29 agosto, a Recanati (Mc) ci sarà la prima edizione della Randonnée "Per le Vie del Poeta" di 215 chilometri. E' un evento collaterale della Gran Fondo Leopardiana, che quest'anno compirà 18 anni.


Guarda in anteprima la Mappa della strada Leopardiana

tra le sue carte più preziose il Museo di Visso 
conserva uno dei due manoscritti dell'Infinito
La randonnée corre su un percorso a forma di infinito che congiunge Casa Leopardi con l'ultimo orizzonte evocato dal Poeta nella sua lirica più celebre. Punto di svolta del percorso è Visso lo splendido borgo medievale che sorge appena dietro l'orizzonte" recanatese e che, per i curiosi casi del destino, custodisce il Museo, unico al mondo, dei Manoscritti Leopardiani.

Il giovane Leopardi percorse queste strade nel 1822 durante l'agognato viaggio verso Roma. (vedi il bell'articolo sulla "Via Lauretana" di Marco Ribechi). Il Poeta aveva immaginato che oltre il ristretto orizzonte di Recanati avrebbe vissuto una vita più stimolante e soddisfacente. Non fu così, ma i resoconti del viaggio e le successive lettere descrivono con parole di ammirazione i luoghi natii "dei quali di tutto i si può dire fuor che non siano ameni" (Leopardi provava nostalgia anche della cucina locale, fu molto meno tenero con i compagni di viaggio e di soggiorno, invece)

Tra le finestre del poeta e le sue liriche c'è una distanza di poco più di 200 km che i ciclisti hanno la missione di colmare tra le 23.30 del 29 agosto e l'arrivo della Gran Fondo Leopardiana.

Il tutto in un susseguirsi di paesaggi tra i più suggestivi del centro Italia. I ciclisti che seguiranno le Vie del Poeta, attraverseranno alcuni dei borghi più ameni delle Marche, lambiranno laghi, sfioreranno abbazie millenarie, sfideranno aspre colline e si arrampicheranno fino a oltre 1100m sulle montagne che coronano il lontano orizzonte leopardiano.... e lo supereranno. Nel Borgo di Visso, nel cuore dei Monti Sibillini, idealmente ricongiungeranno il poeta ai propri manoscritti, prima di ritornare verso Recanati e completare il giro, che a guardarlo dall'alto mostra l'inconfondibile forma dell'infinito  

le Vie del Poeta: il percorso permanente


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Onore al merito. Tutto nasce da questa idea venuta a Giancarlo Brocci circa vent'anni fa.

Garibaldi del Percorso Permanente Leopardiano Km 1-170
Da Recanati a Caldarola + studio segnaletica