L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

sabato 10 dicembre 2016

Muro di via Reputolo

Via Reputolo, (altimetia calcolata su mappa IGM 1:25000)
Lunghezza:    750 m
Partenza:    102 m
Arrivo:    212 m
Dislivello:    110 m
Max Grade:    25.0%
AVG Grade:   14.7 %
Difficoltà:      175.2
Climb Category:             3


La prima volta che sono salito di qui sono riuscito a non farmi spingere dai tifosi fermani che si erano appostati in cima alla via per godere lo spettacolo di quella prima "7 Muri".
Memento mori. il palazzo non è stato completato
a vantaggio dei ciclisti che risalgono la strada e
così possono vedere sulla griglia di cemento armato
cosa vuol dire 22% di pendenza
NB I bidoni sono  lì almeno dal 2010. guardate street wiew

Né spinte né piedi a terra, ma il crampo che ha accompagnato le ultime durissime pedalate me lo sento ancora sulla coscia destra. 
Ovviamente la mia seconda (e ultima volta), nel 2010, ho preso via Reputolo molto più piano e sono arrivato in cima senza problemi. Il segreto è sempre quello di partire prudenti. 
Certo se dopo tre km ti mettono il traguardo della Tirreno Adriatico la prudenza deve andare a farsi benedire, ma questo è un blog per cicloamatori che non dovrebbero avere la fretta dei professionisti.
Via Reputolo è corta, però in cima ci sono 100-150 metri al 22-25%. Tenetelo a mente quando partite.

La strada sale di pendenza un po' alla volta, i primi 200 m sono solo al 10%, negli ultimi 500m si deve superare un dislivello di 87 metri: 17.5% medio. In questo secondo tratto brillano due segmenti: il primo di ca. 150m al 17% e il tratto finale di cui si è detto sopra, separati e temperati da due tratti al 13.5%. Sono gobbe brevi che è difficile disegnare in un profilo altimetrico; sia l'altimetria ufficiale sia quella in 3D fatta con velowiewer rendono troppo uniforme lo strappo. Per questo motivo ho riproposto la vecchia grafica salitaker.
Mi sovviene solo oggi che una parte del gruppo ha già conosciuto questo strappo nella famosa tappa dei muri del 2013, solo che si era passati di qui a metà tappa. Pioveva e, dai video che circolano in rete, mi sembra che il gruppo si preoccupasse più di restare in piedi che di darsi battaglia.

 
La linea rossa, ovviamente, è via Reputolo. Notare la caratteristica passione dei marchigiani per le curve di livello. 200m a destra un'altra strada risale la collina: è il Muro di via Salette. Lì qualcuno (un ingegnere? un forestiero?) ha avuto la bizzarra idea di progettare due tornanti. 
test i 7 muri del fermano  14 12 2008 (212).jpg
Quando il fondo "sbigia" o fai i rulli o ti tocca spingere. Salire seduti si può, ma non dappertutto: si rischia il ribaltamento.
19 aprile 2009, giornata che minaccia pioggia. Questo sono io alla prima Muri Fermani. 
Salita asciutta, per fortuna. la mantellina legata con lo spago sul manubrio è proprio ridicola
Nella famosa tappa dei muri 2013, quella con la Costa dei Cocciari il gruppo aveva già affrontato via reputolo, ma quel passaggio me l'ero dimenticato anche io. 
Quel giorno pioveva e si saliva piùttosto piano visto che il traguardo era ancora lontano
Il cartello dice 10%
Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah Ah ......



Il segmento Strava è di proprietà di Niki Terpstra. Qualcosa mi dice che potrebbe cambiare padrone