Castelfidardo - La Concia e la Selva


Presentiamo le due salite del circuito cittadino di Castelfidardo della tappa della Tirreno Adriatico 2021: la Concia e la Selva. La Corsa dei due mari ci ha abituato a collocare di domenica delle tappe molto impegnative disegnate con finali che affrontano una lunga sequenza di muri colline più cattive. L'edizione di quest'anno non fa eccezione. Il circuito di Castelfidardo costruito intorno alla Concia non sarà impegnativo come quello di Recanati 2019 (quell'anno non c'era il tappone appenninico), ma sarà più selettivo di quello di Loreto 2020, che ha visto la vittoria di Mathieu Van del Poel. Date le caratteristiche del percorso è probabile che, se saranno ancora aperti i giochi per la classifica finale, potranno esserci distacchi anche tra gli uomini di classifica. Ma bisognerà attaccare almeno 15 km dal traguardo.
La Concia, affrontata quatto volte, sarà salita decisiva per l'assegnazione della maglia azzurra, la Selva è solo uno strappo, ma merita di essere conosciuta perché è una bellissima strada


Contrada Concia




da Fosso Rigo
 a Castelfidardo
Distance: 1.4 km
Elev. Gain: 161 m
Avg Grade: 11.5%
Max Grade: 18%
Min Elev: 43 m
Max Elev:  204 m
Climb Category: GPM 3
Fondo: Asfalto

Il toponimo deriva dall’attività conciaria, fiorita nei secoli XIV e XV nelle contrade Valleoscura e Gualdo. Erano zone ricche d'acqua ed esposte a settentrione, inospitali dunque, ma adatte, grazie anche all'abbondanza di acque, a un'attività altamente inquinante. Secoli di insediamento hanno modificato le nostre coline, addolcendo i versanti al sole; i lati esposti a settentrione, invece, sono rimasti più selvaggi e conservano i naturali dislivelli. La strada della Concia sale di qui, dividendo due contrade, che dal nome ammoniscono che non si passa per zone adatte alla vita umana: Gualdo (cioè bosco) e Valle Oscura. 


La collina di Castelfidardo, 212 m, è più bassa di tutte le altre, ma, a guardarli dal fondovalle, dal Fosso rigo (quota 35), i campanili e la città si vedono assai lontani ed è palese come, per un ciclista, una strada che tagliasse di netto le isoipse sarebbe una brutta gatta da pelare. 
La strada comincia a salite dall'incrocio con la parallela Valle Oscura, ma si impenna veramente in corrispondenza con un'edicola mariana. Da qui, per 1000 m, la pendenza non scende mai sotto il 12%



A quota 99 slm, sulla destra, potete vedere la bella Fonte Gualdo. Prendetela come un diversivo, ché l'alternativa è guardare davanti la gobba della collina, che non finisce mai. L'asfalto è perfetto, la carreggiata è ampia, il disegno della strada appena ondeggiante. Tutto contribuisce a far sottovalutare la pendenza, ma se non si è un pro è meglio restare guardinghi, ché è una salita che chiede il conto alla fine



Un angolo cieco e, improvvisamente, la salita sbocca sulla provinciale, quella che gira intorno alle mura. Siamo a quota 170, all'altezza della Chiesa di Sant'Agostino (e di Santa Marianna Vos). Noi ci fermiamo qui, i professionisti però gireranno a sx e affronteranno in controsenso un'ultima rampa al 12% fino a quota 204 (più o meno; forse. In questo caso non era possibile fare tutto il tratto contromano. Credo che nemmeno ne valesse la pena)


In conclusione si può dire che la Concia non è la costa terribile di Porta d'Osimo, però la differenza non è molta; se le pendenze non raggiungono mai il 20%  in compenso il tratto al 15-16% è davvero lungo e, senza mai fare gradoni, la pendenza cresce in prossimità del finale. Un degnissimo muro che promette e spettacolo. Fatto in corsa per quattro volte di fila regalerà sicuramente emozioni agli spettatori. 



Selva della Battaglia


da: SP3 Valmusone
a:  Montoro Selva
Distance: 1.6 km
Elev. Gain: 107 m
Avg Grade: 6.8%
Max Grade: 22%
Min Elev: 14 m
Max Elev: 121 m
Climb Category: GPM 4
Fondo: Asfalto




Quella della Selva di Castelfidardo è una strada bellissima, merita attenzione solo per questo, perché, per il resto, sebbene sia uno strappo cattivissimo, è davvero breve cosa.
Nella pianura dalla quale parte la salita nel 1860 si è combattuta la battaglia decisiva per l'unificazione dell'Italia. In corrispondenza del Sacrario monumentale, su cui sventola sempre il Tricolore, "Via della Battaglia" si impenna in mezzo al bosco, con una rampa di 200 m che supera abbondantemente il 20%. Il Garmin non prende, ma la ruota davanti tende a impennarsi, quindi la pendenza è quella. La strada è sempre umida, è quasi sempre preferibile salire seduti, per evitare che la ruota posteriore slitti in continuazione.
Superato il primo gradone la strada continua a salire in modo lieve, sempre nel bosco, fino a scollinare a quota 121.
La Selva è un raro bosco relitto, quello che resta dalla grande foresta planiziale che dal Paleolitico al XVIII secolo copriva le colline e i fondovalle. E' sopravvissuta al pari dei roccoli e delle più piccole selve della Valmusone perché era la riserva di caccia della Villa Ferretti. Adesso è un'area protetta di ca. 40 ettari con interessanti percorsi da fare a piedi e in MTB



 

Commenti

  1. ottimo reportage sia dal punto di vista tecnico che turistico, complimenti

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