Monte Petrano da Cantiano-Pian di Polea

(c) SDM  Il nostro saluto a Scarponi - Quota 1100


Start: Pian di Polea
Distance: 7.5 km
Elev. Gain: 577 m
Avg Grade: 7.7%
Max Grade: 12%
Min Elev: 530 m
Max Elev: 1101 m
Climb Category:  1
Strava Segment: 7840281 da Moria
Strava Segment: 7840010 da Cantiano
Valida per il brevetto:

[Aggiornamento luglio 2019]
Che vergogna lo stato di questa salita. Se fosse praticabile sarebbe un'ottima opportunità per un giro dei tre monti. Lo stato attuale della strada la rende terreno adatto alle sole MTB. Quesllo che leggerete è il racconto della mia prima ascesa: conservo quello che si può, limitandomi ad aggiornare il testo là dove le cose sono di troppo cambiate.
"Ho iniziato la salita del Monte Petrano da Pontedazzo di Cantiano un po' prima delle 9.00. Sono salito per ca. 4 km fino al valico di Moria, poi sono sceso per meno di un km e ho imboccato la strada bianca sulla dx. Impossibile mancarla: strada in discesa con un'indicazione "Monte Petrano, 9 km",  due cartelli di strada chiusa (uno azzurro e uno giallo) tre divieti di transito, vari segnali di pericolo (caduta massi, fondo dissestato etc.. ) una transenna e un minaccioso foglio firmato da non so quale autorità; ma di qui sei giorni prima era passata la Straducale, perciò ho infilato senza esitazioni la strada. (non sono stato il solo: in 45' di salita ho incontrato tre auto e uno scooter, niente male per una strada chiusa). Il fondo stradale è bianco, non ci sono comunque grosse buche, per cui basta non esagerare con la velocità. [anzi è meglio andare proprio piano]

[Diciamo che i cartelli lo facevano capire bene che la Provincia di Pesaro-Urbino era più preoccupata di allontanare le presone che di fare qualcosa per la loro sicurezza. A sette anni di distanza l'incuria ha dato i suoi frutti. Non è un caso se, in questo mio secondo passaggio, non ho incontrato nessuno.
Questa è una strada al 50% asfaltata, ma asfaltata come solo il versante maledetto del Monte Nerone. Per tutta la durata della salita non c'è un tratto che possa definirsi bianco o asfaltato, perché di asfalto ce n'è dappertutto, ma a macchie come il marrone sul mantello di una Frisona. in alcuni momenti è possibile zigzagando restare a lungo sul bitume, ma per lo più conviene rassegnarsi alla ghiaia e andare dritti.
In tutta la parte centrale, saranno ca. 5 chilometri, la salita procede piuttosto regolare con brevi tratti di pendenza superiore al 10% e tratti più pedalabili. La pendenza non è un problema, tanto si deve salire piano.
I punti difficili sono due: nel primo chilometro e ai - 1500m. All'inizio della salita i cumuli di ghiaia sono veramente spessi; credo che sotto ci sia ancora asfalto e che questo sostrato renda la strada ancora più scivolosa.]
Sette anni fa scrissi: Tuttavia non ci sono le buche che lamentava Pelorandom. A quota 1000 m, forse prima, inizia definitivamente una bella strada bianca.
Personalmente dopo aver partecipato all'Eroica, certi tratti di strada bianca non mi danno più nessun fastidio, anzi li vado proprio a cercare. E' quasi un peccato che, prima del valico, ritorni l'asfalto. E' quello perfetto del Giro 2009, ottimo per la discesa!.
[Oggi l'asfalto è una benedizione, perché l'ultima parte dela sterrata è de-va-sta-ta. Subito dopo la confluenza con la mulattiera che sale da Borgo, anche la nostra dismessa provinciale diventa mulattiera. Saranno 600 m forse meno, ma fanno venire rabbia: la carreggiata è tagliata da un solco longitudinale profondo 30-50 cm che rende inutilizzabile tutto il lato destro.
La ghiaia si accumula come non mai ed è difficile restare in equilibrio e non finire nella burella. Il monumento alle vittime della strada posto in cima alla salita, visto da qua fa incazzare due volte.
Nei giorni scorsi sono salito sul Monte Cucco, ho fatto la Strada Clementina fino al Passo del Termine, la Chiavellara. Tutte strade che non hanno mai conosciuto un'asfaltatrice e sono adatte solo per le jeep; beh sono meglio del Petrano. I livelli di impraticabilità di una una strada asfaltata lasciata andare in malora, sono irraggiungibili. Una vita fa (aprile 2017) ero rimasto scandalizzato dallo stato in cui versava il versante di Piobbico del Monte Nerone. Non voglio provarci nemmeno a rifarlo]

Consoliamoci: dalla cima si vedono le cime circostanti, tra cui spiccano il monte Nerone ed il monte Catria e la catena della Serra di Burano, mentre volgendo lo sguardo verso est, si vede l'intera gola del Furlo ed anche il mare adriatico, foschia permettendo. 




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