L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

sabato 23 giugno 2012

Valico della Caprereccia - Monte Cipollara















Lunghezza: 8.4 km
Dislivello: 650 m
Pendenza: 8.2 %
Difficoltà: 98.8
Partenza: 268 m
Arrivo: 980m

Siamo sul gruppo del San Vicino. La Caprareccia è un trivio di montanga su cui termina una salita poco conosciuta, ma che è la più dura tra quelle immediatamente intorno a Fabriano. Le maggiori difficoltà si incontrano nelle rampe a tratti molto scoscese dei chilometri iniziali. Dal terzo km la pendenza è costante, ma sempre impegnativa. 

Pelorandom la considera il terzo versante della salita di Poggio San Romualdo, anche se, dopo il bivio della Caprareccia la Porcarella occorrono un paio di chilometri di saliscendi su un terribile sterrato per il quale è d'obbligo MTB.

Da Cerreto d`Esi si devono seguire i cartelli indicatori del M.S.Vicino e dell'Eremo dell'Acquarella. Io parto a valle del centro storico di Cerreto, Pelorandom parte dal ponticello "e si comincia subito a faticare [...] 18% per circa 500m" La strada diventa una sola alla chiesetta di San Leopardo (rampa con pendenza max del 17%). Dopo un breve pianoro in loc. Case S. Martino si torna a salire senza rampe, "finalmente la salita prende un aspetto un po` piu` normale [...]. La salita è esposta ad ovest, quindi maggiormente ombreggiata la mattina; il bosco non manca, ma le piante non sono grandi e l`ombra è risicata. [...] A quota 850m si incontrano vari cartelli che individuano la deviazione per la piccola chiesetta dell`Acquarella esattamente sopra il paesino di Albacina, dove ogni 3 maggio si tiene la festa e nei giorni precedenti è visitabile (per giungervi pero` occorre la MTB con cui poi si puo` anche scendere ad Albacina su single trek abbastanza ripido e stretto) [...]

"Mancano ancora un paio di chilometri- scrive Musty - si prosegue sempre in salita su un asfalto a tratti malmesso fino ad arrivare al Valico della Caprareccia (detto anche Trivio della Caprareccia), con il suggestivo rudere in pietra di una vecchia cascina. Da qui possiamo ammirare la vetta del San Vicino (è il monte a punta sulla destra). 
La strada sterrata di fronte a noi, naturale proseguimento dell'asfalto, conduce a Poggio San Romualdo" e, volendo, all'eremo di Val di Castro; che, in realtà, dal bivio della Capreareccia è a soli 414m (300m ×√2: 200m di distanza lineare e 300m di dislivello! si fa solo con il parapendio). 
La sterrata sulla destra sale dolcemente alla cima del Monte Cipollara e da lì ai Prati di San Vicino. Entrambe difficilmente percorribili in bici da corsa.
"Tutto intorno prati, utili sia per i picnic che per cercare funghi, nel periodo giusto. Nessuna possibilità di prendere acqua lungo la salita. Asfalto sottile ma ancora abbastanza integro, anche perché, in inverno, il traffico è molto scarso visto che la strada non viene liberata dalla neve. Lungo la salita, bella vista sulla valle di Cerreto, poi anche verso Camerino con i Sibillini sullo sfondo e sulla gola di Frasassi."


Su Strava non c'è un segmento perfetto della Caprareccia. In attesa di ritornarci con il GPS incorporiamo il segmento più adatto, che parte da Cerquete. Segnalo anche un segmento che parte dalla chiesina di San Leonardo, posta per così dire al confluente di tutte le strade che salgono dalla pianura e arriva al Trivio della Caprareccia.
Come al solito c'è una puntuale galleria delle immagini su Pelorandom e un'altra sul blog di Musty, senza dimenticare gli amici di www.panoramio.com e la scalata virtuale con streetview.

© Pelorandom
© Musty77



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