Porta d'Osimo


Porta d'Osimo - di Giacomo Magrini

Quante volte ho tentato Porta d'Osimo.
L'ultima pettatella lo stroncava
si accasciava su un fianco
il motorino.
L'avevo indebolito trasportando
un compagno grassoccio sul sellino?
era già sporca la candela i buchi
nella marmitta pochi o poco grandi?
Lo spingevo con rabbia
e con affetto.
Le persiane nel caldo sono chiuse
ma forse un paio d'occhi è lì che brilla.
Nel serbatoio la miscela oscilla
come un'onda di sera che si spegne.
Sarei entrato trionfante in Castelnuovo
tra la chiesa e Maggini
teatralmente

Potere della poesia: quattordici endecasillabi di Giacomo Magrini riescono meglio di ogni dato statistico e di ogni descrizione a spiegare che cosa sono le strade tracciate sulle nostre colline, tanto dolci se guardate da lontano e tanto aspre quando le si tocca da vicino. Ascolta la poesia dalla voce del poeta



 Distance: 1.4 km
Elev. Gain: 187 m
Elev. Change: 187 m
Avg Grade: 12.5%
Max Grade: 27 %
Min Elev: 45 m
Max Elev: 230 m
Climb Category: GPM 3


Salita sorella del Muro di Montelupone, che infatti si sviluppa sulla collina immediatamente a sud. Porta d'Osimo è un ingresso secondario alla città di Recanati sul quale confluiscono due strade che risalgono la valle del Fosso di Rivo. Come spesso accade per gli accessi costruiti sui selvaggi versanti nord, entrambe le strade regalano picchi di pendenza oltre il 20%. Chissà se Porta d''Osimo diventerà famosa come il Muro, dopo che i ciclisti della Tirreno Adriatico 2019 l'avranno fatta quattro volte nel corso della 5° tappa?   


Porta d'Osimo dal Fosso di Rivo

La strada si distacca dalla provinciale 105 poco dopo il bivio per Bagnolo. Dopo 300 m in pianura, superato un agriturismo dal nome leopardiano, la salita inizia in modo brutale. L'asfalto (ancora ottimo) disegna una retta grigia sul fianco della collina. 
La strada sale un po' a gradoni come succede a Montelupone, ma qui non c'è un tratto che possa definirsi pedalabile, il primo km, infatti,  ha una media dell'11%. Tuttavia in questo antipasto all'11% va a segnalata la rampa che inizia agli 800 m, perché, per la prima volta si arriva al 20%. 
Le volte che ho preso la salita piano mi è sembrato questo il tratto più duro, ma generalmente il peggio, il vero "male", come dicono in Toscana, è quello che arriva nel finale.
Il video è di cinque giorni fa e mi sembra abbastanza impressionante. Soprattutto se si considera che, per le pendenze, il peggio è passato. D'altra parte, se si confrontano i grafici delle salite, si vede che davvero minima è la differenza tra il Muro di Montelupone e Porta d'Osimo:  dislivello è identico (208 vs 198 metri), la pendenza media è maggiore a Recanati (12,6% vs 15,2%), d'altra parte al centro del Muro c'è un tratto di 350 m al 6%, tolto il quale la lunghezza delle salite si equivale. Il finale è sovrapponibile: 18% medio negli 650 m, 23% negli ultimi 300.




Ricordati che devi morire! 
Questo succede quando si sottovalutano salite come queste.
Il ciclista era salito spavaldo fino all'ultimo male, quando,
 prima ancora del fiatone, l'acido lattico ha invaso le cosce.
Nel video lo si vede zigzagare prima che la strada inizi a spianare. 



Tra gli Antichi Romani quando un generale trionfatore, vestito di porpora, sfilava per le strade osannato dalla folla, sul suo carro d'oro aveva un compagno che gli ripeteva: «Respice post te. Hominem te memento» in pratica: «Ricordati che sei un uomo». «Ricordati che devi morire».
Era una bella tradizione. Aiutava a evitare il rischio di essere sopraffatti dalla superbia.
Un "Memento mori" dovrebbe essere stampato anche sull'asfalto di questa salita: bisogna ricordarsi in tempo che nel finale "si muore", sennò si rischia di morire, o, peggio ancora, di mettere il piede a terra.

Generalmente le nostre salite a gradoni hanno il "male" peggiore all'inizio, ci sono però alcune salite-climax che nascondono il peggio alla fine, spesso nascosto dietro l'ultima curva (Montelupone, Gallignano, il Cassero, Massignano i primi che mi vengono in mente).
Naturalmente, Porta d'Osimo è unadi queste. Dove la strada confluisce con la gemella che proviene da Bagnolo iniziano gli ultimi 500 m, che hanno una pendenza media del 19 %.
Lo spannung, il tratto indimenticabile, è quello dei due tornanti in successione, posti in corrispondenza della chiesetta: un uno-due micidiale che spesso è l'ultima cosa del paesaggio che si percepisce lucidamente. In questo tratto si torna di nuovo (e non di poco) sopra il 20%, ma è difficile quantificare la pendenza: la parte interna del primo stretto tornante sarà sicuramente oltre il 30%.
Qui nel finale di Porta d'Osimo, traffico o non traffico, bisogna allargarsi a sinistra. In questo tratto, pioggia o non pioggia, bisogna alzarsi sui pedali, sennò ci si ribalta.
Il drittone finale al 20 %, dal cartello Recanati alla fontanella posta in cima alla strada, lo percorro praticamente al buio, come si può "ammirare" nel video. Prudenza dunque. Mai strafare. Una litania che mi ripeto tutte le volte e che non rispetto mai. 
Una vota arrivati in cima si può continuare fino alla Piazza di Recanati (un altro paio di km per superare ulteriori 50 m) oppure calare a destro verso la Chiesa di Castelnuovo, splendido esempio di stratificazione artistica dal gotico al roccocò.


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