L’ultimo altipiano del nostro percorso era quello su cui si avevano meno aspettative. Alzi la mano chi ha sentito parlare del Poggio Rodolfano, del Monte Pugno e del Monte Pennine. Nomi nobili e nomi dozzinali che sulla carta topografica individuano luoghi come tanti. Qualche toponimo è particolare, effettivamente di Monti Cacalupo se ne sentono pochi, ma gli altri sono quelli da montagne un po’ anonime che culminano senza svettare, sovrastate dai giganti dei Sibillini: Colle Lungo, Monte Rotondo e quante Pennine ci sono negli Appennini? SDM ottobre 2026
Quelle di cui parliamo oggi sono le piccole vette strette tra le valli parallele di Preci e di Norcia. Sono un gruppo di montagne, apparentemente poco significative, sovrastate dalle cime più imponenti dell’Appennino. I loro prati sommitali si appiattiscono tra i 1100 e i 1350 metri, ma sono attraversati da una strada provinciale (SP del Muraglione) che, per congiungere le due città umbre, si spinge molto in alto, valicando appena sotto quota 1150.
in breve
Lunghezza: 16 km
Quota: 1136 m (D+: 771 m)
Pendenza media: 4%
Pendenza max: 13.5%
Difficoltà: media (2° cat.)
Fondo: 100% asfalto
Punti forti: la salita attraversa borghi molto belli
Segmento Strava: 36869281
Lunghezza: 13.3 km
Quota: 1136 m (D+: 563 m)
Pendenza media: 4.4%
Pendenza max: 8%
Difficoltà: media (3° cat.)
Fondo: 100% asfalto
Punti forti: i Piani di Montebufo sono stupendi
Segmento Strava: 35659216 Montebufo completa
Alzi la mano chi ha sentito parlare del Poggio Rodolfano, del Monte Pugno e del Monte Pennine. Nomi nobili e nomi dozzinali, che, sulla carta topografica, individuano luoghi come tanti. Qualche toponimo è particolare, effettivamente di Montebufo e di Monti Cacalupo se ne sentono pochi, ma gli altri sono quelli delle montagne un po’ anonime che culminano senza svettare: Colle Lungo, Monte Rotondo, Monte Puro… e quanti Monti Penna ci sono negli Appennini?
L’ultimo altipiano del nostro percorso era quello su cui si avevano meno aspettative. Si rivelava invece, un angolo di Arcadia al di sopra, è proprio il caso di dirlo, di ogni previsione (e di ogni strada della zona).
Le due salite sia da Preci sia da Norcia salgono in modo irregolare, hanno dislivello e lunghezza analoghi, ma quella dalla parte di Norcia è più facile, è un po’ traditrice da quella di Preci.
Montebufo da Pontechiusita - Preci
Il versante nord, che comincia a Pontechiusita, ultimo lembo vissano e, dunque, della provincia di Macerata, diventa davvero una salita quando si arriva a Preci e si supera il Torrente Campi (km 4).
La strada sale e scende, risale quattro volte, praticamente in corrispondenza di ognuno dei castelli di una strada un tempo strategica, perché collegava Preci con Forsivo, Legogne e le comunità gravitanti sulla Valle del Fiume Corno.
La prima rampa importante (11%) si incontra a Roccanolfi (quota 760), un classico esempio di castello di pendio di origine longobarda, circondato da mura e fossi e inaccessibile da tre lati.
La strada resta a destra nel poco spazio tra le mura la vallata e ci costringe a una bella impennata.
Si sale ancora fino a Montaglioni; seguono 1500 metri in discesa fino a VIlla del Guado e un altro tratto di salita fino a Collazzoni (quota 860) o meglio all’incrocio delle Madonna della Cona (sì ce n’è una anche qui).
Dopo l’ultimo risciacquo si sale ininterrottamente fino ai Casali di Montebufo.
Il passaggio più delicato è proprio il transito attraverso il paese di Montebufo (quota 1000), un muro vero e proprio: ca 300 metri all’11-13%.
Montebufo da Norcia
Per i primi tre chilometri si segue la SP 476 di Norcia che porta a Forcella d’Ancarano. A quota 840 si incontra il bivio da dove parte la nostra SP 475 del Muraglione. Si tratta di una pedalabilissima strada vallonata che conduce, attraverso le preterie, al bel borgo di Abeto.
Ad Abeto ci sarebbe una bella discesa per scendere direttamente sulla Val di Campi, ma noi preferiamo sterzare a sinistra prima di entrare in paese, lasciare la provinciale e attaccare la montagna.
L’ultimo tratto fino ai Casali di Montebufo è un po’ più ripido, ma non si affrontano mai tratti in doppia cifra e ci si può godere a lungo il panorama che, soprattutto in autunno, è davvero suggestivo.
In estate ci si diverte meno. Le vacche raccontano di ciclisti che si sono buttati vestiti e sudatissimi nelle loro trocche per cercare scampo ai venti bollenti degli altipiani.
GAllery
STRUMENTI CARTOGRAFICI
Versante nord (Preci)

Versante sud (Norcia)











