L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

venerdì 27 dicembre 2013

Elcito e il Monte San Vicino


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Dal punto di vista turistico, questo versante, con il passaggio da Elcito, è il più bello dei quattro del San Vicino. La prima volta l'ho fatta nel 1992 (allora l'ufficio postale di Castel San Pietro era ancora aperto tutti i giorni), a piedi, con lo zaino degli scout sulle spalle, forse è per questo che mi sento particolarmente legato alla salita.
Infatti, Elcito volevo fosse il mio primo 100 km, nel giorno del mio 33° compleanno (impresa fallita). Successivamente è stato il luogo dove andavo in caso di neve a far finta di salire sullo Stelvio.
Tornando alla salita, c'è da dire che è piuttosto impegnativa: superato l'abitato di Castel San Pietro la pendenza si aggira costantemente tra l'8 e il 9% con punte del 16% (così dice il cartello, che, francamente, mi sembra esagerato, non più del 14%), ma a risollevare dalle fatiche ci sono  due brevi discese che, poco prima di Elcito, servono a superare due torrenti e a portarci sulla Valfucina: (cliccate sul link per saperne di più sull'antica Abbazia dimenticata di Valfucina).
Dopo il paese-fortezza la strada prosegue verso verso Monte Canfaito e il valico del San Vicino (mancano 6600m di salita e 408m di dislivello).
La salita verso Canfaito è dolce per 2 km, poi ritorna al 9%. Al cippo dei Piani di Canfaito (posto idilliaco, ideale per i pic-nic), seguono 800m quasi piatti fino al bivio sulla strada Matelica-Pian dell'Elmo. Siamo a quota 1104. Per il valico del San Vicino (quota 1214) mancano solo 1600 m di salita e 108 m di dislivello.


Quando accompagno qualcuno per la prima volta sul San Vicino, di solito lo faccio passare da questa parte, ma non sempre gli faccio un favore. Quattro anni fa, era marzo, nella speranza di trovare un po' di neve in cima, ho portato qui un mio amico frate e ciclista. Di sacerdoti ce ne sono pochi in giro e per loro è difficile allenarsi, ma siccome era un tipo in gamba ho pensato che la salita fosse alla sua portata Fino a Elcito, infatti, è andato tutto bene.
Da lì al Passo eravamo un po' stanchi, ma il panorama dall'alto e quel po' di neve sui prati ci ripagava dello sforzo.
Poi ho fatto la ca##@ta. Sull'altro lato c'è la Trattoria del Carbonaro di Frontale, così nonostante la neve aumentasse ci siamo buttati verso Pian dell'Elmo. Quando la neve ha superato i 30 cm ormai eravamo troppo stanchi per tornare indietro. Così ci siamo fatti due km a piedi in discesa con la neve alle caviglie, la bici in spalla e le scarpette fradice. Per fortuna alla 14:30 la Trattoria era ancora aperta, però avevano già chiuso la cucina, la pasta fresca è rimasta un ricordo.






Foto e informazioni extra ciclistiche: 
http://www.riservamontesanvicino.it/

di più su Elcito e Valfucina:
Pagina di Wikpedia su Elcito
Lassù dove urla il vento di Enrico Caracciolo - linkarte.it
Perduti nel tempo: Valfucina e Elcito - pocolontano.myblog.it