Gubbio Madonna

Passo della Scheggia – Gubbio

Nessuno rimpiangerà la lezione di storia che non faremo qui. Però un po’ di impressione la fa pensare che il Valico della Scheggia è il culmine di una strada vecchia di duemila e duecento anni. Il versante sud non può essere di grande interesse ciclistico: la salita inizia a Roma e un dislivello positivo di 550 metri spalmato in 225 chilometri non spaventa.
Da Cantiano invece la salita è lunga solo 10 km. 

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Madonna della Cima

Il Passo della Scheggia è situato a 632 metri sul livello del mare lungo la via Flaminia, nel comune di Scheggia e Pascelupo in provincia di Perugia, al centro di un altopiano che connette la valle del Burano alla valle del Sentino. Pur segnando il confine tra l’Umbria e le Marche, non rappresenta lo spartiacque tra il versante adriatico e quello tirrenico: lo spartiacque che divide le acque adriatiche del Sentino da quelle tirreniche del Chiascio è situato più a sud tra Scheggia e Costacciaro o più a ovest sulla Madonna della Cima.
Arrivando da Roma non sembra un passo di montagna, da Cantiano, invece, è abbastanza suggestivo; se poi si svalica dopo aver risalito la SR360 Arceviese, beh, in questo caso, un po’ di fatica bisogna metterla in conto. Se poi si incontra il ventaccio dell’ovest, questo piccolo passo può diventare decisamente logorante.

 

L’accessibilità di questo valico è direttamente legata alla sua importanza strategica: consideriamo che il Passo della Scheggia è una delle porte dell’Umbria. Non dimentichiamoci che per trovarne un’altra accessibile in bicicletta da corsa bisogna scendere a sud di oltre 40 chilometri.

 
 

Versante nord: da Cantiano alla Scheggia

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Start: Cantiano (PU)
Finish: Passo della Scheggia
Distance: 10.5 km
D+: 270 m
Avg Grade: 6.5 %
Max Grade: 9.6 %
Min Elev: 363 m
Max Elev: 633 m
Climb Category: 4
 
Nessuno rimpiangerà la lezione di storia che non faremo qui (se volete, leggete quello che è stato scritto riguardo al valico della Via Salaria in salitedellemarche.it | Passo della Torrita e sostituite SS4 con SS3).
Però un po’ di impressione la fa pensare che il Valico della Scheggia è il culmine di una strada vecchia di duemila e duecento anni. Il versante sud non può essere di alcun interesse ciclistico e, infatti, non ne parliamo. La salita inizia a Roma e un dislivello positivo di 550 metri spalmato in 225 chilometri non può spaventare nessuno.
Da Cantiano, invece, la salita è lunga solo 10 km. I 270 metri di dislivello positivo sono in massima parte concentrati negli ultimi chilometri, in particolare tra il suggestivo ponte a botte del 1801 (suggestivo, se visto dal basso, c’è un sentiero) e i due tornanti. Il passaggio fatale sulla linea di valico è un po’ anonimo, ma il cartello celebrativo restituisce un po’ di personalità al Passo
 
[Per questioni di onestà, non possiamo celare che il Passo della Scheggia NON è il punto più alto della Flaminia, quello è il Valico della Somma tra Terni e Spoleto. Si è già detto che NON è  lo spartiacque e NON è nemmeno il passaggio ingegneristicamente più problematico, quello è stato il Furlo. ]
 
 

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Valico Scheggia versante del Burano
 

Versante est, da Arcevia alla Scheggia e a Gubbio

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Start: Sassoferrato (AN)
Finish: Passo della Scheggia
Distance: 25.5 km
D+: 404 m
Avg Grade: 1.5 %
Max Grade: 8 %
Min Elev: 280 m
Max Elev: 633 m
Climb Category: 3
 
Finish: Madonna della Cima
Distance: 30.6 km
D+: 630 m
D-: 112 m
Max Grade: 12 %
Max Elev: 790 m
Climb Category: 3
 
 
Da Sassoferrato a Scheggia il Passo supera un dislivello di 404 metri in 25 km. La strada diventa molto bella dopo Isola Fossara, quando si infila nelle Gole del Sentino, all’interno delle quali la salita tocca pendenze anche dell’8%. 
 
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Usciti dalla Gola la strada fino a Scheggia-paese è quasi piatta, ma non per questo è priva di interesse. Due note le merita il paesino di Ponte Calcara: al centro dell’abitato c’è un incrocio, sulla destra una freccia indica l’Osservatorio astronomico di Scheggia e Pascelupo. Quella strada, che si chiama via della Badia, sale per 6 km e scollina a 1020 metri s.l.m.. Dopo l’abitato di Pezza l’asfalto finisce e diventa una buona sterrata che scende direttamente sul Valico di Valdorbia e Chiaserna offrendo panorami davvero spettacolari. Sono 12 km buoni di strada dalla quale parte un vero reticolo di strade bianche; c’è anche il rischio di perdersi. 
Tornando all’Arceviese, fate attenzione sulla destra, poco dopo il bivio dell’osservatorio c’è una pompa di benzina degli anni ’40: in abbandono fino al 2015, un doveroso restauro l’ha restituita agli antichi colori.
 
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Via della Badia – quota 850: il confine Umbria Marche
 
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Superato il paese di Scheggia si giunge a un quadrivio. Il Passo è a destra, lungo la Flaminia in direzione Fano, per raggiungerlo resta solo un lieve salita, ma noi consigliamo di ignorare la Flaminia, le suggestioni dell’inizio dell’articolo, i ruderi romani, il ponte a botte e di tirare dritto sulla SR298 Eugubina che valica assai più in alto, dopo cinque chilometri di salita vera alla Madonna della Cima.
La strada verso Gubbio è molto bella paesaggisticamente, perché valica a un’altezza significativa (780 metri s.l.m.) dopo dei panoramici tornanti, ma anche tecnicamente: tra la Madonna e la Piazza 40 Martiri,  con l’immancabile sosta-birra da Frà Luppolo, c’è una divertentissima discesa discesa dal fondo perfetto.
 

 

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Gubbio Foto Eastwood

 

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