Start: Moie (Uscita SS77)
Distance: 2.2 km
Elev. Gain: 253 m
Avg Grade: 11%
Max Grade: 23-30%
Min Elev: 110 m
Max Elev: 350 m
Climb Category: 3
Siamo sul lato destro del fiume Esino, il mare è distante più o meno 25 km; ci troviamo sulla stessa piega, o catena montuosa che dir si voglia, che a nord culmina dei monti di Fossombrone e a sud nelle montagne di Cingoli. A queste longitudini le colline iniziano a farsi alte e ormai superano i 350-400 m.
Il fondovalle, in compenso, resta parecchio in basso, più o meno a quota 100. Tutte le salite della zona superano quindi dislivelli inconsueti. Diciamo che ci sono strade che approcciano la cosa in modo razionale, Scisciano e Poggio Cupro mettono insieme anche 7-8 tornanti; la Boccolina, invece, al pari del suddetto Fosso di Rosora, dello Spezzo dei Frati Bianchi e della Corta di Mergo, il dislivello lo prende proprio di petto.
Rare volte come nel caso della nostra Boccolina la lunghezza totale e la pendenza media non vogliono dire niente, possono solo trarre in inganno: la salita misura poco più di due chilometri all’11,5% di pendenza media; sono le stesse cifre del Monte Conero fino all’ultimo tornante panoramico (Poco più di mezzo Monte, insomma, o di tre Koppenberg asfaltati, uno dietro l’altro); per altro il luogo è ameno, la carreggiata larga, l’asfalto ottimo. Ma non inganni l’ampiezza dell’entrare, la strada che all’inizio si presenta ampia e pedalabile, presto, si fa molto stretta, anzi strettissima.
Perdonate l’ennesima deriva dantesca, ma a questo punto tenete a mente gli avvertimenti di Minosse e di Francesco da Buti: “Guarda com’entri, e di cui tu ti fide”, ossia “Non ti fidare di te stesso, né d’altri”. Almeno la prima volta partite piano, perché la salita è troppo lunga e troppo ripida per essere affrontata in apnea; quando, dopo la suddetta prima curva, inizia la parte dura non c’è spazio per recuperare se non dopo un chilometro abbondante, cioè dopo 6-7 minuti. quando avrete già superato 160 metri.Nelle altimetrie è la parte colorata rosso fuoco, ma c’è un dettaglio che i grafici non possono rendere: i tornanti a destra!
Ilprimo tornante, particolarmente stretto, avvera con generosità la profezia del cartello 18% > 20% > 22%. Per fortuna i metri immediatamente successivi sono meno ripidi, ma appena si arriva alla curva successiva il grafico torna rosso-rosso e sarà tutto così, al 15%, per altri 900 m.
Il secondo tornante a destra è lo spannung: è particolarmente lungo e, nle girare, si impenna come una parabola; se si riesce a prenderlo largo si supera una pendenza del 17%, la parte interna, invece, ha una pendenza incalcolabile, forse oltre il 30-35%. Ma non è tutto. Siccome sulla Boccolina c’è sempre un certo passaggio può succedere di essere costretti a prendere questo tornante nella corsia giusta. Prenderlo alla corda no, perché ci si ribalta. Così è successo a me la prima volta: c’era una furgone del Bel Paese Galbani che aveva causato una brutta coda, c’era la classica Panda bianca che mi voleva superare a tutti i costi e, quindi, sono stato obbligato a restare dalla parte giusta della carreggiata.
Quando tutto sembra andar male, regalo inatteso: una tratto lungo 350 m al 7.5%. Si può usare per prendere fiato, visto che gli ultimi 150 metri, quelli necessari per raggiungere la cresta e agguantare la salita dei Castelli tra Monte Roberto e Maiolati, sono di nuovo al 13%. Ma devo dire, alla fine fanno quasi piacere, ché dopo tanto sforzo terminare la salita con il 50 suonerebbe falso.
Va a finire che la Boccolina è quasi una salita gentile. Con il fatto che alla fine ti dà 300 metri di respiro è forse meno cattiva di altre della zona. (vedi i grafici qua sotto) Tutto sta ad affrontarla con un po’ di sale in zucca. Le cose sono tre: o conosci la salita, o ti gestisci a prescindere, o la affronti a 16 km/h perché hai le gambe sotto contratto con l’Astana.


Qualche dato tecnico:
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