Consideriamo la ‘Rghiro la manifestazione ciclistica più riuscita delle Marche. Premessa necessaria, perché a metà articolo proponiamo uno stratagemma “illegale” che potrebbe sembrare una critica, ma vuole solo togliere quello che, secondo noi, alla ‘Rghiro non serve: se sei la Rando più felice del Centro Italia non devi per forza essere anche la più dura.
Perciò in questa pagina troverete: la traccia ufficiale del percorso, tre passaggi da “temere” a mente, un video che spiega molto bene lo spirito e le vere peculiarità del percorso (i ristori, insomma) e… una traccia alternativa, un basso trucco per fare incetta di ristori, anche se non si hanno i mezzi per chiudere un anello da 5000 metri di dislivello. Con tante scuse, profondamente insincere.
La traccia Extreme
Lunghezza: 208 km
Quota massima: 1520 m
Dislivello positivo: 4950 m
Fondo: 100% asfalto
Punti forti: Tutti i ristori (e tutti i paesaggi) possibili.
Traccia GPX: ‘Rghiro 2026 strada-extreme.gpx
km 60 - Acquacanina - Sassotetto
La salita di Acquacanina-Ragnolo ha un avvio antipatico, ma dopo i tornanti iniziali la trovo regolare e mi piace molto, anche se il grosso è tutto al sole; la preferisco anche a Bolognola, che ha un finale ‘boscoso’.
km 107 - Isola San Biagio - Montemonaco
Il trasferimento Sarnano-Amandola attraverso il valico di Rustici tende, non so bene perché, ad essere percorso con un’andatura allegra, che non è propedeutica al principale “male” della ‘Rghiro: la salita di Isola San Biagio, rognosa, irregolare, spesso cattiva, e che capita sempre nell’orario peggiore.
Di solito, nel punto più ripido, c’è un ristoro extra pensato per fare coraggio e scongiurare qualche colpo di sole. Nel 2024 al ristoro extra offrivano birra gelata (bellissima da vedere, ma era analcolica, abbiamo declinato).
km 131 - Deviazione di Montegallo ( e a S.V.M.)
C’è una piccola variazione a Montegallo
La salita non è difficile anche se molti faticano a inquadrarla e a prendere il passo. Dopo il Valico Pescolle
In tre chilometri di discesa si perdono tutti i metri guadagnati da Rascio. Dal punto più basso (incrocio per Piano) inizia un dentino di due chilometri al 3-4% e un’altra discesetta fino all’incrocio per Pistrino e al ponte che supera il Torrente Fluvione, che si genera proprio in questo punto dalla confluenza dei fossi che raccolgono le acque dei tre caratteristici imbuti del fianco orientale del Monte Vettore (Orinale, Casale e Colleluce).
Un questo punto, da qualche tempo, si è costretti a prendere una strada che aggira il centro del paese attualmente intransitabile con la macchina (in bici si passa senza problemi). La ‘Rghiro passa sulla strada esterna e rientra a Balzo da sopra. Il percorso si allunga di un paio di chilometri e aggiunge una bella rampetta che, normalmente, non si fa, perché perfettamente inutile. Una parabola sopra Balzo che non aggiunge niente, serve solo a non fare avanti e indietro sulla strada verso la terrazza di Montegallo, dove non si può non fare una sosta per prendere l’acqua e fare una foto con il Monte Vettore alle spalle.
L’aberrazione di Balzo di Montegallo fa il paio con la deviazione S. Vittoria in Matenano – Curetta che arriva molti chilometri dopo. Questa gratuita cattiveria serve per entrare a Monteleone: due 2 km in più, con una pendenza media non bassa e un avvio tra 8 e 10 %.



km 177 - Faveto
Di Faveto già sai che ne penso, mentre Venarotta - Castel San Pietro era più lunga/dura gli scorsi anni da Ascoli; quest'anno si sale da Roccafluvione; mai fatta manco in moto.
Clint Eastwood
I famosi ristori e il resto delle cose da sapere sulla 'Rghiro
Troppo extreme? Ecco un piccolo broglio e un percorso personalizzato
Se il bello delle ‘Rghiro è nella festa, se la cosa più importante è fermarsi ai ristori, se il ristoro principale è a Uscerno dove passa solo chi fa la traccia extreme, come può trovare soddisfazione chi non ha i 5000 metri di dislivello nelle gambe?
La soluzione più meschina/punk/intelligente è tagliare il percorso. Se venite da fuori e non avete mai visto il panorama del cuore dei Sibillini, saltate al paragrafo successivo, ma se conoscete Sassotetto come le vostre tasche, potrebbe essere intelligente segare l’intera montagna e andare direttamente a Sarnano.
Si risparmiano 30 km e 1400 metri di dislivello (i numeri diventano simili a quelli del percorso da 170 km), ma si arriva sulle tagliatelle ai funghi di Uscerno.
Ovviamente niente medaglione da finisher, bisogna essere onesti. Altri tagli non ci sembrano convenienti. Di sicuro se si va da Montefortino a Montemonaco senza passare per Isola San Biagio si fa meno fatica, ma il dislivello non cambia, non ne vale la pena.







