L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

martedì 7 giugno 2016

Le strade più belle delle Marche: dalla Gola del Fiastrone al Valico delle Arette

Questa strada coincide con lo storico percorso breve della G.F. dei Sibillini. È una strada conosciuta, dunque, che magari in corsa non si ha modo di apprezzare adeguatamente. Meglio gustarsela con calma, magari nel corso della randonnée della Leopardiana a settembre.
Sono quasi 50 km devono distinguere due parti:
Pian di Pieca
Lago di Fiastra (c) Manuel Pierdominici
  • Da Pian di Pieca al Lago di Fiastra - Lunghezza 18 km - SP91
E' una strada che corre alta sopra le Gole del Fiastrone circondata da fitti boschi. Si parte da Pian di Pieca (480m) e si sale (per lo più) in modo costante fino a Monastero (720m). Ogni tanto la strada si incunea per ca. un km a sx, perde quota per poi riprendere a salire. Sono i punti in cui si apprezza meglio la strada, alle aperture laterali dei tunnel paravalanghe. Ca. un km dopo Monastero la strada cessa di salire e si avvia a raggiungere il Lago (654m).
L'asfalto segue il profilo del lago per un paio di km fino al paese di San Lorenzo (bar, acqua). Davanti all'alba zia si prende a dx e si supera il lago con il ponte

wow.! Macereto!  (c) Manuel Pierdominici
Altipiano di Macereto  (c) Manuel Pierdominici
wow.! le Arette!  (c) Manuel Pierdominici
  • Dal Lago di Fiastra a Macereto - 
  • Lunghezza 23 km - SP91 
Ovviamente dopo il lago si deve salire. La strada sale ad occhio e croce all'8% per più o meno un paio di km fino a Trebbio, il grazioso borgo dove c'è la sede del comune di Fiastra. Scusate la precisione. Il messaggio implicito è che non c'è ragione di preoccuparsi di questa salita. dal Lago alle Arette si sale complessivamente per 23 km, ma il dislivello è complessivamente di soli 500m (AVG med 2%), quindi, dopo il primo strappo, si pedala piuttosto tranquilli.
La via principale si lascia sul trivio di Sant'Ilario, dove si prende la strada a sx segnalata con le indicazioni verso il Santuario di Macereto e il rifugio di Cupi.
Il primo punto di "wow" si incontra qui: nei sette km di strada alta. La vastità improvvisa dei paesaggi è aumentata da fatto che fino ad ora si era pedalato dentro valli strette. Da questa strada panoramica si  gode un ampio tratto di Appennino tra il Terminillo e i monti della Romagna.
Il secondo punto di wow è l'arrivo a Macereto, imponente santuario dalle linee bramantesche costruito in pietra bianca a 1000 m di quota, ne punto in cui più di 700 anni fa un somaro che trasportava una statua della Madonna si impuntò e non ci fu modo di disincagliarlo.
Il santuario è bellissimo. Bisogna fermarsi alla fontana e godersi il grande porticato della corte.
Il terzo wow è subito più avanti, quando si capisce di essere su un altipiano e sullo sfondo si vede un monte di singolare bellezza: è il Monte Bove, il più dolomitico massiccio degli Appennini. Il punto di massima visibilità del monte è propio sul Valico delle Arette, ma il panorama è splendido per tutta la discesa.
In valle si segue il torrente Ussita fino a Visso, gioiello dei Sibillini e sede del Parco. L'ultimo wow è l'entrata nel Borgo dalla porta occidentale e l'arrivo nella piazza principale a forma di croccantino al formaggio. D'obbligo un'occhiata alla stratificatissisma Collegiata è un saluto al gigantesco San Cristoforo che vi proteggerà da morte improvvisa fino al tramonto.
Poi tocca a tornare indietro. E potrebbero essere ....