L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

domenica 4 agosto 2013

Grottazzolina Fontesecca

Tempi di salita su 39x27.com
Lunghezza : 1.2 km
Difficoltà : 65
Pendenza : 9.7%
Pend. max : 19%
Quota partenza : 134m
Quota valico: 220m
Dislivello : 86m 


Di strappi come questo di Grottazzolina, nelle Marche, ce ne saranno diverse migliaia. Non tutti avranno un fondo perfetto, ma più o meno ogni paese ha il suo e ogni paese ne decanta le pendenze eccezionali. In realtà, più o meno, le misure sono le stesse: 400m al 15%, punte del 20%.
Su questa salita, però, sulla quale si allenano i ciclisti locali, dal 2011, all'inizio di agosto, si corre una suggestiva gara a cronometro individuale in notturna, organizzata dalla società ciclistica locale: la S.S. Mario Pupilli.
Il percorso sarà lungo un 1,2 chilometri così ripartiti: 50m- pianura-450m di rampa-200m quasi piatti-250m piatti o in lieve discesa-200m in salita lieve.
Quest'anno mi sono iscritto anch'io e devo dire di essere rimasto ben impressionato dal Paese.
Come sono arrivato, mi ferma un signore, si complimenta, mi indica dove mangiare qualcosa e si raccomanda di far mettere tutto sul suo conto (si chiamava Ugo, scoprirò poi che era il fratello del direttore della società ciclistica di Grottazzolina). Dentro il bar Pizzeria due litigavano "ti offro io" - "no, io" -
 "no, io". Abituato alla "cortesia" della costa....
Bado alle ciance. Alle 21:30 ci si è trasferiti alla base della salita, poi ogni tre minuti un ciclista.Non conoscevo la salita, ma era come se l'avessi fatta chissà quante volte. Nella cronoscalata la salita va affrontata subito forte. Io pensavo di partire con il 34x21 e poi scalare ad libitum, ma non so dire con certezza il rapporto che ho utilizzato.  Era buio e, nonostante i gruppi elettrogeni illuminassero ottimamente la strada, non riuscivo a vedere né i pignoni né il ciclocomputer. Di sicuro, contrariamente a quanto mi sembrasse, sono salito anche troppo forte, penso sopra i 15km/h. 
Tra me e me pensavo che, 
lungo la strada, la gente pensasse "Ecco lo, chissà cosa pensava di fare, ha fatto tanta strada e a malapena si trascina"; riguardando la classifica, invece, dovevo aver fatto tutt'altra impressione, visto che la mini-crisi è arrivata dopo, negli ultimi 20-30m, proprio dove si ammucchiava il pubblico. Ho dovuto scalare tutti i pignoni, forse ho anche messo il 27, ma non valeva la pena tenersi le energie per il tratto in pianura: l'ultima parte, infatti è molto breve, per di più spezzata da due tornanti secchi, per cui non si possono perdere troppi secondi. 
Piuttosto sarebbe stato importante affrontare bene i tornanti, ché un errore di linea può far sprecare tempo prezioso. La differenza comunque la si fa in salita. L'anno prossimo tornerò molto più agguerrito.