“Diffidare sempre delle salite da cui si vede il mare” (Gilberto Simoni)
ATTENZIONE Questo muro termina a Capodarco, ma non è il famoso muro del Gran Premio di Capodarco. Quel muro, in effetti, non esiste: sono i 200 metri dentro il paese di cui si parla a fine articolo. Il G.P: di Capodarco si gioca una salita piuttosto semplice che non è presente in Salite delle Marche, ma che potete trovare su climbfinder, se cercate “Capodarco da Lido di Fermo”, perché cercando Muro di Capodarco vi ritrovereste sulla stradaccia di Valloscura. Quello sì che è un muro.
Intro
È proprio un tipico muro marchigiano: la minima lunghezza possibile per superare una collina della quale, a malapena, si vede la cima. Nella graduatoria dei muri fermani, che sono di solito leggermente più lunghi e leggermente più ripidi di quelli anconetani, è uno dei peggiori: è lungo (800 m di male + un’appendice di salita) è pendente (oltre il 20%, secondo mr. Garmin 25%). C’è di buono che è bello, diritto e mostra subito le pendenze più impegnative. Ma non tutte.
Scendendo da Grottazzolina lungo la valle del Tenna, alla rotonda della Zona Industriale di S. Marco alle Paludi, si gira a destra, verso la località Alberelli (se venite dal mare, superate la rotonda, terza uscita). Vi trovata davanti una bella strada in pianura che corre verso sud, la costa e la SS16 parallele, ma invisibili. Come sempre, due pedalate ed è già campagna profonda.
Il Muro

Il colpo d’occhio è scoraggiante, perché subito la strada sale intorno al 16% e, dopo 200 metri, le pendenze, anche se per pochi metri, toccano il 25%. Pochi, ma comunque troppi; da quota 86 s.l.m., si sale fino a quota 154 in appena 400 metri di salita. Attenzione, lo sforzo sembra finito, perché prima di arrivare al centro abitato di Monte Marino la salita spiana leggermente per 200-300 metri, ma non è così: dopo una curva a destra, l’asfalto si impenna di nuovo al 14% fino a Montesecco (quota 192m), dove confluisce sull’omonima strada comunale. Se si esclude l’attraversamento di Monte Marino la pendenza media del muro è del 15%. L’asfalto è buono ma spesso scivoloso, come è “tipico delle salite da cui si vede il mare”- E’ il commento di Gilberto Simoni quando fu invitato a provare il percorso della 7 Muri. Naturalmente per vedere il mare bisogna avere la forza di girarsi a guardare indietro.
Dalla confluenza con la S.C. Montesecco le pendenze si fanno meno arcigne, ma la strada continua a salire fino alla sommità della collina chiamata Monte Capodarco (225 m), dove, finalmente, si inizia a scendere. Si perde quota per circa 70m fino a confluire con la provinciale per la frazione di Capodarco, località nella quale si svolge ogni anno il 16 agosto il G. P. Capodarco, prestigiosa corsa per Under 23.
Dall’incrocio alla curva con la lapide commemorativa dedicata a Fabio Casartelli, vincitore della corsa nel 1991, ci sono ancora 750 m di salita pedalabli. Poi si scollina e appare la città di Fermo. E’ molto più in alto separata da un profondo fosso. Per raggiungerla bisognerà di nuovo scendere e arrampicarsi
Il muro di Capodarco
Trattasi di 200 metri al 15% sui quali vengono dirottati gli Under 23 nell’ultimo giro e su cui è posto il traguardo del G.P. di Capodarco. Vi passa anche il Giro d’Italia 2026, ma, ovviamente, sarà un passaggio più suggestivo che decisivo; i corridori si preoccuperanno meno delle pendenze che del restringimento della carreggiata.
Per i curiosi, si prende dalla Provinciale di Capodarco nel punto in cui è sistemato il pannello con l’albo d’oro della corsa. Anche mi ricordassi male, non potete sbagliare, è l’unica strada che porta al centro del paese.






