Una risposta dal futuro: altri 8 anni e tre mesi.
(NdR del 4 gennaio 2023!)
Quanto ancora bisognerà allungare per Frasassi e Fabriano. Quando sarà di nuovo possibile fare l’uno-due?
Mosso da inestinguibile curiosità, in una bella giornata di sole, una delle tante di questo Ottobre 2014, mi decido a partire per l’alta Vallesina. Bici in spalla e si va, perché una cosa è certa, anzi due: 1) Per fare le due salite una dietro l’altra bisognerà violare un cantiere abbandonato, scavallare recinzioni e forse evitare voragini. 2) niente al mondo mi convincerà ad allungare la strada per Collegiglioni (il ricordo della crisi di maggio ancora fa male).
Ai piedi di Castelletta arriva il primo cambio di programma. Mi è passata la voglia di salita, preferisco la variante dei pigri, quella che segue la vecchia statale abbandonata. E’ questa una strada dismessa meravigliosa, che corre poco sopra il fiume e segue le pareti sinuose della Gola. L’asfalto è pessimo, ma io passo lo stesso di lì, perché il panorama delle pareti rocciose a picco sul fiume è molto suggestivo.
Una volta passati di là la vecchia statale è di nuovo transitabile. Si attraversano o si sfiorano varie minuscole frazioni di Genga dagli evocativi nomi agricoli: Pontechiaradovo, Falcioni, Camponocecchio, Gattuccio, Valtreara., poi al confluente con la strada che discende da Castelletta, il Cantiere tanto atteso della Quadrilatero s.p.a..Mi accorgo che un paio d’anni fa era più facile scavallare.
Evidentemente allora c’era l’idea che il cantiere potesse venire aperto e chiuso. ad oggi, purtroppo, la doppia barriera di cemento e le ridondanti grate non fanno pensare a una prossima ripresa dei lavori.
Nessun in giro, quindi, facendo la massima attenzione a non fare male alla bici., scavalco e mi incammino, che il fondo fangoso del cantiere non è fatto per le mie ruote da salita.
Cammina cammina, sembra proprio che di qui non passi nessuno, ma il fango testimonia che non sono l’unico ciclista di passaggio: tracce fresche di MTB solcano la belletta in direzione dell’uscita. e della vecchia galleria.
Una sosta alla Fonte del Papa a prendere l’acqua e poi non resta che superare Borgo Tufico e Albacina (ca. 1 km al 3,4%) e iniziare, finalmente a salire veramente. E qui passo la parola a Pelorandom, che per le descrizioni tecniche dà un servizio insuperabile. Sennò c’è il vecchio post di Salite delle Marche. Uno sguardo dall’alto al bel panorama sulla valle del Giano prima di aggredire il finale, superare Poggio San Romualdo, gettarsi dall’altra parte e godersi la meritata discesa,
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| ottobre 2014, quando dietro gli smartphone c’era un solo obiettivo |







