Madonnella e Castello di Pitino [ottobre 2011- aprile 2019]



La 6° tappa del Giro d'Italia 2012, al km 124.3, affronterà il GPM "Madonnella di Pitino". Da lì inizierà l'ormai tradizionale tratto di strade bianche. Ma quest'anno sarà diverso da quelli di Montalcino e di Orvieto.Per capirci, questo triangolo rosso è il biglietto da visita: è una salita sterrata che conosco bene, e che faccio fatica a immaginarmi come punto di transito di una corsa come il Giro. Visto che nei due precedenti tentativi ero stato costretto a mettere il piede a terra (usavo un 39x27), stavolta l'ho affrontata con la vecchia bici, fresca di Eroica e armata con un più consono 36 x 28. (SDM Pitino, Madonnella - Ricognizione del 30 ottobre 2011)

Start: Rocchetta - Berta
Distance: 2,600 km
Elev. Gain: 384 m
Avg Grade: 14,8 %
Max Grade: 22 %
Min Elev: 194 m
Max Elev: 578 m
Climb Category: GPM 2
Strava Segment: 10707550
Google Map: SDM001-Pitino


Il triangolo rosso di cui parlavo era l'altimetria, che avevo disegnata personalmente sulla base della tavoletta IGM 1:10000. Non è esagerata. Quella della Madonnella è una strada veramente ripidissima; per capirci: 
- Altra differenza è che alle montagne non siamo nemmeno vicini e una salita del genere, sebbene le colline non sono mai da sottovalutare, arriva veramente inaspettata.

La salita si stacca dalla vecchia Strada Statale 361 tra le frazioni di Rocchetta e Berta.
Quando si risale la Septempedana ce la troviamo sulla destra che punta diretta sulla lontana torre, che, per molti chilometri, incombe sul traffico del fondovalle. 
Bianca la torre e bianca la strada, entrambe perfettamente dritte e incuranti delle curve di livello. Altre strade sono più pratiche per raggiungere il castello di Pitino, quindi sull'incrocio non ci sono indicazioni; anni fa c'era una scalcinatissima edicola mariana [foto 1] che è stata abbattuta (temo da un' automobilista) e prontamente riedificata in forme più solide, ma anche più anonime. Ad ogni modo la Madonnina è il nostro punto di riferimento. Teniamocela buona.
Salutata la nuova edicola sulla vecchia statale, la strada inizia a salire molto ripidamente.
La prima volta che salii di qui l'asfalto cedeva subito il posto alla "breccia" [foto 2] e sapere che al valico mancano ancora 400 m di dislivello era demoralizzante. Adesso il primo chilometro è stato asfaltato (vergogna!); è un aiuto non da poco, ma che nessuno azzardi un fuorigiri! Asfalto o non asfalto, l'inizio è subito impegnativo; 4-500 m al 15% abbondante.

Segue un tratto più pedalabile (ma sempre vicino alla doppia cifra), finché, in corrispondenza dell'ultima villetta la strada si impenna in modo definitivo.

