L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

sabato 8 gennaio 2011

Montagne ciclistiche delle Marche

1. MONTE NERONE (1512 m) - 13.7 km, dislivello 1164 m, pend. med. 8.5 %, difficoltà 142.88
4 versanti da 13 a 18 km. Lunga e ripida, dislivello superiore ai 1000m, è la salita più dura delle Marche. Toccata dal Giro d’Italia e dalla GF Straducale.

2. FORCA DI PRESTA (1534m)- 14 km 934 m 6.7 % 94.19
Due versanti da 14 a 20 km. Arriva ai piedi del massiccio del Monte Vettore, risalendo lungo il versante più imponente. Sul passo è spettacolare e sorprendente il panorama sull’Altopiano di Castelluccio. Proposta alla Tirreno-Adriatico, è la salita principale del la GF dei Sibillini.

3. IL CIPPO (Monte Carpegna) (1357m) - 6.14 km 622 m 10.1 % 110.96
Salita difficile, legata al nome di M. Pantani, che sulle sue rampe si allenava. Queste le sue parole “da Caturchio si arrampica sul Monte Carpegna. […] Il tratto più duro arriva passato il paese di Carpegna. Sono sei, sette chilometri con pendenza media del 10 per cento. Gli ultimi due, fin sotto la vetta a 1360 metri sul mare, li chiamiamo il Cippo e sono i più ripidi, sul 12 per cento”

4. MURO DI MONTELUPONE (270m) - 1.75 km 215 12.3 % 87.31
Forse non è il più lungo, né il più ripido dei tanti muri delle colline costiere delle Marche, ma è il più famoso, dopo la traumatica scoperta delle sue pendenze alla Tireno-Adriatico. Arrivo di tappa nel 2008 e nel 2009.

5. PIZZO DI META (1525m) 12.3 km 1040 m 8.2 % 130.51
Quattro versanti molto differenti da 12 a 16 km, al centro del Parco dei Sibillini (grandioso, sul valico, il panorama sul Monte Rotondo); è la seconda salita più difficile delle Marche per difficoltà e dislivello e una delle cinque che superano quota 1500. Il versante dei Montioli sale per 6 km al 12%.

6. MONTE PRATA (1660m) - 11.8 km 910 m 7.7 % 107.65
È la strada asfaltata più alta delle Marche. Sulla forca di Gualdo, grande il panorama sull’Altopiano di Castelluccio

7. MONTE CATRIA (1368m) - 15.7 km 911 m 5.8 % 105.76
Il massiccio del Monte Catria, con i suoi 1702 metri è il più elevato tra l’Abetone e i Sibillini. La strada sale da 3 versanti assai diversi, da 9 a 16 km. Il Giro d’Italia vi è transitato due volte.

8. MONTE PETRANO (1101m) - 10.4 km 809 m 7.8 % 103.1
Due versanti da 10 a 13 km. Fu arrivo della tappa più dura del Giro d’Italia del Centenario.

9. MONTE SAN VICINO (1208m) - 14.2 km 928 m 6.6 % 107.01
Quattro versanti da 9 a 14 km

10. VALICO CAPRARECCIA (980m) - 8,44 km 712 m 8.4 % 98.82