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Se si parte dal Lago per arrivare al punto più alto si devono salire quasi 900 m.
Purtroppo della salita non ho capito molto, ho sofferto il ritmo del mio compagno per tutto il tempo, cambiavo rapporto mi alzavo sui pedali, alleggerivo.
Non so perché, ma il tratto Pintura-Valico di S.M. Maddalena l’ho sempre amato, e anche nella disgraziata uscita di aprile 2014, immerso in una nebbia fittissima e gelida , mi sono trovato bene. Certo di quello che doveva essere il paesaggio superbo dei Sibillini innevati non abbiamo visto niente.
Viste le previsioni del tempo eccellenti, chi se l’immaginava che la salita dall’altra parte darebbe stata così. Al valico ero rimasto un po’ staccato e con Luca ci siamo ritrovati solo grazie alle grida. L’unica cosa più brutta e nebbiosa della salita, è stata la discesa dal Pizzo di Meta a San Liberato: si vedeva bene solo la ruota davanti, la strada era a tratti invasa da depositi di neve che diventavano invisibili nell’aria bianca, i freni non frenavano. Ma le nostre erano condizioni estreme e spero irripetibili. La foto testimonia che di solito il cielo è più blu. Allora è tutta un altro pedalare.
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| 20 marzo 2016 Stavolta beccata la giornata perfetta |

Questi sono i segmenti su Strava corrispondenti alla salita partendo dal Lago di Fiastra e da Pie’ del Colle di Acquacanina. I nostri sono i tempi lordi, comprendenti anche la pausa per le foto. I segmenti significativi riguardo ai tempi di scalata sono il terzo Acquacanina-Valico di S.M. Maddalena (la maggior parte dei ciclisti infatti arrivati al valico prende in discesa verso Sarnano) e il quarto, vale a dire il tratto Acquacanina-Pintura (è quello con più passaggi; non so perché, ma metà di coloro che arrivano al Valico non vengono rilevati)








