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Monte Catria da Acquaviva di Cagli

ATTENZIONE: [agg.to 11 agosto 2026] I lavori di asfaltatura su questa strada, che sono partiti dall’alto (!), dalla stazione sciistica, hanno raggiunto il vecchio asfalto, (ancora deteriorato), ma ormai ci siamo: il Catria è di nuovo raggiungibile in bici da corsa.
Fino all’anno prossimo non sarà possibile legale scendere verso Chiaserna, ma in molti hanno aggirato il divieto per risparmiare 40 km. La situazione del versante di Chiaserna è aggiornata in : salitedellemarche.it/magazine/monte-catria-condizioni/

in breve

  • 📏 Lunghezza: 23.7 km
  • ⛰️ Quota: 1368 m (D+: 1216 m)
  • 📉 Pendenza media: 4.6%
  • 🔥 Pendenza max: 12.5%
  • ⚠️ Difficoltà: HC (lunga e logorante)
  • 🪨 Fondo: 100% asfalto 
  • ⭐ Punti forti: unica via per raggiungere il Catria in bdc
  • 🚴Segmento Strava: Monte Catria da Cagli

La salita - prolegomeni

Il versante di Acquaviva è stato sempre bianco da quota 800. Essendo rimasta l’unica via non franata verso il Monte, nell’estate 2026,  la strada è stata completamente asfaltatoa Il manto stradale è ancora quello vecchio fino alla sbarra, ma è perfetto negli utimi dieci chilometri.
La salita comincia dentro Cagli, appena superato il ponte sul fiume Burano in direzione di Frontone. Possiamo confortarci dicendo che la strada sale dolcemente, ma lo fa per tre chilometri. Quando si arriva alla frazione di Acquaviva (quota 370), si hanno già 100 metri di dislivello nelle gambe.
Qui, un evidente cartello turistico segnala l’inizio “ufficiale” della salita al Catria. 

Ho affrontato questa salita due volte ai tempi in cui era ancora una pista di ghiaia. 

  1. La prima, nel 2011, durante un giro che comprendeva anche il versante del Mandrale (c’è stato un tempo in cui quella strada esisteva ed era ancora asfaltata) e il lato sterrato del Petrano. Erano le 11 di un luglio infuocato ed ero incerto se salire di nuovo sul monte o salire semplicemente in macchina. Alcuni ciclisti di Pesaro mi avevano sconsigliato il versante di Acquaviva per via del fondo disastrato. Così, mi ero fermato al bar della stazione di servizio che sorge proprio sull’incrocio per cercare informazioni affidabili. Tra un caffè e un crodino, ho chiesto agli avventori com’era la salita:
    “È regolare, non come il pezzo per Valpiana – Panoramicissima! – La strada l’hanno sistemata: è bianca, ma si sale bene.” “Mi piacciono gli sterrati.” “Li troverai.”
    La descrizione mi sembrava rassicurante, a parte quell’aggettivo: “panoramicissima”. Sono partito. Perché tornare a casa con dei rimpianti?. E infatti per undici anni me ne sono tenuto a distanza
  2. La seconda volta erano le 15:00 di un giugno di fuoco, terzo monte alla fine della 1° Randonnée del Catria. Era – tanto per “non” cambiare – il terzo monte di giornata e non avevo studiato la salita su Salite delle Marche; altrimenti, a Cagli, avrei optato per la strada di Chiaserna. Pensavo di essere furbo, ma quando ho capito il mio errore ero già a metà della panoramicissima.

Vale la pena di puntualizzare questa cosa: il massiccio del Catria è orientato in direzione nord-sud: la salita da Chiaserna è in ombra la mattina, quella da Frontone che non esiste più e le Scalette sono in ombra il pomeriggio. La salita da Acquaviva, invece, non è in ombra. Mai. Non c’è un albero, ed è proprio questo il senso implicito di quel “panoramicissima”. La strada segue tutta la cresta, passa vicino alle cime minori del massiccio, come il Tenetra e il Monte Alto e nemmeno la montagna offre riparo.

