camfhm9a8aapzzuu0d469v nsvu8t5ml8orzauaa0za 2048x1684

Castelletta e Porcarella. Quadrilatero, quanto ancora abuserai della nostra pazienza?

Una risposta dal futuro: altri 8 anni e tre mesi.

NdR del 4 gennaio 2023! Da questa data il giro è nuovamente percorribile

Due salite sorelle per un giro classico

  • 📏 Lunghezza: 42 km
  • ⛰️ Quota massima: 930 m
  • 📉 D+: 1216 m
  • 🪨 Fondo: 100% asfalto ma… ruvidissimo su Castelletta, molto logoro nei chilometri immediatamente precedenti a P.S.Romualdo.
  • 🚴 Traccia GPX: Il classicone.gpx
Classico dei classici, per i pedalatori di Ancona e dintorni, il giro unisce le prime due “salite vere” dell’alta Vallesina.
La prima passa per Castelletta, la remota frazione di Fabriano, costruita sul ciglio della Gola della Rossa. La seconda salita, culmina a Poggio San Romualdo, ma tutti, salita e paese, li conoscono con il nome antico della frazione: Porcarella.
Salite simili, ma non gemelle (25° e 35° nella classifica di difficoltà di salite.ch, ammesso che questa abbia senso).
La Porcarella è più lunga  (9 vs 7,5 km), più alta e più panoramica. Castelletta è irregolare e rognosa. Il giro, io credo, l’abbiano provato tutti o quasi: si parte da Gorgovivo, si sale a Castelletta, si scende fino alla Fonte del Papa e dopo 3 km di “pianura” (gli unici, peraltro tra virgolette), si arriva ad Albacina, castello bello, ma un po’ dimesso alla base della Porcarella.
Da Albacina, dopo 15 spettacolari tornanti, si valica poco sotto quota 1000 e ci si getta in una lunga discesa che riporta al punto di partenza. Il tutto in poco più di 40 km. Ma…..
confronto

Un resoconto ormai storico

….purtroppo, saranno 2-3 anni che i lavori di raddoppio della SS.76 hanno interrotto la strada in corrispondenza delle gallerie Valtreara e Sassi Rossi. I lavori della Società Quadrilatero sono fermi da un po’. Possibile che la strada sia ancora impraticabile?
Quanto ancora bisognerà allungare per Frasassi e Fabriano. Quando sarà di nuovo possibile fare l’uno-due

NOTA: Quello che leggerete da qui in avanti è un racconto del 2014. Esattamente oggi, 15 luglio 2026, la  Società Quadrilatero ha ufficialmente completato il raddoppio della SS76. L’anello Castelletta-Porcarella è percorribile da gennaio 2023. La chiusura è durata 11 anni.

Mosso da inestinguibile curiosità, in una bella giornata di sole, una delle tante di questo ottobre 2014, mi decido a partire per l’alta Vallesina. Bici in spalla e si va, perché una cosa è certa, anzi due: 1) Per fare le due salite una dietro l’altra bisognerà violare un cantiere abbandonato, scavallare recinzioni e forse evitare voragini. 2) Niente al mondo mi convincerà ad allungare la strada per Collegiglioni (il ricordo della crisi di maggio ancora fa male).
Ai piedi di Castelletta arriva il primo cambio di programma. Mi è passata la voglia di salita, preferisco la variante dei pigri, quella che segue la vecchia statale abbandonata. E’ questa una strada dismessa meravigliosa, che corre poco sopra il fiume e segue le pareti sinuose della Gola. L’asfalto è pessimo, ma io passo lo stesso di lì, perché il panorama delle pareti rocciose a picco sul fiume è molto suggestivo. 

All’ingresso della strada una transenna si aggiunge ai soliti minacciosi divieti di transito: due cartelli ricordano che la strada serve la Cava Gola della Rossa, che dalle 12:00 alle 16:00 si fanno scoppiare mine e non è consentito passare  neanche ai pedoni. Il cartello non meritava troppa attenzione, la transenna nuova sì, perché la strada è effettivamente franata ed è mooolto meglio non passarci in macchina. Per le bici la parte di carreggiata superstite è più che sufficiente, quindi procedo, con sfacciata indifferenza fino al passaggio a livello all’uscita della Gola. Questo sì che è un segnale da rispettare. Anche perché, appena superata la Gola, si entra nel Regno della Nebbie. E, con una visibilità del genere, passare sotto le barre di un passaggio a livello sarebbe veramente stupido.
Una volta passati di là, la vecchia statale è di nuovo transitabile. Si attraversano o si sfiorano varie minuscole frazioni di Genga dagli evocativi nomi agricoli: Pontechiaradovo, Falcioni, Camponocecchio, Gattuccio, Valtreara, poi al confluente con la strada che discende da Castelletta, il Cantiere tanto atteso della Quadrilatero s.p.a.. Mi accorgo che un paio d’anni fa era più facile scavallare.
Evidentemente allora c’era l’idea che il cantiere potesse venire aperto e chiuso. ad oggi, purtroppo, la doppia barriera di cemento e le ridondanti grate non fanno pensare a una prossima ripresa dei lavori.
Nessuno in giro, quindi, facendo la massima attenzione a non fare male alla bici, scavalco e mi incammino, ché il fondo fangoso del cantiere non è fatto per le mie ruote da salita.
Cammina cammina, sembra proprio che di qui non passi nessuno, ma il fango testimonia che non sono l’unico ciclista di passaggio: tracce fresche di MTB solcano la belletta in direzione dell’uscita e della vecchia galleria.
 
2014 10 03 16.22.42
qui è meglio farsela a piedi (si noti la qualità foto dello  smartphone anni 10)
2014 10 03 16.22.45
Tracce di inciviltà in MTB. Non sono l’unico che viola i cantieri

Il cancello all’uscita del cantiere è antipatico quanto l’altro, ma non può fermare chi è ostinato a perpetrare il male. Comunque per oggi basta infrazioni. Devo dire, onestamente, che a queste condizioni, non vale la pena di farle le due salite. Il gusto che si prova a violare il divieto di passaggio non risarcisce della scocciatura di attraversare tanto fango e di ripulire gli attacchi delle scarpette.
Una sosta alla Fonte del Papa a prendere l’acqua e poi non resta che superare Borgo Tufico e Albacina (ca. 1 km al 3,4%) e iniziare, finalmente a salire veramente. E qui passo la parola alla descrizione delle due salite. Al secondo tornante a sinistra ricordate di dare un bello sguardo dall’alto al panorama sulla Valle del Giano prima di aggredire il finale, superare Poggio San Romualdo, gettarsi dall’altra parte e godersi la meritata discesa.

2014 10 03 17.18.15
 
 

ATTENZIONE ALLA DISCESA! Purtroppo i primi tre chilometri in direzione di Albacina sono molto deteriorati e, se non si scende con accortezza, si corre il rischio di cadere o di rompere una ruota.  Una situazione simile c’è anche lungo la discesa verso Serra San Quirico; in questo caso bisogna prestare la massima attenzione nel chilometro compreso tra Vigne e il tornante #10. Poi… asfalto perfetto.

Le Due salite e UNA MAPPA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto