L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

sabato 14 luglio 2012

Anello dei Sibillini

da www.bikemap.net - percorso "eXtreme" by giacx

Giovedì potrebbe essere la giornata giusta. Potrebbe fare anche un po' meno caldo. Comunque 7-8 ore di sella sono assicurate, guai a scordarsi bandana e crema solare.


Itinerario ciclabile 1095579 - powered by Bikemap 






Partenza da uno degli alimentari a Pian di Pieca. La cosa più logica sarebbe partire in modo dolce, attraversare le Gole del Fiastrone  verso Monastero e il Lago di Fiastra, ma questo è un giro eXtremo e parte subito in maniera scioccante.


La prima salita, quella che arriva ai Piani di Ragnolo, si prende passando per il Santuario di San Liberato oppure, passando per la frazione di Gabella Nuova dalla strada che parte dal distributore di Metano o dal bivio che sta di fronte al ristorante "La marchigiana". da qualunque parte la si prende è la salita più dura di tutti i Sibillini, con pendenze che arrivano vicine al 20%. Per pendenze e lunghezza è sovrapponibile all'Alpe di Pampeago, ma è più bella, perché piena di tornanti
All'incrocio con la strada per Acquaviva si svolta a sx e si sale fin sopra quota 1500. Arrivati al Passo Maddalena, si gira a destra per Pintura di Bolognola e il Lago di Fiastra.
Arrivati in fondo si supera il ponte e si ricomincia a salire. 

Passata la frazione di Fiastra con il suggestivo campanile neogotico, girare a sinistra per Cupi-Visso-Macereto (tratto che si fa anche alla medio fondo dei Sibillini). E' una strada molto panoramica che sale in modo dolce fin sopra quota 1000. Arrivati a Macereto, luogo sorprendente e meraviglioso, girare a sinistra per Ussita-Visso: si arriva al Passo di Vallestretta - Valico delle Arette, che offre una veduta stupenda sul massiccio dolomitico, del M. Bove Nord. 
Arrivati a Ussita, se si vuole esagerare, si prende per Frontignano. Sono altri 5-600m di dislivello. Poco prima dell'ingresso al "paese" e si gira a destra per il minuscolo e antichissimo borgo di San Placido e con una ripida discesa si raggiunge, Castelsant'Angelo sul Nera. Qui è meglio prendere l'acqua, perché inizia la seconda grande difficoltà di giornata: la salita del Monte Prata. 
Impegnativi soprattutto i primi quattro km. Il valico che immette sulla piana di Castelluccio è posto a 1495m, potrebbe valere la pena di fare una piccola deviazione verso le sciovie M. Prata: è la strada asfaltata più alta della regione; si superano i 1660m slm. Passato Castelluccio (altra breve salita) e scesi sul Pian Grande, girare a sinistra per Arquata del Tronto-Ascoli; si sale ancora e si svalica a Forca di Presta (1536) e diciamo che il "duro" è alle spalle. A questo punto si fa la stessa strada della Gran Fondo dei Sibillini, solamente in senso contrario, fino a ritornare a Sarnano e Pian di Pieca.
Le ultime salite di giornata sono quelle di Pescolle, Montemonaco e del Valico di Rustici. Roba da poco, buona solo per i crampi. 
Un giro fantastico, per paesaggi naturali e le testimonianze artistiche. Le salite hanno nomi noti, ma sono per molti nuove, poiché vengono percorsi i versanti che, di solito, si fanno in discesa. Peccato solo un cosa: una volta fatto questo giro i Sibillini da BDC sono finiti. Per fare  altre salite tocca a prendere la MTB.


le foto le ho prese in prestito da panoramio.com: vi consiglio di dare un'occhiata  alle gallerie dei seguenti utenti, perché contengono foto splendide e spiritose: Enrico Pighetti, Pnisi68, Stefano Mascioli, l'Avventuriero, Roberto Donnna, Roberto Perucci, man_giu, Magnani, Buena Onda, Roberto Tomei, Maurizio Falcioni, gio bernabei e betta


Pian di Pieca, 490m, partenza.
Santuario S. Liberato
Verso Ragnolo Cristo vi accoglie 1250m.
Siategli grati, il pezzo duro è finito
Pizzo di Meta
Pizzo di Meta,  1520m. Panorama dal valico
Discesa verso Bolognola 1400m
S. Lorenzo al Lago(650m) Ponte sul Lago. 
Salita verso Macereto, 800m, Fiastra e il Lago
Santuario di Macereto (1000m)
Valico delle Arette (1110m), panorama sul M. Bove Nord
Salita verso Frontignano (900m): la Croce di M. Bove
S. Placido (1020m)
M. Prata (1600m) vista sul M. Vettore
discesa verso Castelluccio, 1400m
Piani di Casteluccio1400m

Forca di Presta, 1536m
Discesa da forca di Presta, 1400m
Montefortino, 750m

Montefortino, addio ai monti
Amandola 500m
Sarnano, 500m, arrivo