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San Vicino da Poggio San Vicino

Il primo tratto, dal tornante (non ce ne sono molti) in avanti è un lungo drittone (ce ne sono troppi) piuttosto pedalabile (ma quello dopo Poggio non lo è affatto).

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(c) tracceminime | Poggio San Vicino a porte aperte
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Monte San Vicino Da Serronchia

Start: Abbazia di Sant’Urbano

 Distance: 14.2 km

Difference: 933 m
Elev Gain: 954 m
Avg Grade: 6.7 %
Max Grade: 14 %
Min Elev: 281 m
Max Elev: 1214 m
Climb Category: HC
Strava segment: 15103441
Valid for:
MINIICON BSV

NOTA: Quando ho iniziato a scrivere il blog non sapevo che Pelorandom aveva già fatto un lavoro simile e per molti versi più meticoloso del mio. Siccome non ha molto senso scrivere dei doppioni inizialmente copiavo, incollavo e linkavo ciò che altri avevano fatto meglio. Adesso che sono passati otto anni e che il lavoro del mio “collega” fabrianese è andato in parte perduto non so più quanto in questo post c’è di mio quanto c’è di suo. 
Qualunque siail punto di partenza ceh avete scelto, questo è il versante (completamente asfaltato) più lungo del San Vicino e quello con il maggiore dislivello: oltre 14 km per poco meno di 1000 m D+. 
Di mio c’è il punto di Partenza. Adoro l’Abbazia di Sant’Urbano. A me piace passare dietro Poggio San Vicino, seguendo la strada indicata in questo articolo Poggio San Vicino da Sant’Urbano
Se avete mancato l’incrocio per Domo vi ritroverete al quadrivio con la Provinciale Apiro-Poggi; siamo a quota 281, in Contrada Campone. Una freccia indica la direzione da seguire, ma è abbastanza superflua perché il Monte fa notare bene la sua presenza.
Il primo tratto, dal tornante (non ce ne sono molti) in avanti è un lungo drittone (ce ne sono troppi) piuttosto pedalabile (ma quello dopo Poggio non lo è affatto).

Alla fine si incontra un tratto non lungo attorno al 10% appena superata la frazione di Serronchia al quale segue un breve tratto di discesa fino all’incrocio che, a sinistra, porta a Frontale, luogo di partenza di un altro e più interessante versante;  noi però teniamo la destra  per il secondo troncone della salita, che ci porta diretti al paese di Poggio San Vicino, con pendenze pedalabili al 5-6%.A Poggio San Vicino ci sono: bar, ristorante, l’unica fontanella uscendo dal paese. La salita cambia aspetto ed è infatti qui che inizia il tratto valido per il Brevetto dal San Vicino: il terzo troncone è ben evidenziato dalla deviazione a destra e dalla strada che si fa più stretta e visibilmente meno curata.
Il fondo è comunque adatto alle bici da strada, ad essere pesante è la pendenza. Si sale per salire, ma non ci si accorge di farlo, perché per un paio di km la strada sale dritta come una stecca da biliardo in mezzo a pascoli. La pendenza si fa sentire, sempre sopra l’8% spesso con punte del 10-12%, e per
tratti nemmeno tanto brevi.
Mi è capitato solo una volta di incrociare una famiglia di cinghiali, è stato proprio al centro del famoso drittone di Poggio San Vicino: sorgeva l’alba la mamma (bella bestia) attraversava la strada e tre cinghialotti in fila indiana al seguivano. Il babbo l’ho sentito solo dopo essere passato; era rimasto nascosto sotto il ciglio della strada a controllare.

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Quota 635 – il Drittone sta per finire (c) Foto Griccini 2020

Il panorama è spettacolare; affanno e foschia permettendo, l’occhio spazia dal lago di Castreccioni (o di Cingoli) con l’Adriatico sullo sfondo, alle colline della Vallesina e del Senigalliese fino al mare, passando per i paesi arroccati sulle colline come Apiro e Cingoli.
Al primo tornante le pendenze si fanno progressivamente più moderate, ma la salita non molla mai veramente, si viaggia sempre su pendenze nell’ordine dell’8-9%

A 700 m di quota si trova un primo prato in cui fare picnic e cucinare arrosti nel forno in muratura. 
lo sguardo si apre anche verso ovest su una valle nascosta, boscosa e profonda che si direbbe mai calpestata da piede umano.
Dopo il 5° e ultimo tornante, in località Frattucce, la pendenza inizia a calare, segno che ci si sta avvicinando al punto in cui il Monte Moscosi si congiunge con il cono del San Vicino vero e proprio 

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Quota 900, sulla colma del Monte Moscosi (c) Foto Griccini 2020

Il terzo troncone termina dopo un altro chilometro circa, a quota 930 m nella località turistica di Pian dell’Elmo (bar, ristorante, piccolo campeggio e villette per vacanze), nel punto in cui si ricongiunge anche l’altra strada, quella che sale da Frontale.

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Quota 980 – Pian dell’Elmo (c) Foto Griccini 2020
Attraversate le villette con un breve tratto pianeggiante all’ombra di fitti faggi secolari e rinsecchiti abeti, inizia l’ultimo troncone, quello più impegnativo, in cui la pendenza non scende mai sotto l’8% (se non alla fine) con punte del 14% e, ad aumentare la difficoltà ci si mette anche l’assenza di tornanti, si percorre infatti un enorme curvone verso sinistra che segue il fianco della montagna.
Arrivati a circa 500 m dal valico finalmente la pendenza scende ad un modico 4-5%, falsopiano finale che taglia i Prati di San Vicino dominati dalla vetta della montagna e la salita è finalmente conclusa. Il valico, carte militari alla mano, è posto a 1213 m e 80 cm s.l.m.
Nella prima parte (fino a Pian dell’Elmo), l’ombra e’ praticamente assente sia la mattina che il pomeriggio, a causa dell’assenza di vegetazione arborea, nell’ultimo tratto invece e’ più abbondante.
Asfalto vecchio ma in ottime condizioni fino a Pian dell’Elmo. Il passaggio sotto i faggi è stato riasfaltato nel 2016, di strada brutta non ne restano più successivi al tornante. Speriamo che duri perché adesso che anche la discesa dall’altro versante (verso Matelica) che era un disastro, grazie alla tappa della Tirreno-Adriatico “che-non-è-mai-partita”, è un biliardo.
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Quota 1213.80 (c) foto Griccini, giugno 2020

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