Ma andiamo con ordine: prima parte

Superato il ponte di Cagli, dopo tre chilometri di provinciale della Valcesana si arriva al paese di Acquaviva, un pugno di case sparse su un gibbo a spartiacque tra le valli del Burano e del Cesano. Sul punto più alto si trova un bar e un vecchio cartello turistico: consideratelo lo “start” ufficiale.
Da qui si svolta a destra, su una strada larga e rettilinea. Le pendenze crescono gradualmente, fino a stabilizzarsi attorno all’8%. I primi tre chilometri sono stati riasfaltati nel 2021 e scorrono bene. Oltre quota 700 torna l’asfalto vecchio: ancora in buone condizioni, ma con tratti di 10-20 metri dove affiorano i sassi. Le auto trascinano pietre grandi come noci, che restano lì ad aspettare i nostri copertoncini (occhi aperti in discesa).
catria acquaviva 01
Giugno 2022. Nei primi tre chilometri, oggi, l'asfalto è perfetto, ma oltre quota 700 le condizioni che si incontrano sono queste
Se questo succede nel tratto asfaltato, riuscite a visualizzare come sarà stata la situazione sullo sterrato in vista del valico? Possiamo anticipare come quella del Tenetra-Catria sia un paradigma delle nostre strade; in pochi chilometri mostra tutti gli stadi attraverso i quali degrada un fondo stradale dal nero liscio, al butterato alla condizione di proto-mulattiera (ma a quattro corsie) figlia della totale mancanza di manutenzione.
I lavori di sistemazione dl 2026 hanno eliminato la mulattiera e trasfigurato la salita, che adesso è davvero gradevole: le pendenze non superano quasi mai il 10%, e se lo fanno, non lo si nota, perché la carreggiata è inutilmente larga.
Pedala pedala, dopo circa 5,5 km (quota 830), si incontra una sbarra, che, d’estate, è sempre aperta.
 
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A quota 830 si incontra una sbarra, che d’estate è sempre aperta (un saluto al Monte Petrano)


Avanza la ghiaia: seconda parte

Lo sterrato delle highlands arrivava da queste parti, ma adesso, qui, al km 7, sul tornante più suggestivo, proprio in faccia al Monte Petrano, arriva l’asfalto perfetto delle salite austriache.  
 

Tempus fugit:

  • Nel 2009 Pelorandom scriveva che la strada bianca iniziava 4 km più in alto, a quota 1100. Le cose sono precipitate in fretta.
  • Nel 2011 avevo annotato con soddisfazione: “La ghiaia è fine, si può restare in sella e tenere una buona andatura. La strada è percorribile anche in discesa, anche se non ne vedo il senso.”

  • Nel 2022 la realtà è diversa:  in certi punti la ghiaia era “viva” e affioravano sassi aguzzi della massicciata. I confine asfalto ghiaia era affondato fino a quota 800, i sassi erano sopportabili nei primi chilometri, ma, verso il valico, erano diventati impossibili per una bici da corsa. 

  • Novembre 2023 Non è tempo per piagnistei. Dopo l’alluvione del settembre 2022 che ha cancellato la strada del Mandrale e vari pezzi di questo blog, la via di Acquaviva rimane l’unica via legale e accessibile anche in auto per raggiungere la cima. 

  • 18 Luglio 2026 finalmente lavori di asfaltatura si sono occupati dell’unica strada superstite. Secondo i politici locali era tutto pronto già a giugno, nella realtà la situazione della salita restava invariata fino al primo scollinamento. Era stata però asfaltata la discesa verso la Casetta di Mochi (che era il tratto più problematico in bdc) e gli ultimi 5 chilometri verso il Rifugio delle Cotaline e il Passo dell’Infilatoio sembravano  di nuovo ok.  Chi saliva con la funivia poteva anche crederci.

