La salita inizia sotto gli archi di un vecchio ponte
ferroviario, a destra della SP256 che attraversa Matelica. Si prende subito la
sinistra al bivio e poi si tiene la destra, seguendo le indicazioni per
Braccano, Monte San Vicino o Canfaito.
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| La salita vera inizia a Braccano (c) Lucio Grccini |
Fino alla località di Braccano la salita è tranquilla e
l’asfalto rugoso, ma accettabile. Insomma fin qui non ci si può lamentare.
Arrivati a Braccano iniziano i tratti di strada recentemente asfaltati; il
manto è perfetto e ci accompagnerà per buona parte dell’ascesa.
pendenze dure e brevissimi tratti che lasciano respirare. Fortunatamente buona parte della sede stradale è in ombra e sulla sinistra si può già godere del panorama su Matelica e sulla vallata fabrianese.
Quando, dietro una curva, si scorge per la prima volta la croce in cima al San Vicino si tende a pensare che la scalata sia cosa fatta… Invece iniziano ora pendenze arcigne senza tregua, con il sole che picchia e l’asfalto originario, pieno di buche e ghiaia. Questo pianoro dove la strada
cambia aspetto si chiama Aia Macciana (pron.: Aja Mascjhana o qualcosa del genere, “via”). E’ un punto panoramico, ornato da una croce, da cui partono alcuni
sentieri per gli amanti del trekking che conducono a due particolari elementi
geologici: il Sasso Forato e la Bocca de Pecu (http://www.trekkingmontiazzurri.com/index.php/monte-san-vicinocanfaito.html?start=2).
Noi continuiamo a salire e da qui fino all’ultimo chilometro sarà una sfidacontinua contro la gravità.
Elcito (da non imboccare!): le pendenze si fanno più leggere, inferiori all’8%
e il senso di appagamento prende il posto della fatica. Le descrizioni della salita apparse in occasione della tappa della Tirreno Adriatico 2016 parlano di falsopiano finale; attenzione: abbiamo detto meno dell’8% non falsopiano. Il falsopiano c’è, ma salendo dall’altra parte ai Prati di San Vicino. Noi invece siamo ancora ai Sassi Grigi e con tutta evidenza la salita non è finita. All’altezza
dei Prati delle Serre, finalmente la pendenza scende al 4%; abbiamo superato quota 1200, 300m e siamo al valico.’L’ultima difficoltà rimasta è quella di evitare le “torte” lasciate in terra
dalle mucche al pascolo. Al di
sopra della nostra testa soltanto la vetta del San Vicino (1480m slm), accessibile
a piedi.
la discesa nel versante opposto: la strada per Pian dell’Elmo inizia regolare
ma poi è costellata di buche e ghiaia. Massima attenzione e mani sui freni, in
particolare quando ci si addentra nel boschetto dove la luce cala e si devono
togliere gli occhialini da sole.
P.S. Il fondo della discesa verso Frontale è stato finalmente risistemato nel 2018 (evviva!)
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| Quota 1214 Finalmente in vetta – (c) Griccini L.. |
Questo è un breve video della Salita del San Vicino da Matelica/Braccano girato in occasione della ricognizione della 5° tappa della Tirreno Adriatico 2016 Foligno-Monte San Vicino dai ragazzi del Gruppo Ciclistico Matelica











