L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 13 ottobre 2016

Le strade più belle delle Marche: la cresta di Offagna


Offagna dalla WebCam del Monte della Fiera  (da TripAdvisor)


Distance: 14.7 km 
Elev Gain: 327 m 
Elev Change:  263 m 
Max Grade: 14 % 
Min Elev: 43 m
Max Elev: 316 m 













Potevo forse mettere in evidenza un'altra strada collinare di cresta. Ce ne sono molte di belle; forse è vero che il campanilismo avrà avuto il suo ruolo (la sede dell'ASD Freccia Vallone è esattamente nel punto più alto della strada). Tuttavia non si può negare che la cresta della collina di Offagna e del Monte della Crescia è senza dubbio esemplare riguardo alla varietà di panorami, di pendenze; in più, dietro l'ultima curva, la visione improvvisa del borgo fortificato di Offagna vale da sola il prezzo del biglietto


Scaricalasino - San Biagio

Se si parte dalla Stazione d'Osimo, dalla località Scaricalasino, dove nel Medioevo terminava un canale navigabile che conduceva direttamente al mare, in quattro pedalate si passa dalla brutta zona industriale alla campagna profonda. La nostra strada inizia dopo meno di un km, all'intersezione con via della Sbrozzola.
In questo antico incrocio, distinto dalla "figuretta", una minuscola chiesa campagna del XVIII secolo, io supero la rotonda - seconda uscita - e prendo su per via Colle San Biagio.
Siamo già su un crinale che si apre su una bella campagna. A destra le colline sono dominate in lontananza da Camerano e dal Monte Conero; a sinistra, oltre il fondovalle, incombe l'alta città di Osimo.
Punteggiata da grandi querce, la strada costeggia belle ville ottocentesche; l'asfalto è buono e le pendenze modeste fino al quadrivio di San Biagio.



Curve di Lasca - Offagna


Osimo dalle Curve di Lasca
Superate l'incrocio (auguri) e proseguite in direzione Offagna lungo il bel crinale che si affaccia nord e a sud su due strette vallate caratterizzate dal tipico paesaggio mezzadrile di campi e case coloniche. E' il segmento noto come "Curve di Lasca", tre tornanti panoramici offrono alternativamente la vista verso i castelli di Ancona o verso Osimo.
Vista dalla finestra dalla sede-officina dell'ASD Freccia Vallone
In rosso sotto il "pino" l'ammiraglia del Presidente
Dopo l'ultima curva, a Montegallo (villa cinquecentesca, la più bella della Provincia), iniziano tre km di mangia-e-bevi. La vista si allarga verso sud su un superbo panorama caratterizzato da due ordini di colline vicine (quelle di Santo Stefano in primo piano, quelle di Osimo e M.S. Pietro appena dietro) e, sullo sfondo, la grande catena montuosa dei Sibillini.

Sul versante Nord le grandi piante del parco della Villa nascondono per un po' il panorama, ma, superate le ultime casette ecco che, dietro le colline dei Castelli, inizia a spuntare il mare, sul quale, in estate si vede tramontare il sole, cosa non frequente sull'Adriatico.
Al culmine dei saliscendi, notevole il colpo d'occhio sul Paese di Offagna, che si staglia sullo sfondo degli Appennini del nord, dal San Vicino al Catria e al Nerone.
Il consiglio è quello di prendere a dx subito dopo lo scollinamento e fare una foto dal Monte della Fiera (è proprio come si vede nella foto in alto). Se non avete fretta, è raccomandato anche l'attraversamento del paese. Sulla piazza, vicino al fornaio c'è la sede della nostra ASD; magari ci fate anche un saluto.
Proseguite sempre dritti su via dell'arengo, uscite dal paese dalla parte della Chiesa del Sacramento e continuate in direzione di Osimo e Jesi. Superata Offagna ci sono altre tre km di saliscendi fino al valico del Monte della Crescia (315m)


Venturina- Valmusone

Photo
giù per la Venturina
L'ultimo segmento collega il valico sotto il Monte della Crescia (quota 315) al fondovalle. A percorrerlo ci vuole davvero poco, perché la strada è tutta in discesa e letteralmente precipita a gradoni sulla valle del Fiume Musone (quota 70).
Il primo chilometro fino a San Paterniano è chiamato Venturina (segmento che in salita è teatro di feroci battaglie virtuali)
Giù per l'Osteriola
Al quadrivio posto ai piedi della Venturina si possono scegliere varie strade. Salite delle Marche, considerando i panorami, ne consiglia un paio:
1) continuate dritto scendete direttamente lungo via Striscioni, Ad oggi (ottobre 2016) è la strada con il fondo migliore.
2) girate a dx e continuate per due km in cresta; superati San Paterniano e il cancello della Villa Simonetti, prendete a dx plungo via Osteriola. Se è il giorno giusto in fondo al viale di pini si apre tutta la valle fino al San Vicino