L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

mercoledì 16 aprile 2014

Imaginations from the Other Side - Pizzo di Meta da Acquacanina


20 marzo 2016  Stavolta beccata la giornata perfetta

Questa è la strada che si fa sempre in discesa. si sale dalla parte di Sassotetto e si scende di qui fino al Lago di Fiastra. La salita è molto frequentata, la salita, invece, la snobbano tutti. Eppure....
La pendenza è piuttosto bassa, un tipo di salita che personalmente, odio, ma che per dovere di blogger ho affrontato dieci giorni fa.
Eccovi dunque la seconda puntata della serie Immaginations from the Other Side: cosa c'è dietro Sassotetto? Una salita di tutto rispetto, lunga e molto panoramica. Se si parte dal Lago per arrivare al punto più alto si devono salire quasi 900m.
Purtroppo della salita non ho capito molto, ho sofferto il ritmo del mio compagno per tutto il tempo, cambiavo rapporto mi alzavo sui pedali, alleggerivo.
L'inizio è semplice. Le pendenze dei primi 5 km sono molto pedalabili, si fanno belle velocità. Quando a un certo punto la strada inizia a salire veramente lo fa comunque in modo progressivo. 
La parte più bella è quella dopo Bolognola, quando inizia una serie di tornanti serrati e le pendenze per 3 km superano l'8%. Quando si arriva a Pintura (1360) la salita è psicologicamente finita.
Non so perché, ma il tratto Pintura-Valico di S.M. Maddalena l'ho sempre amato, e anche nella disgraziata uscita di aprile 2014, immerso in una nebbia fittissima e gelida , mi sono trovato bene. Certo di quello che doveva essere il paesaggio superbo dei Sibillini innevati non abbiamo visto niente. 
Viste le previsioni del tempo eccellenti, chi se l'immaginava che la salita dall'altra parte darebbe stata così. Al valico ero rimasto un po' staccato e con Luca ci siamo ritrovati solo grazie alle grida. L'unica cosa più brutta e nebbiosa della salita, è stata la discesa dal Pizzo di Meta a San Liberato: si vedeva bene solo la ruota davanti, la strada era a tratti invasa da depositi di neve che diventavano invisibili nell'aria bianca, i freni non frenavano. Ma le nostre erano condizioni estreme e spero irripetibili. La foto testimonia che di solito il cielo è più blu. Allora è tutta un'altro pedalare.


Questi sono i segmenti su Strava corrispondenti alla salita partendo dal Lago di Fiastra e da Pie' del Colle di Acquacanina. I nostri sono i tempi lordi, comprendenti anche la pausa per le foto. I segmenti significativi riguardo ai tempi di scalata sono il terzo Acquacanina-Valico di S.M. Maddalena (la maggior parte dei ciclisti infatti arrivati al valico prende in discesa verso Sarnano) e il quarto, vale a dire il tratto Acquacanina-Pintura (è quello con più passaggi; non so perché, ma metà di coloro che arrivano al Valico non vengono rilevati)