L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

venerdì 19 dicembre 2014

Tirreno Adriatico 2015 Salite delle Marche

[Attenzione. la salita del Monte San Vicino è stata tagliata dal percorso della tappa: vedi post E tre: salta anche il San Vicino]
Come tutti gli anni, quando il Giro passa lontano ci pensa la Tirreno Adriatico a portare i grandi ciclisti in Regione. Il percorso della Corsa dei due Mari anche quest'anno si presenta intrigante (anche se un po' ripetitivo negli arrivi di tappa).
Nelle Marche oltre al tradizionale finale a cronometro di San Benedetto, oltre al semi-tradizionale arrivo di P.S.Elpidio (ahimè senza muri), passeranno due tappe: sabato 14,  la quarta frazione molto insidiosa parte da Indicatore (Arezzo) e presenta quattro Gran Premi della Montagna (Foce dello Scopetone, Poggio San Romualdo, Monte San Vicino e lo strappo finale di Crispiero

Il Primo GPM è fuori regione ed è molto lontano dall'arrivo. Gli altri sono vecchie conoscenze.
Poggio San Romualdo alias la Porcarella (8,5 km
 




  • Dislivello
     646 m
  •  
  • Pendenza
     8%)
  • inizia a 90 km dal traguardo e visto il percorso, io non lo farei troppo forte. Chissà se i professionisti sapranno strappare il ragguardevole KOM di Luca Rubechini? 
    Dal valico sono 15 i km di discesa, 5 di discesetta, poi si prende il San Vicino, dal lato di Serronchia, che  con i suoi




  • 14 km
  •  
  • Dislivello
     946 m
  •  
  • Pendenza
     7%
  •  
    non sarà il versante più rognoso, ma di certo è il più lungo. Inoltre, prima di arrivare a Serronchia dall'Abbazia di Sant'Elena ci sono 10 km al 2% medi che dovrebbero sconsigliare azioni velleitarie. 
    Dal Passo del San Vicino non mancherebbe molto al traguardo. Ancora saliscendi  su un percorso che quasi ricalca il finale della tappa del 2011. Da Matelica si sale verso Gagliole affrontando il muro Gagliole (800m, max 11%) e l'esplosiva Costa di Crispiero, che detta così non mi dice molto, ma dai dati dell'organizzazione (3,5km al 8,5%) sembra in grado di dare spettacolo. Dal GPM mancano solo 6 km di discesa. Probabile una volata a ranghi ristretti Crispero rispetto alla tappa 2011, vinta da P. Gilbert.
    Come concezione la tappa assomiglia a quella di Guardiagrele, ma forse attaccare sul San Vicino sarebbe troppo anche per un Contador come quello del 2014, perché, pur non conoscendo bene le strade del finale di tappa, ho l'impressione che sarebbero troppo faticose per un ciclista da solo.



    Domenica 15 la tappa regina parte da Esanatoglia e arriva ai 1675m del Monte Terminillo (km 194) Due i Gran Premi della Montagna nella parte iniziale e centrale che sarebbero un'ottima destinazione per un giro domenicale: Passo Sallegri (Montelago) e la Salita delle Arette, tanto facile quanto spettacolare nei panorami. A quell'ora non dovrebbe esserci nessun collegamento TV, perciò l'unico modo per godersi lo spettacolo di Macereto e del Monte Bove è quello di pedalare fino al Valico.
    Lo stato delle strade ad oggi è pietoso. La discesa del San Vicino negli ultimi anni ha spaccato diverse ruote. Noi cicloamatori speriamo sopratutto,  tra TA ed elezioni regionali, di vedere presto le asfaltarci all'opera.