L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

martedì 11 luglio 2017

Sassofeltrio e Montelicciano dalla Valle del Conca

"Quella che mostro oggi, è una salita che si snoda interamente in territorio marchigiano, quindi una salita delle Marche" dal blog Appunti di Romagna di Francesco Balestri

Mi sono imbattuto in questo bel blog di Francesco Balestri cercando "Salite delle Marche" su Bing. Ho riflettuto: da un lato in "redazione" ci siamo dati la regola di Jorge Luis di rifuggire la moltiplicazione degli enti. D'altra parte Salite delle Marche è fortemente deficitario riguardo alle lontane colline del nord della Regione. Alla fine ci siamo risolti a incorporare questo articolo che riguarda un luogo che non riusciremmo mai a visitare, senza altimetrie, foto e con riferimenti evidenti al post originale. Spero sia evidente, quindi, chiaro ci si vuole attribuire alcun merito. anzi, si spera di fare cosa gradita segnalando un blog che, in un sacco di sensi, è contiguo a Salite delle Marche




Start: Molino Renzini (SP2)
Distance: 4.7 km
Elev. Gain: 326 m
Avg Grade: 7%
Max Grade: 11%
Min Elev: 235 m
Max Elev: 551 m
Climb Category: 3

[...] La distanza è breve, ma le rampe impegnative e severe spesso lasciano senza fiato. Fino a Sassofeltrio sono km 3,3 con pendenza media intorno al 7,5%. La strada è bella, larga ed estremamente tranquilla. Il traffico è pressoché inesistente, e non è raro imbattersi in animali al pascolo e falchetti che solcano il cielo in cerca di preda. Il bel paesino di Sassofeltrio domina tutta l'ascesa, ed è una presenza costante davanti agli occhi di chi sale. Dalla costa, risalendo la Strada Provinciale 2 del Conca che collega Morciano di Romagna (Romagna) e Mercatino Conca (Marche), giunti al bivio per Sassofeltrio si volta a destra e subito ha inizio la salita.
I primi  1500 m, tutti pedalabili (7%), devono servire a farci ingranare il passo giusto per salire senza troppa sofferenza e farci apprezzare il magnifico panorama, la tranquillità e la pace che questa salita mostra con generosità in ogni stagione. Rimane comunque una salita dall'aspetto aspro e duro. E' interamente allo scoperto, e quindi nei mesi estivi, quando il caldo la fa da padrone e un brcciolo d'ombra è come un oasi nel deserto, è ancora più tosta e severa. Inoltre essendo interamente aperta sui due lati della vallata è molto facile incontrare vento. Di traverso, a favore o contro, il vento è quasi sempre compagno di viaggio su questa salita e bisogna metterlo in conto, specie se si affronta d'inverno.

La salita, tuttavia, a parte qualche pendenza e curva da urlo nella parte centrale e finale, rimane abbastanza pedalabile.
Per i meno preparati, consiglio bene di portarsi qualche dente in più sul retro, non si sa mai. E poi bisogna sempre mettere in conto a che punto dell'uscita si è arrivati, da che giro si viene o si pensa di fare. Proseguendo nell'ascesa giunti al km 1,7 bivio per Farneto la strada si fa decisamente più agevole, poi torna di nuovo impegnativa al km 2,5. Da qui fino al bivio che conduce al paese di Sassofeltrio non c'è più tregua. Negli ultimi metri 700 di salita c'è un tris di tornanti da brividi, ma che offrono per chi è ancora ha ossigeno alla testa ed è lucido scenari e viste mozzafiato sulle terre dell'alto Montefeltro e sulla vicinissima Repubblica di San Marino, inconfondibile, con i suoi tre picchi dove hanno sede le tre torri.


"Il paese si affaccia sul mare" © Maria Ottaviani
Giunti a Sassofeltrio (quota 450) la strada dà un minimo di tregua giusto per il tempo di girare intorno alle mura, poi, siccome le colline non finiscono mai, si può continuare a salire per un altro chilometro e mezzo fino al Poggio di Montelicciano, un gibbo a quota 550 m già in territorio di Monte Grimano Terme. Siamo a 1.5 km dal confine della Repubblica. Da qui si apre un panorama incantevole: dalle verdi colline della Valle del Conca al blu del Mare Adriatico. L'aria pura della vicina montagna e la brezza profumata del mare adesso, a salita finita, se si sentono, fanno piacere