L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

domenica 22 febbraio 2015

Muri e coste intorno al Monte Conero

Pare che nel 2013 il totale delle attività registrate su Strava.com abbia sfiorato il miliardo e mezzo di chilometri (1.457.109.851, per essere precisi) ovvero una volta e mezzo la distanza media fra la Terra e Saturno. Non sorprenderà che anche le ripidissime stradine asfaltate che circondano il Monte Conero siano finite nella rete, nonostante tutte le volte che le ho percorse non vi abbia mai incontrato nessuno. 
In questo post riporto alcune delle mie strade preferite. Corte e spesso ripidissime. In particolare le quattro strade asfaltate che, risalendo le rupi, collegano le spiagge alla civiltà. Da sud a nord: La Spiaggiola di Numana, Spiaggia Urbani - Sirolo, Spiaggia di San Michele-Poggio Saletto, Portonovo.


La Spiaggiola

è la meno difficile delle salite, l'unica interamente in area urbana.Strada molto bella e molto panoramica (a patto di percorrerla in inverno) collega la Spiaggiola con quello che rimane del nucleo medievale di Numana (Per trovare il resto del Borgo, che doveva essere molto bello, bisognerebbe cercare sul fondale del porto, visto che la rupe con case è chiese ha preso la via del mare alla fine del Quattrocento). 
La salita sarà lunga 300m, porta dalla spiaggia a ca. quota 50m (non certo 20m come scrive Strava) con una pendenza percepita del 9%, forse meno. Un'istigazione allo sprint, insomma. da considerare però che si arriva al centro del corso di Numana e se si arriva in cima viola e incazzatissimi non si fa una bellissima figura con i turisti (quelli non mancano mai, nemmeno il 20 febbraio) e con le vecchiette indigene.


Spiaggia Urbani

La bellissima strada che, in 6 tornanti, attraversa il bosco collegando la spiaggia principale con la porta sud del borgo inizia ad essere una salitella da di rispettare. Il dislivello, se si parte proprio dalla spiaggia è di ca. 120 m. la pendenza media è il classico 11% con cui sono pensate le strade del Monte Conero.
C'è però da aggiungere, già che ci siete non potete esimervi, la rampetta di 70 m che porta dal parcheggio alla spiaggia e che, nel punto più stretto, sembra salire al 35-40%. 
Non è una cosa da fanatici. Per questa rampa credo passi la Rampiconero e sulle sue pendenze Strava registra decine di passaggi




Portonovo

L'unica strada che collega la baia-gioiello alla strada panoramica sulla sella è un Monte Conero in miniatura. salita molto ripida scavata sulla rupe del Conero. 1200 metri di salita e qualcosa più di 120 m di dislivello. Pendenze costantemente sopra il 12%, tranne un breve tratto più pedalabile di non oltre 100m. Non ingannino i dati di Strava. La principale traccia di Strava è lunga 1400 m, perché considera i 200m di pianura e di leggera discesa che servono per arrivare dalla fine della salita alla rotonda. La pendenza della salita è quella che abbiamo detto. Consigliabile, ovviamente, fuori dalla stagione turistica, Attenzione la discesa, spesso umida, è pericolosa, anche perché la strada è piuttosto trafficata anche in inverno.



Massignano

L'ultima salita arriva su un piccolo borgo costruito sul fianco del Conero. La strada non parte dal mare, ma dalla prima valle dell'entroterra. E' una strana salita, durissima in alcuni tratti, ma che presenta anche tratti di discesa. E' moto più impegnativa di come sembra, anche perché l'erta si fa più scoscesa man mano che ci si avvicina al paese e le pendenze peggiori (20-25%) arrivano alla fine. Il tratto più duro in corrispondenza del cartello Massignano: 50-100m difficili da dimenticare.
Una volta qui c'era la bottega di Anna di Anna che vendeva tutto che serviva, dalle caramelle alle uova. Adesso c'è riimasto solo Saviotti che di nome è una trattoria, ma sta alla ristorazione come una Porsche sta all'auto trazione.
E infatti se ci si va di sera parcheggiato lì davanti ci sono solo Porche, Mercedes e macchinine simili non troppo compatibili con gli angusti vicoli di Massignano



Certo le altimetrie sono tutte sbagliate. D'altra parte il GPS da smartphone non è uno strumento preciso. Gli errori sono tanto più significativi in salite come quella del Poggio Saletto immersa nel bosco e affiancata dal precipizio. Inoltre dispiace il fatto che ai vari segmenti siano stati dati spesso nomi a vanvera (o quasi, i.e. Poggio Saletto è Da Silvio Climb).