L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

sabato 4 marzo 2017

In cauda venenum: la Roncolina



Lunghezza:   3 km
Partenza:   50 m
Arrivo:  204 m
Dislivello:  164 m
Max Grade:    23%
AVG Grade:   5.5%
Climb Category:          4








Leitmotiv dei miei 13 anni: "Hai fatto la Roncolina?" - "No nonna solo Vallo' e Venturina" - "Sei tutto rosso, sei sicuro che non sei stato sulla Roncolina eh?!"
No nonna la Roncolina l'ho fatta solo a quarant'anni suonati. La Coppa, la Mucciolina, la Venturina le altre salite più vicine sì, ma non ti ho mai disubbidito fino ad arrivare... alla Roncolina.
Mia nonna era una donna degli anni Venti, nata in una campagna profonda in una casa colonica a tre quarti d'ora di cammino dal paese e a 3 ore dalla più vicina ferrovia. Isolata, ma non così lontana dal resto del mondo da non essere informata delle imprese e della rivalità tra Binda e Guerra. Poi di guerra c'è stata quella vera, quella con la lettera piccola e i tedeschi, ci sono stati matrimoni, morti nascite il mesto rituale della vita. C'è stato mio nonno, appena tornato da "Vuchenvald", un matrimonio, mio padre e una casa in paese dalla quale non credo si sia mai allontanata, se non per estreme necessità.
Da dove le derivasse la conoscenza di tutti i toponimi di tutti i fossi e tutte le contrade nel raggio di 30 km non l'ho mai capito. Ma era chiaro che li conosceva tutti e dal tono severo si capiva che la Roncolina era uno scatafosso dal quale tenersi alla larga.

La Roncolina è una comoda strada che collega le Piane di Polverigi alla frazione di Rustico. Tre km di asfalto anche rifatto da poco che salgono su un crinale insolitamente morbido. Per due km e mezzo si punta dritti verso Rustico ovviamente senza una curva, ma, strano a dirsi senza tratti oltre il 6-7%.
Pedala pedala, ecco una curva a destra e un tratto di 200 m in lieve discesa. C'è puzza di fregatura, Quando riappare il paese si capisce che il dislivello da superare è ancora considerevole.
Il male che tutti si aspettano si materializza dietro l'altra curva all'altezza del B&B Lacrimarte (nomen omen); una svolta a sinistra dirige le bici direttamente contro le isoipse. E' il solito muro da versante nord. 450m al 15% con picchi al 21-22%.
Di per sé non è cosa insormontabile, ma molto dipende dalla fretta con cui si è saliti nei chilometri precedenti. Affrontare già stanchi, o semplicemente, affrontare con troppo slancio il muro può essere decisamente una brutta idea. La Roncolina è un'altra di quelle salite-sirena che facilmente ingannano i ciclisti per il gusto di vederli affondare contro un scoglio.
Quindi calma e, se passate di lì, prestate orecchio ai consigli della nonna