Caprereccia (Acquarella)

Chiesa di San Leopardo


Start: Cerreto d'Esi
Distance: 8.4 km 
Elev. Gain: 712 m
Avg Grade: 8.44 % 
Max Grade: 18%
Min Elev: 268 m
Max Elev: 980 m
Climb Category: GPM 1
Strava Segment: 21099463




Siamo sul gruppo del San Vicino. La Caprareccia è un trivio di montagna su cui termina una salita poco conosciuta, ma che è la più dura tra quelle immediatamente intorno a Fabriano. Nota anche come Acquarella, la salita corre parallela alla amatissima Porcarella. Con essa ha molte caratteristiche in comune:
- è però più irregolare e decisamente più impegnativa (le maggiori difficoltà si incontrano nelle rampe a tratti molto scoscese dei chilometri iniziali).
- è molto meno frequentata (la salita è penalizzata dal fatto che l'asfalto termina sul valico e i ciclisti in bdc sono costretti a fermarsi a fare dietro front).
Pelorandom la considera il terzo versante della salita di Poggio San Romualdo, anche se, dopo il bivio della Caprareccia, per raggiungere la Porcarella occorrono tre chilometri e mezzo di saliscendi su uno sterrato terribile  per il quale è d'obbligo la MTB (provato l'8/7/2019, ho fatto 10 km/h di media).

Piano dopo San Leopardo
La salita da Cerquete
Non tornavo su queste rampe da una decina d'anni, il fatto di non avere due versanti praticabili esclude questa bella salita da molti giri possibili giri. Mi ricordavo bene quanto fosse impegnativa, salendo però sono stato sorpreso nel notare quanto fosse ingannevole la vecchia altimetria (che per altro avevo regalato, con colpa, a salite.ch). Fatti salvi i dati di lunghezza, dislivello e pendenza media ovviamente corretti, ho provveduto a aumentare di molto i dettagli, perché la strada verso l'Acquarella è costellata di brevi muri che lavorando a posteriori sulle carte topografiche avevo trascurato. Stavolta, salendo con il Garmin, ho dovuto notare che quando facevo più fatica le punte di pendenza arrivavano al 15, 17, 18% (esagerazioni). Tornato a casa mi ci sono messo d'impegno ed è venuto fuori il grafico multicolore di cui sopra, il quale dà finalmente un'idea realistica della salita.
Sono poi ritornato dopo venti giorni e sono stato testimone di una cosa strabiliante: un'asfaltarice scendeva dalla montagna e, meraviglia, erano sparite le buche e le sterpaglie, la carreggiata era di nuovo libera e larga due metri più dell'altra volta, non si saliva più tra il nauseabondo odore di ginestre, ma in fortissimo profumo di bitumi. La salita della Caprareccia nella prima settimana del luglio 2019 sale maestosa e fiera del suo fondo pallido a chiazze nerissime come il manto di una Pezzata mochena. Bisogna approfittarne
Allora cominciamo. La salita, la più alta della Provincia di Ancona, si affronta da Cerreto d'Esi. Dalla Porta Giustinianea  si devono seguire i cartelli indicatori del M.S.Vicino e dell'Eremo dell'Acquarella. Io parto a valle del centro storico di Cerreto così si fa un chilometro di salita in più, Pelorandom parte a monte, dal ponticello di Cerquete.
La strada diventa una sola alla graziosa chiesetta di San Leopardo dove "si comincia subito a faticare [...] 18% per circa 500 m". Dopo un breve pianoro in loc. Case S. Martino si torna a salire non senza rampe.
In particolare va segnalato quanto succede dopo il 3° km, quando si è intorno a quota 550: si incontra prima un tratto a 5-6% poi un drittone al 16%. Dopo questo passaggio la salita prende un aspetto un po' più normale, ma in varie occasioni presenta di nuovo pendenze intorno al 15%.

