Questi sono gli incontri che si possono fare nella media Vallesina. Siamo sul lato sinistro del fiume, a 30 km dal mare, dove le colline iniziano a farsi alte, superando spesso i 350-400 m. Il fondovalle, invece è sempre laggiù, in basso, più o meno a quota 140.
Due salite diverse che si congiungono quasi in cima al paese, partono dalla stessa strada, l’ex SS76, a due chilometri l’una dall’altra. Sono molto diverse, ma potete continuare a confonderle, sono una peggio dell’altra.
Muro di San Giovanni di Rosora
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Il muro che sale dagli Angeli al capoluogo Rosora è molto lungo. Addirittura se si considerano i primi 200 metri tra la chiesa degli angeli e l’edicola mariana e il tratto per arrivare al centro di Rosora si supera un dislivello di ben 235 metri.
Il grafico dell’altimetria è tutto rosso, perché le pendenze non scendono mai sotto il 10%. Tuttavia si più rilevare un profilo a gradoni con tratti, con tratti che anche noi ci vergogniamo a definire pedalabili a separare rampe al 15/18%.
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Caratteristica di questa a scesa, la presenza di ben 5 tornanti, tre dei quali in rapida sequenza, nella parte finale.
Difficile definire la pendenza massima. Il Garmin ha segnato come punta il 23%, leggermente meno rispetto all’altro muro dove ha registrato 24%. Non è una misurazione scientifica, tuttavia l’impressione è che questo muro, sebbene complessivamente più impegnativo per lunghezza e dislivello, sia meno duro del Fosso di Rosora, il cui profilo sale in modo via via più ripido, come la schiena di una parabola.
Ma forse è solo una mia impressione dovuta al fatto che il muro di Copparoni mi ha colto alla sprovvista, al contrario questo mi era stato presentato con parole allarmanti e l’ho preso in modo decisamente prudente.
Fosso di Rosora (Copparoni)
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Per non sbagliare basta seguire le indicazioni per il “Sentiero del granchio nero” e mantenersi sull’asfalto. Superate le ultime case di Copparoni la strada curva a destra e inizia a prendere quota. Probabilmente troverete in questo punto un vecchietto che vi guarderà con aria scettica. Non sarà il solo.
Il secondo vecchietto, che è spesso vestito da muratore, lo si incontra alla fine della prima rampa, là dove il grafico della salita ritorna giallo. Io non volevo fermarmi a parlare come due anni fa così sono passato al piccolo trotto, e poi ho continuato di buon passo sull’erta successiva, convinto che lo strappo finisse lì vicino. Mi sbagliavo….. (continua a leggere su Salite delle Marche|Fosso di Rosora)






