L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

mercoledì 5 ottobre 2016

Albumciclismo: Ciao Purito

(c) Alessandro Federico - Abumciclismo
albumciclismo: Ciao Purito: "Purito" Rodriguez - Ricordo del Giro di Lombardia 2013
Quando un corridore vince per due anni di fila una corsa importante come il Giro di Lombardia, e la vince con autorità come fece Purito Rodriguez, in solitaria, nel biennio 2012 e 2013, ne diventa in qualche modo parte integrante.
Delle tre edizioni finite a Lecco vinse le ultime due, e nella prima arrivò terzo (doveva prenderci le misure). Sono convinto che se il traguardo fosse rimasto lo stesso, avrebbe trionfato anche... [continua a leggere su Albumciclimo...]  

Ho riflettuto a lungo sul perché mi sia piaciuto tanto questo corridore. Sono arrivato alla conclusione che di là di questioni legate alla mia biografia, Purito abbia una caratteristica particolare: secondo me, è il ciclista -non degli anni '90- che ha raggiunto la VAM più alta della storia.
D'altra parte nei suoi anni migliori, 2009-2012, quando scattava negli ultimi chilometri, era in grado di distanziare chiunque di 8-20" Di Luca, Nibali, Scarponi, Contador e Froome al top, persino Gilbert e Valverde nei finali dal 15% in su non potevano nulla.
Se consideriamo che la VAM è tanto più alta quanto maggiore è la pendenza, a naso, mi sa che nell'ultimo chilometro a Montelupone, a Chieti, a Peña Cabarga, Purito ha raggiunto la massima velocità ascensionale di sempre. Sarà infantile, ma in testa mi rimane quest'idea puerile che il più forte in bicicletta sia quello che va più forte in salita (anche se solo per 1000m).


Le vittorie nelle Marche
Qui sotto ricordiamo le sue vittorie alla Purito sulle nostre colline (ho messo anche Chieti che è a noi orograficamente e paesaggisticamente contigua). Resterebbero fuori la fuga con Nibali e Sagan con il suo prodigioso recupero nella tappa di Porto San'Elpidio 2014 e le vittorie al Lombardia e sul Muro di Huy, ma si possono vedere nel quarto video



Montelupone 2009 (qui c'ero anch'io)
 42 foto meravigliose (Sirotti per steephill.tv)
Montelupone 2008 (Totally chaos)
 6 foto del 2009 (Sirotti per steephill.tv)

Chieti 2013
   

Best of
  

I pronostici non troppo azzeccati