Verdicchio Wine Stage - Prova della 6a Tappa della Tirreno Adriatico 2019 (Matelica-Jesi)

Partenza all’alba a -5 gradi e primi 50 km ad una media di -3 gradi con foratura a Braccano, complici il sale sparso dopo le abbondanti nevicate e le numerose buche, hanno reso la sfida un po’ piu’ maschia.

Tra Matelica, patria del Verdicchio di Matelica (sic) e Jesi, capoluogo del Verdicchio dei castelli di Jesi, ci stanno neanche 50 km, quasi tutti di superstrada e piatti come un biliardo. Ma non è su questi asfalti che passa la sesta tappa della Tirreno Adriatico 2019. Dopo due giorni di sforzi violenti, la tappa del lunedì dovrebbe essere dedicata ai velocisti, ma per arrivare nella città esinate è previsto un percorso tosto tra le colline e le vigne. Del Monte San Vicino si fanno salgono solo le caviglie, ma verranno comunque superati 2200 m di dislivello in circa 150 km, prima di iniziare gli ultimi 40 km piatti nel circuito cittadino.
La prova della tappa è stata eseguita il 9 febbraio scorso dai ragazzi del Gruppo Ciclistico Matelica, ma non solo quella: anche i video, le foto e il reportage che leggete su Salite delle Marche sono tutti di pugno di Simone dei compagni di squadra. Una collaborazione non nuova (memorabile la prova nella super tappa del San Vicino che poi venne cassata per paura del freddo), ma mai a questi livelli.  



La partenza all’alba, a -5°C, e i primi 50 km ad una media di -3°C, la foratura a Braccano, complici il sale sparso dopo le abbondanti nevicate e le numerose buche, hanno reso la sfida un po’ più maschia
Ma certo non è la tappa dei sogni per chi abita da queste parti e ama le salite; un passaggio sul San Vicino o sulla Castelletta sarebbe stato un sogno ma la prova e’ stata comunque ardua. 

Partenza all’alba a -5 gradi e primi 50 km ad una media di -3 gradi con foratura a Braccano, complici il sale sparso dopo le abbondanti nevicate e le numerose buche, hanno reso la sfida un po’ più maschia. Dopo la bella ma corta salita da Piane a Colli, poco dopo la partenza, un il profilo della tappa si presenta piatto e ricco di velocità fino a San Severino Marche.
Da qui la salita che porta a Cingoli, e già attraversata dal Giro d’Italia l’anno precedente, offre l’unica asperità un po’ più lunga di una tappa che per la seconda meta’ e’ tutto un saliscendi: con il passaggio lungo il lago di Castreccioni fino alle risalite ad Apiro poi in sequenza Cupramontana, Maiolati Spontini e via daòòa paret opposta della Vallesina Monte Roberto, Montecarotto, Serra dei Conti, il lungo drittone dell'Arceviese che  lancia verso lo strappo breve ma intenso di Ostra Santa Maria Apparve (con punte al 19%) e poi ancora su e giù per Belvedere Ostrense, San Marcello, Morro d’Alba e Monte San Vito.
Fin qui 2600 m di dislivello in 150 km, poi è tutta pianura. I passaggi per Osteria e Le Cozze a dir la verità mettono un po’ di acquolina in bocca in vista del finale di una tappa in teoria dedicata a un vino fermo e deciso, il Verdicchio, il rosso vestito di bianco, ma in realtà con un finale più frizzante e veloce nel circuito "a tutta birra" dentro Jesi.
Vincerà molto probabilmente un velocista la fuga da lontano sarà ardua o dovrà essere numerosa per reggere ai ritmi del finale che saranno altissimi. Buona tappa del Verdicchio da Matelica a Jesi più da maglia Ciclamino che Verde. Prosit.







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