Giro delle tre Regioni 3.0: dal Cippo al Passo della Spugna

Il Sasso chiamato Simone naviga sotto le stelle, sul confine tra Marche e Toscana, solitario tra i grilli e un mare di querce nel vento. Sembra una portaerei, con gigantesche murate e una lunga pista sulla sommità. I toscani fortificarono questo bastione naturale per tenere a bada i signori del Montefeltro e le loro rocche di San Marino, Sant'Agata e San Leo. Ma presto lo abbandonarono, per assenza di sorgenti e strade, e oggi la foresta s'è mangiata tutto, le pietre sono appena visibili nell'erba alta. Sul paese-fantasma è rimasta solo una gran croce in ferro, perfetto acchiappafulmini nei giorni di temporale.
Al mattino dopo l'auto sale nella boscaglia sopra Pennabilli in un forte odore di aglio selvatico. Sui tornanti, paracarri tozzi, quasi megalitici. In fondo, il Sasso, in un'aria liquida che lo avvicina come una lente d'ingrandimento. [...]
Sasso Simone è la boa di una regata. Persino i confini gli fanno ressa intorno. Emilia-Romagna, Umbria, Toscana e Marche qui disegnano tali labirinti che, circumnavigando la montagna in senso antiorario, in 40 chilometri esci dalle Marche per quattro volte ed entri in Toscana per altrettante. Sulla mappa troviamo persino un'enclave - un pazzesco Nagorno Karabak toscano - attorno a una frazione di nome Cà Raffaello.
Paolo Rumiz, 2006 
  
Distance: 104 km
Ascent: 2400 m


Eravamo arrivati con l'ammiraglia a Carpegna prima delle 8:00; avevavmo una  bdc e una MTB a testa. Questa ci serviva per vedere due volte i ciclisti dell'8° tappa del Giro d'Italia 2014, prima al passaggio sul Cippo di Carpegna e poi all'arrivo di Montecopiolo. (ci abbiamo messo molto meno di Ulissi passando sui prati!) 
Quella, la bdc, invece, ci è servita per un giro di 100 e passa km intorno al Sasso di Simone che ci ha permesso in cinque ore 
- di attraversare più volte i confini di Romagna, Toscana e Marche (per l'Umbria ci serviva un'ora in più) 
- ci ha fatto valicare Cippo di Pantani 
- ha fatto vedere luoghi a lungo vagheggiati: l'enclave Toscana di Ca' Raffaello e il mitico sterrato del Passo della Spugna

Quella volta, 11 maggio 2014, una serie di frane ci ha costretto a stringere di 25 km il giro dopo Miratoio, ma ci ha fatto guadagnare molti altri metri di dislivello (vedi la variante Cippo di Carpegna, Sasso di Simone e Passo della Spugna). Questa variante "di monte", tutta in mezzo ai boschi, credo sia più bella del percorso originale, ma anche molto più impegnativa. Vale la pena la ripida discesa su Sestino, il comune più orientale della Toscana.
Anche se geograficamente sorge in pieno Montefeltro, anche se le sue acque scorrono verso l'Adriatico anziché verso il Tirreno, anche se il capoluogo Arezzo è a un'ora buona di macchina (anche una e mezzo), Sestino è stato acquisito dal Granducato circa 500 anni fa e, sarà forse autosuggestione, ma attraversandolo si capisce subito di essere in Toscana, 
A Carpegna si beve dalla fontana di Pantani
Da Sestino si prende il Passo della Spugna [vedi post] che in 12 km (sette di salita e cinque di discesa) e 25 tornanti ci riporta sulla valle del Metauro: Borgo Pace, Mercatello e giù fino a Sant'Angelo in Vado. Da qui un valico più agevole ci riporta nella Valdifoglia, dove, da Belforte all'Isauro, parte sulla lunga salita verso Carpegna. Fatto il misfatto.

In alternativa al Passo della Spugna, spingendosi 15 km più a sud si può rientrare dalla Bocca Trabaria. Si potrebbe così non solo attraversare la quarta regione, ma anche il territorio dell'antica Repubblica di Cospaia, un microstato che per 400 anni fu indipendente a causa di un errore nel tracciamento dei confini fra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana. Regalo anche questo della pazza geografia generata. 
Nel 2014 non avremmo potuto, perché il versante umbro della statale di Bocca Tarbaria era chiusa (lo è stato per anni. La sfiga volle che una grossa frana interrompesse, proprio il tratto di strada che ricade nella lingua di territorio amministrato dalla Provincia di Perugia. D'altra parte perché la Regione Umbria avrebbe dovuto riparare una strada che, in effetti, collega due paesi delle Marche e della Toscana? 
Nel 2014 non potevamo;  oggi è un'alternativa interessante.
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