  • 4 agosto 2026 si sono messi insieme l’asfalto nuovo e l’asfalto vecchio  e le bici da corsa sono tornate ad arrampicarsi sul Monte Catria. Congratulazioni.

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Un saluto al Monte Nerone

Monte Tenetra e Valico del Catria

A quota 1.200 circa, un breve tratto pianeggiante seguito da un altro all’8% ci porta oltre i prati del Monte Tenetra, fino allo scollinamento sotto il Monte Alto (quota 1.240), culmine della prima parte dell’ascesa. Adesso che il fondo è asfaltato, la salita è psicologicamente finita.

Un paio di chilometri in discesa portano al Rifugio Casetta dei Mochi e, poco dopo, all’incrocio con la strada che una volta saliva da Buonconsiglio (quota 1.130).
È tornata anche l’ombra, che mancava da un’ora e mezza (ricordo che c’erano due dita di ghiaia quando sono passato, ora ci si mette mezz’ora di meno).

Per raggiungere il Passo dell’Infilatoio, il vero e proprio valico del Catria, mancano 250 metri di dislivello in circa 5 km, con pendenza al 7-8%.

Anche su quest’ultimo tratto ci sarebbe molto da dire. Il tratto da Valpiana alla Cupa delle Cotaline, era stato distrutto dai lavori per le piste da sci nel 2021 e per un anno si è meritato le peggiori maledizioni ciclistiche. La frana del Mandrale nel 2022 ha isolato la strada e fatto dimenticare uno scempio, che solo oggi, a cinque anni di distanza, viene recuperato.
Rimane da cucire il versante eugubino, che dal 2022 è chiuso a causa di due piccole frane. 
La riparazione della discesa verso Chiaserna  è prevista per il 2027, ma i ciclisti che vanno verso l’Umbria la fanno lo stesso con qualche rischio, per le gomme.  Se si va piano si riesce a scendere. Per le condizioni della discesa di Chiasernae è ancora valido l’articolo “post effimero sulla pedalabilità del Monte Catria” che trovate in calce.

 

STRUMENTI

A dicembre a Frontone si rincorrevano voci di una possibile ricostruzione della strada del Mandrale, bisognerebbe provare. 
Raccomandiamo la galleria fotografica di Pelorandom, il decano dei blogger ciclistici della nostra regione. Per la situazione aggiornata sulla percorribilità ciclistica del Monte Catria vedi:

Dati tecnici e strumenti cartografici

Valico Monte Tenetra
Start: Acquaviva di Cagli
Distance: 13,5 km
Elev. Change: 865 m
Max Elev: 1240 m
 
Valico Monte Catria
Start: Cagli
Distance: 23.7 km
D+: 1215 m
Elev. Change: 1100 m
Avg Grade: 4.6%
Max Grade: 12%
Min Elev: 269 m
Max Elev: 1368 m
Climb Category: HC
Fondo: 50% pessimo
50% sterrato

Valid for: 

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catria acquaviva

Gallery

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Mitica cestovia del terrore (c) Pelorandom

E’ il momento per celebrare  Matteo Pelomoro, alias Pelorandom, il decano dei blogger ciclistici marchigiani a cui tante volte ci siamo appoggiati per le salite dell’Alta Marca. Una versione ridotta del blog è ancora online e contiene  materiali preziosi. 
Dagli anni Duemiladieci sono cambiati un po’ di asfalti, l’avvento di Strava e i ciclocomputer che dicono tutto rendono meno utili tante informazioni, ma gli articoli sono sempre interessanti, e, soprattutto le gallerie fotografiche sono foto sono ancora insuperate. Come questa del Catria. Cliccate sulla foto a sinistra e dateci ragione

catria valico
Vecchi e nuovi bidoni
caria valico 3
Poca gente, non per tutti è un male

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