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Storie e geografie ciclistiche
UN TERRITORIO PER IL CICLISMO
L’Appennino marchigiano è fatto da quattro catene parallele che attraversano la regione dal confine con l’Umbria fino sotto il Mare Adriatico. Da ovest a est: la piega del Monte Catria (1701 m), la piega del San Vicino, che culmina nella maestosa quinta dei Monti Sibillini, i rilievi di Cingoli e tutte le colline fino al Monte Conero, il promontorio che spezza in due la costa marchigiana.
I fiumi tagliano questa struttura in una trama di valli parallele, che scrivono il tipico andamento “a pettine” e offrono un’infinità di strappi a legare le vallate con i borghi costruiti sulle creste; salite brevi dai nomi strani: Boccoline, Roncoline, Badorline, Parrucce, Pellucche, Patucce, veri e propri muri di 1–1,5 km con pendenze che superano sempre il 15%. Tra le più note ci sono il Muro di Montelupone e le rampe di Offagna, Recanati, Osimo, Sant'Elpidio per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche sono più lunghe e regolari: solo quattro strade superano quota 1500, ma alcune si distinguono per difficoltà e fascino, come le ascese al Monte Nerone, al Pizzo di Meta, al Monte Catria e al San Vicino, capaci di superare i 1000 metri di dislivello.
I fiumi tagliano questa struttura in una trama di valli parallele, che scrivono il tipico andamento “a pettine” e offrono un’infinità di strappi a legare le vallate con i borghi costruiti sulle creste; salite brevi dai nomi strani: Boccoline, Roncoline, Badorline, Parrucce, Pellucche, Patucce, veri e propri muri di 1–1,5 km con pendenze che superano sempre il 15%. Tra le più note ci sono il Muro di Montelupone e le rampe di Offagna, Recanati, Osimo, Sant'Elpidio per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche sono più lunghe e regolari: solo quattro strade superano quota 1500, ma alcune si distinguono per difficoltà e fascino, come le ascese al Monte Nerone, al Pizzo di Meta, al Monte Catria e al San Vicino, capaci di superare i 1000 metri di dislivello.
IN EVIDENZA
I PEGGIORI MURI MARCHIGIANI
I muri marchigiani hanno un’identità ben precisa: 600 metri di lunghezza e una pendenza media del 12%.
Una sorte di stampino che si ripete mille o duemila volte, da cui è possibile estrarre un indice sintetico che combina lunghezza, pendenza media e pendenza massima per descrivere la personalità di un muro, ovvero, quanto esso ci risulti impegnativo.
Definiamo MAD – Modulo Altimetrico Dinamico – l’Unità di misura teorica dei muri marchigiani e proponiamo una classifica, sempre provvisoria, degli undici più pazzi/duri.
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