L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

domenica 22 gennaio 2012

per una Fondo veramente... Leopardiana


La Fondo Leopardiana, il cui marchio e il cui slogan ("tra ciclismo, paesaggio e poesia") condivido a pieno, già così è una delle Granfondo più interessanti del Centro Italia.
La corsa, che ha cambiato varie volte collocazione sul calendario, anche nel 2012 si terrà a fine stagione, quindi, mi è sembrato il momento giusto per sottoporre all'attenzione di tutti alcune riflessioni sul percorso che mi frullano in testa già da qualche anno .
Ho spedito una lettera con queste due idee ad Agostino Nina.





1) Il Percorso leopardiano "dell'ultimo orizzonte", riservato, necessariamente, alle partenze alla francese, per me sarebbe degno di diventare un percorso permanente. Collega il "Colle dell'Infinito" all'ultimo orizzonte,  dal "lontano mare" ai "Monti Azzurri" evocati nella poesia "Le ricordanze" e lambisce selve, laghi, santuari, chiese romaniche, abbazie.
http://www.bikemap.net/route/1389400



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Percorso leopardiano "dei colli ameni", collega parecchi dei "Borghi più belli d'Italia" e mi sembra adatto come percorso agonuistico
http://www.bikemap.net/route/1389395


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