L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

martedì 21 gennaio 2014

Colline maceratesi /1

Approfittiamo di una tregua dal maltempo e dalle malattie con un giro che mi sembra adatto all'inverno. Le colline del Maceratese hanno una campagna più bella di quelle dell'Anconetano, sono meno industrializzate e hanno pendenze meno severe. Almeno se non si tentano scorciatoie, coe quelle che ho provato io tra Orso e Civitanova Alta così. I borghi che si incontrano, Civitanova Alta, Montecosaro, Morrovalle, Montelupone sono molto pittoreschi fa eccezione Morrovalle, che senza un adeguato restauro non valorizza la propria architettura. Giunto a Morro ho chiesto la strada per Montelupone, perché ero in ritardo e non volevo rischiare di prendere una strada secondaria che mi facesse perdere troppo tempo. Ho provato con vari baggiani,  ma sembrava che nessuno sapesse la strada per il paese posto sulla collina di fronte. "Sai che non lo so. E' a 5 km, ma non ci andiamo mai. Che ci vai a fare Mondelupone non c'è niente. Manco a Morrovalle c'è niente (confermo N.d.R.) infatti non ci vengono mai". Alla fine mi hanno convinto a evitare la comoda strada di cresta "troppo lunga" (8.1 km) e a tornare indietro per la strada dell'Asola (7.6 km e 200m di dislivello supplementari!)


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