Nel pomeriggio S.E. Ermini, don Fazi, io ed Achille, il maggiordomo dell’Episcopio fabrianese, saliti sull’auto, prendemmo la via per la valle ubertosa di Albacina eppoi su, su per una magnifica strada snodantesi come lunga serpe bianca sulle scogliere del monte. Giunti sulla vetta scendiamo di macchina perché una lunga processione di cappe, di zitelle, di popolo c’è venuta incontro al canto di inni e di salmi. Prima di arrivare alla chiesa rasentiamo in un bel laghetto di acqua cerulea.
Il sereno era di cobalto, neanco una nuvolina, l’aria leggiera e un pochino frizzante, il terreno brullo nonostante l’inoltrata primavera. Eccoci a Poggio San Romualdo. L’antica Porcarella.