L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 29 settembre 2011

Poggio San Romualdo (Porcarella)





Lunghezza:     8.5 km
Pendenza:     7.65 %
Difficoltà:     82.21
Partenza:     280 m
Arrivo:      930 m
Dislivello:     650 m


Superato il paese di Albacina, dopo la piazzetta con il circolo Fenalc, la strada si impenna in modo inconfondibile. C'è anche una scorciatoia (vivamente sconsigliata) che attraversa il paese e la sua bella piazza: pendenze oltre il 15%, in pavé per giunta.
La Porcarella (come la chiaman tutti, dall'antico nome del villaggio posto sul poggio) è, probabilmente, la salita con più tornanti (15 in tutto) delle Marche.
Sempre molto panoramica, la parte più suggestiva dal km 5 quando inizia una serie serrata di 10 tornati che, con le dovute proporzioni, ricorda le Alpi. La pendenza rimane sempre costante un po' al di sopra del 7% con punte massime (si dice) del 13%. Non ricordo i tratti per respirare un po'.
Secondo me, che su questa salita non ci ho mai capito niente, è meglio non esagerare nei primi 2 km (che sono i più duri) e nel tratto tra i km 4-5.
Quando iniziano i tornanti la pendenza cala progressivamente ed è importante tenersi da parte un po' di energia, perché nel finale si riesce a far velocità.
Sarà per la posizione baricentrica all'interno della Provincia di Ancona, vicina alla superstrada, sarà per i tornanti o per la notorietà dei prati, pare che tutti adorino questa salita, ma io non tanto, perché su di essa ho preso fin troppe bastonate.
Al di là delle questioni personali, la salita merita una visita.
Infatti, quando la Tirreno Adriatico 2015 è passata di qui, sulle rampe della Porcarella erano assiepati migliaia di ciclisti provenienti da tutto il centro Italia
Le foto del post sono di Alessandro Federico e raccontano una parte della sua ricognizione per la rivista americana Pezcyclingnews.com in vista della Tappa di Castelraimondo della Tirreno Adriatico. Lui guidava e faceva le foto, io facevo da modello (dateci un'occhiata se vi va Pezcyclingnews Tirreno-Adriatico Stage-4-preview)




 
 
 











Riporto in 'embed' anche il segmento migliore su Strava. Sul noto social network per ciclisti ci sono una dozzina di segmenti per Poggio San Romualdo e Porcarella; alcuni iniziano da Borgo Tufico, altri da Cerreto d'Esi. Questo mi sembra il più sensato: non solo parte dopo la confluenza delle due suddette strade e, quindi, è valido per tutti i ciclisti che arrivano ad Albacina sia che provengano da nord sia da sud, ma il segmento ha il pregio di far iniziare la registrazione dopo la strada con la fontanella (gelida e consigliatissima). Su questo segmento insomma, quelli come me che non mancano mai di riempire le borracce alla fonte non partono già con quattro minuti di ritardo.