L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 3 aprile 2014

Prima... vera uscita dell'anno

"Invece della Granfondo del Conero, domenica mattina si potrebbe andar per monti. Fonti bene informate dicono che sui passi d'Appennino c'è la neve, ma le strade sono libere e asciutte, le previsioni promettono un bel sole e la strada di Sassotetto, con due muraglie bianche ai lati assomiglia allo Stelvio. Io ho pensato a questo giro: da un minimo di 70 a max 80 km tra borghi medievali semi-abbandonati, laghi, e prati innevati." L'avevo scritto più di due anni fa, ma era un solo volo di fantasia. In quei giorni non potevo proprio.
Alla fine ci sono andato andato il 6 aprile 2014. Dire che le condizioni non erano ideali è un eufemismo: neve poca e nebbia quanta non ne avevo mai vista... Sul pizzo di Meta ci saranno stati sì e no 10 metri di visibilità. Il freddo lo reggo bene, per questo non ho avuto problemi io (avevo per un caso fortunato i guanti invernali) li hanno avuti i miei freni che proprio non volevano saperne di fare il loro dovere.
Un bel giro comunque, ma da fare con il sole. La foto di rito sul valico di S. Maria Maddalena di solito ha un bello sfondo di prati forre e guglie, ma ieri l'unico punto di riferimento visibile era il cartello stradale. Però ci veniva da ridere pensando agli amici che nonostante le previsioni dell tempo favorevoli non avevano seguito e si sarebbero presi la nebbia senza la salita. Invece sulla costa c'era il sole


Itinerario ciclabile 2004344 - powered by Bikemap 

Finalmente ho anche fatto la salita del Valico di Fiastra, che non è una vera salita di montagna, sta lì in ammollo a metà tra la collina e la catena appenninica, ma è una bella salitella. Mi piacciono queste salite border-line, anche se spesso le soffro. Ci sono altre due strade che corrono parallelamente a questa. prima o poi farò anche quelle



DISTANZA7.5 km
ALTEZZA ALLA PARTENZA414 m
ALTEZZA FINALE820 m


PEndenza MEDIA 5.4 %
PEndenza MASSIMA 10.4 %