E l'asfaltatura finisce. 
Da questo punto in avanti la strada prosegue quasi tutta al 16-18% fino al castello su un peculiare fondo di ghiaia rosa, molto ben battuto.
Ovviamente, per quanto il fondo sia di buona fattura e per certi versi preferibile all'asfalto devastato di altre strade secondarie, per quanto salire qui non sia affatto rischioso per una bici da corsa, la ghiaia è scivolosa e la mancanza di grip rende la salita di Pitino, che sarebbe già difficile per ragioni orografiche, quasi impossibile.
Il tratto più duro arriva circa a metà, quando già sono stati superati 1500 m di salita, al livello di un serbatoio segnato anche sulla mappa IGM. In due semitornanti la strada si fa più stretta, la ghia.ia aumenta e la pendenza supera alla grande il 20%
In questo punto, siamo oltre quota 400, i campi cedono al bosco e di solito anch'io cedo ai crampi. La prima volta che ho affrontato la salita ero partito troppo forte e, arrivato qui, ho cercato di zigzagare, finendo con le ruote sulla banchina e con il piede a terra.
Per fortuna il tornante era a sette-otto metri e sono riuscito a ripartire subito. Mi fosse successo in un rettilineo dubito che sarei stato in grado di incastrare le scarpette sui pedali. 
All'uscita del secondo tornantino la strada torna bella e larga, ma sempre molto ripida. Si gira intorno alla staccionata di una villetta circondata dagli ulivi. E' un punto ameno, le foto 3 e 4 lo dimostrano, ma non danno un'idea corretta della vera pendenza.
La mia seconda volta ho ceduto qui. Ero partito molto più prudente e avevo superato le forche caudine con il serbatoio.
Iniziavo a sentirmi bollito e ho guardato la catena nella speranza di avere ancora qualche dente da mettere. Con gioia mista a orrore, era proprio così: per 1700 metri non mi ero accorto di salire con il 39x25! Mi sono affrettato a inserire l'ultimo pignone era ormai troppo tardi: avevo accumulato troppa fatica.
Mi sono fermato, una prima volta, all'ingresso di una villa in costruzione, poi su una seconda pochi metri dopo. Ho creduto di morire. Non mi è più successo.
Cosa devo dire? La salita è corta, ma un essere umano in bici da corsa impiega a farla almeno 20'. Si va più veloci con una MTB.
Con il 39x27 si sale sempre producendo il massimo sforzo e tenere un impegno del genere per così tanto è quasi impossibile.
La terza e la quarta volta mi sono presentato con la bici eroica da 12kg, ma con i rapporti giusti (36x28), sono quindi riuscito ad apprezzare anche il panorama, che dai drittoni intorno a quota 500 incomincia a farsi ampio e suggestivo. [foto 5]
La fine della salita arriva inattesa: si supera una chiesetta vicina a un'antica fonte(la Madonnella) [foto 7-8]  e si pensa di dover salire ancora molto [foto 6], ma la strada ripida è quella che porta direttamente al castello.
I prof del Giro d'Italia e quindi anche noi, possiamo prendere la stradina a sx e tornare comodamente in valle. Quantomeno siamo autorizzati a fare una sosta. Io, con la scusa del blog, faccio sempre così: prendere fiato, scattare foto e salire fino al castello.
Ormai mi sono affezionato a questi luoghi. La quinta volta ho messo d nuovo il piede a terra perché c'erano dei lavori che avevano reso il fondo impraticabile. Oggi però la salita della Madonnella è di nuovo perfetta.

Per salire al castello serve ancora un ultimo sforzo e si sale al castello.
mancano 300m di salita e ca. 45 m di dislivello. Vi risparmio il calcolo. Le pendenze sono sempre le stesse: 12-14-15-18%, ma se uno è stato in grado di arrivare alla Madonnella non deve temere quest'ultimo tratto. 
Semmai dovrà temere prendere con molta prudenza la prima parte della discesa ché prima di ritornare sull'asfalto si deve fare ca. un km di discesa sterrata e molto ripida (18% a occhio); invece, la deviazione della Madonnella è praticamente in pianura.


Ah non è una visione. E' proprio una locanda quella vicino al parcheggio del castello. Non sono abituati ai ciclisti, ma sanno servirli.
Il castello in cima alla collina è strepitoso e non fatevi mancare un giro intorno alle mura prima di ricominciare a scendere. Non si può arrivare quassù e non vedere il sinistro cimitero con tutte le tombe scoperchiate, che insieme alle cripte crollate e alle ossa umane disperse nel prato hanno contribuito a creare la nera leggenda di questo sito. 
Adesso il prato è pulito e ben curato, ci sono tavoli e panchine e il consiglio è quello di caricarvi la bici in spalla e concedervi un po' di relax godendovi le pietre e i panorami a 360°
Per saperne di più sulla storia di questo castello avete a disposizione molti siti internet, di cui è inutile duplicare i contenuti. Vi consiglio di leggere qualcosa, ma se vi piacciono solo le figure, ne trovate un po' anche in questa pagina, dopo il segmento strava.com 




La chiesa della Madonnella (quota 530)

Piazzale della Madonnella (quota 530) -  La deviazione verso il Castello
Chiesa della Madonnella (quota 530) dalla strada del Castello
Parcheggio del Castello (quota 578)

Maschio del Castello e mura orientali (quota 600) 

Mura a nord (quota 600) 
Panorama verso sud (quota 600m)
Panorama verso il Conero (quota 600m)

Antica chiesa parrocchiale (quota 600m)
Lapidi all'interno della seconda chiesa (quota 600m)

Ritornati sull'asfalto, si "scende", sarebbe più preciso scrivere si "precipita" va sul paese di Pitino, in loc. Cappella. Qui si svolta a dx e si prende una bella strada asfaltata che porta verso il Passo della Cappella. L'immagine sottostante mostra la collina di Pitino dal punto di attacco del Passo della Cappella.
Lo scollinamento è posto più o meno a 800 m. Questo è l'unico punto da cui si può guardare Pitino dall'alto. (A meno che non abbiate un drone).
- se volete vedere le foto del passaggio della 6° tappa del Giro d'Italia "in cima alla Cappella" fate click sulle foto o andate al post: http://salitedellemarche.blogspot.it/2012/05/passo-della-cappella.html

Pitino dal Passo della Cappella (quota 800m)

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