L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

martedì 17 settembre 2013

Alta collina tra Fermo e Macerata: Penna San Giovanni e Monte San Martino

Ipotesi 1: le colline tra Fermo e Macerata.  Paesi incantevoli e un'orografia molto più complessa, direbbe Terry Pratchett, di quanto, in effetti, non sanno che farsene. Penna San Giovani e Monte San Martino, in particolare, sono su delle montagnette (dovrebbero far parte della cosiddetta "piega appenninica di Cingoli"), sono tanto spettacolari dall'alto quanto dal basso. Superfluo dire che, se si lascia la strada principale, ci sono fior di scorciatoie al 20% .
Di certo è un giro impegnativo, sono quasi 1600m di dislivello in 50 km + 30 km di pianura al ritorno, ma se si vuole può essere implementato a piacere: senza allungarlo basta prendere le colline sul lato sx della valle del Fiume Fiastra che il dislivello sale 2500m. Se si dispone ancora di gambe e di un'ora e mezzo, da Sarnano, si può salire ai l520m del Pizzo di Meta (14km di salita, 1050 disl.)



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