Se si considera la lunghezza batte la salita del Ceppo di una decina di chilometri, se si considera il dislivello positivo, di diversi ettometri supera qualunque altra salita delle Marche. Quella che presentiamo è un'appendice del versante sud-orientale di Forca di Presta, una salita da record alle nostre latitudini, ma dalle pendenze miti.
Forca di Presta dalla VAlle del tronto

Lunghezza: circa 48 km
Quota: 1536 m (D+: 1694 m)
Pendenza media: 4.7%
Pendenza max: 12.5%
Difficoltà: HC
Fondo: 100% asfalto
Punti forti: La più lunga salita delle Marche
Segmento Strava: 41640330
Presa dall’inizio della valle del Fluvione, la salita tutta asfaltata di Forca di Presta merita molti record regionali:
- per lunghezza è simile al Ceppo,
- per dislivello se la batte con la Forcella del Fargno.
Quella che presentiamo è una variante panoramica che è ancora più intrigante: i numeri raccontano un’ascesa lunga più di 47 chilometri, con un dislivello positivo di circa 1700 m.
Il Dislivello negativo, – 350 m, è lo stesso della salita dal Lago di Gerosa, sulla quale si innesta all’altezza del Valico Pescolle.
Quest’articolo vuole essere un’appendice a quello principale su Forca di Presta, l’occasione per presentare, i valichi inediti di Croce di Casale e di Propezzano/Pescolle, nonché per pubblicare qualche foto spettacolare di Lucio Griccini che non avevano trovato spazio.
Per svalicare a Forca di Presta partendo dal punto in cui il Fluvione vanifica il suo nome nel tronto (Località Tavermana Piccinini, Strada Salaria 4) è necessario prima superare un lungo tratto di fondovalle e tre forchette: Croce di Casale, Valico Pescolle, Colle Galluccio. Per semplicità abbiano questa ascesa, che misura ben 48 km (tranquilli 4.5 sono, in realtà, di discesa), in cinque parti.
1. Taverna Piccinini (bivio SS4/SS78) - Arena di Roccafluvione (bivio SP89/SS78)
Distance: 10 km
D+: 140 m
Avg Grade: 1.4%

2. Arena di Roccafluvione - Passo Croce di Casale


Fino al 2007 il valico di Croce era la via di collegamento principale tra la valle del Tronto e la valle dell’Aso, ma da allora la vecchia SP237 tanto trafficata è diventata una ciclovia di fatto.
L’attacco a Forca di Presta per noi inizia da qui. Questi primi 8 km al 4,5% di pendenza regolare, da un punto di vista tecnico non hanno molto da dire.
Le case cantoniere dismesse, i paesi più grandi del consueto ricordano la gloriosa storia del valico, il silenzio, la schiena boscosa dei monti rendono questa salita particolarmente gradevole.
Due punti di riferimento per orientarsi: circa a metà dell’erta si attraversa il paese di Casale; il vecchio deposito dei mezzi ANAS, che ci dice che è vicino il punto di valico sulla Valdaso. Per noi però non è ancora il momento di scendere, perché, proprio dal paese eponimo di Croce di Casale, parte una strada di cresta sulla sinistra che porta al Valico di Pescolle (quota 950) tra Montegallo e Montemonaco.
3. Croce di Casale - Valico Pescolle
Distance: 10 km
D+: 240 m
Avg Grade: 2.2%
Max Grade: 12%
Min Elev: 730 m
Max Elev: 950 m
Strava Segment: 37804095
La strada attraversa paesini minuscoli e lambisce antiche chiese (Madonna d’Illice, Polverina. San Vito a Propezzano) che fino a 50 anni fa erano collegati solo da sentieri o strade forestali, così almeno è segnato sulla mia tavoletta dell’IGM e la modermità del progetto spiega l’altimetria




4. Valico Pescolle - Pistrino di Montegallo - Colle Galluccio

A me piace molto anche la chiesa parrocchiale di Montegallo, che domina il paese dall’alto di una ripida gradinata. Invece non riesco a digerire i successivi 8 km che, poveri di curve e di pendenza, sono pane per passisti.
La parte più bella è immediatamente prima dello scollinamento quando una curva e un tornante ci mostrano lo scoglio imponente del Monte Vettore

5. Colle Galluccio - Forca di Presta
6 km, da 1083 a 1536 m s.l.m., gli ultimi, fatidici, già raccontati più volte anche su questo blog. Scavati negli Anni ’60 sotto il gigantesco scoglio calcareo del Monte Vettore (2478 m) fanno paura a tutti; sebbene, mappa alla mano non siano poi così terribili, fanno più male del loro 7-8%. Sono gli ultimi due chilometri, quelli che vanno dall’ultimo tornante al varco tra le rocce a essere più difficili, con pendenze abbondantemente in doppia cifra.



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