Leitmotiv dei miei 13 anni: “Hai fatto la Roncolina?” – “No nonna solo Vallo’ e Venturina” – “Sei tutto rosso, sei sicuro che non sei stato sulla Roncolina eh?!”
No nonna la Roncolina l’ho fatta solo a quarant’anni suonati. La Coppa, la Mucciolina, la Venturina le altre salite più vicine sì, ma non ti ho mai disubbidito fino ad arrivare… alla Roncolina.
La Roncolina è una comoda strada che collega le Piane di Polverigi alla frazione di Rustico. Tre km di asfalto anche rifatto da poco che salgono su un crinale insolitamente morbido. Per due km e mezzo si punta dritti verso Rustico ovviamente senza una curva, ma, strano a dirsi senza tratti oltre il 6-7%.
Pedala pedala, ecco una curva a destra e un tratto di 200 m in lieve discesa. C’è puzza di fregatura, Quando riappare il paese si capisce che il dislivello da superare è ancora considerevole.
Il male che tutti si aspettano si materializza dietro l’altra curva all’altezza del B&B Lacrimarte (nomen omen); una svolta a sinistra dirige le bici direttamente contro le isoipse. E’ il solito muro da versante nord. 450m al 15% con picchi al 21-22%.
Di per sé non è cosa insormontabile, ma molto dipende dalla fretta con cui si è saliti nei chilometri precedenti. Affrontare già stanchi, o semplicemente, affrontare con troppo slancio il muro può essere decisamente una brutta idea. La Roncolina è un’altra di quelle salite-sirena che facilmente ingannano i ciclisti per il gusto di vederli affondare contro un scoglio.
Quindi calma e, se passate di lì, prestate orecchio ai consigli della nonna




