Elcito e il Monte San Vicino

Tutte foto con la neve come non fosse abbastanza affascinante nelle altre stagioni. Il borgo di Elcito è uno dei luoghi del cuore collettivi dei marchigiani e la salita che passa da qui è nettamente la preferita da coloro che hanno ottenuto il Brevetto del San Vicino.
Il Borgo fortificato, costruito su uno sperone di roccia mille anni fa a protezione della vicina Abbazia di Val Fucina, domina la forra tra il Monte Canfaito e il San Vicino e guarda dall'alto la Val Musone fino al mare. Per saperne di più sulla storia di questo castello scarica gratuitamente “Alla scoperta di Elcito” di Claudio Cicconi


Monte San Vicino da Elcito e Castel San Pietro


Distance: 11,3 km
Difference: 721 m
Elev. Gain: 766 m
Avg Grade:  6.8%
Max Grade: 16 %
Min Elev: 497 m
Max Elev: 1214 m
Climb Category: GPM 1


Ci è voluto un sacco per scrivere l'altimetria di questa salita, la più irregolare tra quelle che scalano il monte San Vicino....
Se volete l'altra altimetria, quella bella, in 3D, quella scolpita dal Garmin, andate alla fine del post, ma se volete capirci qualcosa prima di affrontarla è meglio che vi affidiate al vecchio salitaker.
La salita di Elcito comincia dalla SP2 all'incrocio per Castel San Pietro, un borgo, è brutto dirlo, di scarsissimo interesse, ormai quasi totalmente spopolato. La prima volta che salii di qui (a piedi e con lo zaino) c'erano ancora bar, ristorante e un ufficio postale, ma erano i primi anni '90 adesso sono rimaste solo le insegne arrugginite.
Il mezzo chilometro che porta al paese è facile (6/7%); poi, dopo ca. un km e mezzo, comincia una dura rampa che in 1500 m ce ne fa guadagnare 155. Il conto della pendenza media non è difficile.
Più o meno al centro di questa rampa si incontra il tratto più spettacolare dell'ascesa: proprio qui dove la pendenza si fa più arcigna  una coppia di tornanti ci dà l'occasione e di certo il gusto di ammirare in alto il castello incantato di Elcito.
Piantato all'uscita del secondo tornante, il cartello di pendenza al 16%  forse esagera un po', ma da qui al primo valico, effettivamente, è duretta.
Sorpresa. Esattamente dopo tre chilometri dall'inizio della salita, la strada passa in mezzo a due pareti di roccia e...  prende ad andare in discesa. Trattasi di appena 200 m di respiro, seguiti da un'altro strappo e da un'altra discesa altrettanto breve, ma sono due pause che fanno comodo.
Prima di arrivare a Elcito è necessario superare due torrenti con le rispettive vallette e in effetti dovevamo aspettarci una situazione del genere, dal momento che salendo avevamo visto come Elcito era stato costruito dall'altra parte della valle.

Ai piedi della seconda discesa la strada rimbalza in alto con uno dei tratti di maggiore pendenza.
La strada da qui in avanti punta sempre verso il cielo, non regala pendenze negative, ma, sebbene con variazioni meno accentuate, insiste a salire a gradoni. In compenso, finita questa rampa rosso fuoco si entra a Elcito ed è già un traguardo.
Sono stati percorsi finora 5 km, 450 metri di D+, 45 di D-. Elcito vale una visita, non fosse altro per prendere l'acqua alla fonte, se non fosse aperto il piccolo ristoro.
A differenza di Castel San Pietro, che ha perso quasi tutti gli abitanti (ne restano appena 13) Elcito ha mantenuto i soliti 5 vecchi (absit iniura verbis sono dati Istat: solo 1 sotto i 70), ma in realtà è rifiorito. Molte le case ristrutturate, il borgo almeno nel weekend e in estate è pieno di vita ed è teatro di eventi e spettacoli.
E' luogo del cuore di tutti, anche io ho inaugurato qui il mio primo completo invernale. Anche perché, generalmente, la strada fino a Elcito è transitabile; oltre il paese la provincia non sgombera la neve e, fino a marzo, il Monte è inaccessibile alle bdc. Non ai testardi. e la fotografia dell'incrocio sotto il Monte Forcella ne dà conferma. Per arrivare al suddetto Passo, dove si incrocia il versante di Matelica restano ancora circa 5 chilometri e 300 m di D+; da lì altri due ne servono per arrivare al Passo del San Vicino.
La salita, insomma, non è finita, anzi non se ne è, ancora, nemmeno a metà.
I primi due chilometri dopo il Castello sono i più facili di tutti: il fondo è buono e la pendenza media del 5% consente di riprendere fiato.
Le cose cambiano dove si incrocia la strada bianca di Frascano, quella che gira intorno al Monte e che porta Pian dell'Elmo senza passare per i Prati di San Vicino.
Ci aspetta un tratto di strada faticoso, ma che si infila nella faggeta e che è uno spettacolo in ogni stagione.
Questi due chilometri  che portano a Canfaito hanno una pendenza media del 9%; la punta del 12% proprio prima della curva che immette nella piana tra il M. Forcella e il M. Pulcino.
La piana fino alla Forcella dà il giusto conforto prima dello sforzo finale, peccato che in più punti l'asfalto sia rovinato.
In compenso dall'incrocio si pedala sull'asfalto perfetto dei professionisti e  restano da superare poco più di 100 metri.
Sul Passo, a quota 1214 ci aspetta un gran panorama verso sud ovest, forse una mandria semi brada  e, se il periodo è giusto, famiglie che cuociono sui barbecue.
Anche la Granfondo Michele Scarponi - Strade imbrecciate ha scelto la salita di Elcito come momento simbolo della corsa. Il bel video di presentazione non poteva che essere centrato sulle immagini della salita.
La Granfondo Scarponi è l'occasione giusta per salire a Elcito. E' la granfondo più giovane delle Marche, ma è una delle più belle e partecipate. Anche in virtù del percorso e in particolare di questa salita






  

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