L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

domenica 23 aprile 2017

Montoro e Filottrano

PARTENZA: Fornace di Morando
LUNGHEZZA: 2,10 km      (8 Km, fino a Filottrano)
DISLIVELLO: 111m           (165m)
PENDENZA MEDIA: 6%   (2%)
PENDENZA MAX: 9%
«La cima Scarponi si chiama Castelletta, è dalle parti di casa mia, ed è lì che mi testo»
Michele Scarponi alla Gazzetta dello Sport 
Montoro non è Castelletta. Anche questa salita però, davvero non è insignificante. Tecnicamente dirà poco, siamo d'accordo, ma oltre a essere una rampa sulla quale i cicloamatori forti fanno i loro test, era anche un punto di passaggio obbligato per l’Aquila di Filottrano, l'ultima salitella da fare in scioltezza prima di rientrare a casa. Scarponi non era tipo da usare troppo Strava, ma alla faccia di tutti quelli che si sono cronometrati "su per Montoro" il Kom è proprio il suo.
Tutti quelli che come me pedalano qualche migliaio di km l'anno qualche giro in compagnia di Scarponi l'hanno fatto. Negli ultimi anni, come veniva avvistato iniziava il tamtam dei telefonini e il poveretto tornava sempre a casa trascinandosi un corteo di cicloamatori. D'altra parte era anche lui. che ci faceva: capitava di sentire un fischio alle spalle una pacca, "andiamo!" ti giravi era lui che ti "obbligava" a seguirlo. 
Abbiamo raccolto in una bacheca virtuale foto, ricordi di questi giri. io ne ho tre. datemi una mano a riempirla. La bacheca resterà sempre aperta, quanti anche nei prossimi anni finiranno su questa pagina sono invitati, se possono a contribuire. basta fare un doppio clic o trascinare sopra una foto. Niente RIP (saranno immediatamente cancellati) né condoglianze. 

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