L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 21 novembre 2013

Poggio San Romualdo da Gorgovivo-Serra San Quirico


Quando ho iniziato a scrivere il blog non sapevo che Pelorandom aveva già fatto un lavoro simile e me molti versi più meticoloso del mio. Soprattutto per i passi minori non ha molto senso scrivere dei doppioni. Mi limito a copiare, incollare e linkare ciò che altri hanno fatto meglio

Visualizza gli articoli originali e la galleria fotografica su Pelorandom

PARTENZA : Serra San Quirico (sottopasso SS76)
LUNGHEZZA : 13.3 km
DISLIVELLO : 746m
PENDENZA MEDIA : 5.1%
PENDENZA MAX : 13%


Salita decisamente discontinua, tanto che la si può dividere in almeno 4 parti: dall'inizio al primo tratto di falsopiano, sono 3.32 km al 5.9% di pendenza media e 12% di massima, breve falsopiano di circa 500m, saliscendi (piu' sali che scendi), di 3 km al 4.8% di media e 13% di massima, ultimo troncone di 6.4 km, piu' regolare, al 5.8% di media e 10% di massima.
La salita si imbocca uscendo dalla superstrada SS76 a Serra San Quirico, dove si prosegue sulla vecchia statale, e al semaforo in direzione Roma/Fabriano, si volta seguendo le indicazioni, attraversando il passaggio a livello e il sottopasso della superstrada. Per chi viene da Fabriano già in bici, deve obbligatoriamente percorrere la vecchia statale nel tratto che passa dentro la Gola della Rossa, oppure scalare il valico di Castelletta e ritrovarsi già sulla strada che conduce a Poggio San Romualdo. Dopo il ponte, comincia subito la salita, ma in maniera abbastanza graduale, prima al 4% quindi al 6% con qualche breve "impennata" al 12% in corrispondenza dei tornanti, che recentemente sono stati numerati, ne troviamo ben 7 nel tratto prima del falsopiano, in poco più di 100m di dislivello.
altopiano a quota 550m
Gradualmente la salita si ammorbidisce, fino a proseguire con pendenze dell'1-2%, per circa 500m, fino ad arrivare ad un cimitero sulla destra e ad un bivio poco più avanti, si volta a destra in evidente salita, qui ha inizio il terzo tratto, che con alcuni saliscendi porta ad un piccolo altopiano a quota 550m circa.
Il paesaggio offerto dai prati è molto suggestivo
soprattutto pere la presenza di antiche e caratteristiche casette che spuntano dal terreno di ca. un metro. Immagino siano antichi ricoveri di pastori.




A San Giovanni c'è l'ultima casa accogliente e anche
l'Harry's Bar con una sorprendente offerta di Whisky scozzesi
Al bivio per Grotte, si prosegue dritto fino ad arrivare al paesino di San Giovanni, dove inizia l'ultimo tratto; tornano i tornanti che proseguono la numerazione prima interrotta, e con pendenze sempre comprese tra il 6 ed il 7% si passa il paese di Vigne;
L'impressione che si ha è che qui tutto sia rimasto agli anni 90 (dell'Ottocento). Non è vero, ma i villici, per la mia esperienza, conservano lo spirito rustico, gli usi e i "costumi" (inteso non solo in senso allargato) dei marchigiani dei secoli passati.




A marzo fa ancora freddo. Le ragazze di vigne escono
con il primo sole ma sanno che bisogna coprirsi.
Si può notare la stratificazione archeologica
dei costumi tipici dal XIX al XXI secolo 
Dal bivio per l'azienda agricola Valdicastro manca circa 1 km, il più impegnativo di questo tratto, con la pendenza che arriva più volte al 9-10%. Giunti a vedere le prime case di Poggio San Romualdo, la pendenza cala dolcemente fino a divenire pianura; il cartello con il toponimo, si trova subito prima di iniziare la discesa dall'altra parte, in corrispondenza anche dell'area di sosta per camper, quindi di una provvidenziale fontanella. 

Durante la salita, la possibilità di rifornirsi di acqua, e non solo di whisky, non manca di certo; ci sono fontanelle a San Giovanni, e a Vigne, mentre prima di iniziare, si può prendere l'acqua prima di uscire da Serra San Quirico, oppure subito dopo il sottopasso, seguendo le indicazioni per Gorgovivo, per non più di 500m pianeggianti. Asfalto in buono stato, discretamente ombreggiata nel pomeriggio, tranne il tratto dei saliscendi, dove c'è sempre il sole. In inverno in caso di neve, e' più probabile trovare sgombro questo versante invece di quello da Albacina.