Le ginestre non ci sono più , la carreggiata è ampia e anche le buche sono state colmate
Se si osserva la conformazione della salita si nota che è esposta ad ovest, quindi maggiormente ombreggiata la mattina; il bosco non manca, ma le piante non sono grandi e l`ombra è risicata.
Ci sono quattro tornanti, ma solo l'ultimo è panoramico. L'aspetto della salita ricorda i tornanti boscosi della parallela salita della Porcarella

A quota 850 m si incontrano vari cartelli che individuano la deviazione per la piccola chiesetta dell`Acquarella esattamente sopra il paesino di Albacina, dove ogni 3 maggio si tiene la festa e nei giorni precedenti è visitabile (per giungervi pero` occorre la MTB con cui poi si può anche scendere ad Albacina su single track abbastanza ripido e stretto)

"Mancano ancora un paio di chilometri - scrive Musty - si prosegue sempre in salita su un asfalto a tratti malmesso fino ad arrivare al Valico della Caprareccia (detto anche Trivio della Caprareccia), con il suggestivo rudere in pietra di una vecchia cascina. Da qui possiamo ammirare la vetta del San Vicino (è il monte a punta sulla destra)".

La strada sterrata di fronte a noi, naturale proseguimento dell'asfalto, conduce a Poggio San Romualdo" e, volendo, all'eremo di Val di Castro; che, in realtà, dal bivio della Capreareccia è a soli 414 m (300 m ×√2: 200 m di distanza lineare e 300 m di dislivello! si fa solo con il parapendio). 
La sterrata sulla destra sale dolcemente alla cima del Monte Cipollara e da lì andrebbe ai Prati di San Vicino ma quando ormai è diventata sentiero. Entrambe le alternative sono praticamente impercorribili in bici da corsa. Ovviamente la strada per Poggio San Romualdo ho provato a farla a mo' di scorciatoia ma ci sono troppi sassi e troppa ghiaia non battuta. Io stesso ho dovuto prendere la bici in spalla e fare parecchia strada a piedi.
Il valico a quota 980 m  è un luogo solitario e pieno di fascino, anche se il vecchio rudere sull'incrocio è crollato ormai definitivamente.
Venti giorni fa avevo scritto: "A sette anni di distanza dalla prima versione di questo post, spiace dover notare come l'asfalto non regga più così bene. In realtà è abbastanza buono per la maggior parte della salita. Come dicevano Musty e Pelorandom il fatto che la strada non venga liberata dalla neve e che non sostenga mai il traffico pesante ha consentito la conservazione di un fondo relativamente accettabile. La lunga incuria però ha prodotto dei danni. In quattro o cinque passaggi l'asfalto è esploso mostrando il sostrato ghiaioso. Se questo non è un problema quando si sale, quando si scendere deve invitare alla prudenza: la discesa è molto veloce, incontrare il fossetto o il fondo franato ad alta velocità più essere un problema."
Risultati immagini per Capra della valle dei Mocheni
Tipica capra mochena, il fondo adesso è degli stessi colori
Oggi invece è il fondo è perfetto. L'asfalto vecchio è grigio pallido, molto poroso e produce un attrito notevole. L'asfalto nuovo ha rubato il nero alle pantere ed è liscio come il un vello di un felino. Il contrasto non potrebbe essere più stridente.
"Tutto intorno prati, utili sia per i picnic che per cercare funghi, nel periodo giusto. Nessuna possibilità di prendere acqua lungo la salita. Asfalto sottile, ancora abbastanza integro (eccetto tre o quatto curve, in discesa bisogna proprio andare piano), anche perché, in inverno, il traffico è molto scarso visto che la strada non viene liberata dalla neve. Lungo la salita, bella vista sulla valle di Cerreto, poi anche verso Camerino con i Sibillini sullo sfondo e sulla gola di Frasassi."



Ho incorporato il segmento che parte dalla chiesina di San Leopardo, posta per così dire al confluente di tutte le strade che salgono dalla pianura e arrivano al Trivio della Caprareccia.
Segnalo anche il segmento che sale da Cerquete e il segmento completo che parte da Cerreto d'Esi
Come al solito c'è una puntuale galleria delle immagini su Pelorandom e un'altra sul blog di Musty.

1° ed. 23 giu 2012
1° revisione 18 giugno 2019
2° revisione 8 luglio 2019

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