L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 17 marzo 2011

Forca di Presta

é il valico asfaltato più alto della Regione dopo Forca Canapine (appena 4 metri di differenza); si trova alle pendici della montagna più alta e lo si raggiunge dopo una delle ascese più lunghe, in uno dei paesaggi più suggestivi. Unico, alla fine della fatica, il panorama che si apre sul grande altopiano di Castelluccio di Norcia. Per tutti questi motivi Forca di Presta è da molti considerata la salita più bella delle Marche. Tre i versanti, ma solo due meritano di essere considerati, (quello che sale da Castelluccio supera un dislivello di neanche 250m). anzi, se si vuole essere precisi si dovrebbe parlare di 1,5 versanti: le strade che salgono da Arquata e da Montegallo, infatti, si riuniscono a 6km dal valico, là dove inizia la parte di salita più difficile. Il versante più continuo è quello che sale da Arquata del Tronto. Quello da Montegallo è forse più panoramico.  

Forca di Presta da Montegallo
Lunghezza:  14.3 km
Pendenza:  5.9 %
Difficoltà:  87
Partenza:  810 m, arrivando da Montemonaco a Montegallo, sul ponte che supera il Fosso dell'Orinale, appena dopo la deviazione verso Colle.
Arrivo:    1536 m, sul valico dove, all'incrocio con la strada del Rifugio degli Alpini, il panorama si apre, sorprendente, sul vasto altipiano di Castelluccio.
Dislivello:  726 m
Descrizione:  La salita principe dell Granfondo dei Sibillini (2° domenica di luglio) è, in realtà la sommatoria di tre salite: Rascio-Monte Termine (3.3 km, da 760 a 1020 m s.l.m.), Pistrino di Montegallo-Colle Galluccio (8.7 km, da 722 a 1210 m s.l.m.) Colle Galluccio-Forca di Presta, (6 km, da 1083 a 1536 m s.l.m.) che danno un dislivello complessivo di 1210m. Nessuna delle tre è impossibile, però Monte Termine ha pendenze impegnative, Colle Galluccio, sebbene sia facile è lunga e, quindi, a Forca di Presta si arriva stanchi. Gli ultimi 6 km, sotto il gigantesco scoglio calcareo del Monte Vettore (2478 m) fanno paura; a me ricordano, con le dovute proporzioni, il finale infinito del Passo Pennes.

Forca di Presta da Arquata del Tronto

Lunghezza:  13.9 km
Pendenza:  6.8 %
Difficoltà:  97.4
Partenza:  600 m, Trisungo - Arquata del Tronto
Arrivo:    1536 m, Valico di Forca di Presta
Dislivello:  936 m
Descrizione:  Salita pedalabile all'inizio, ma molto duri gli ultimi km dall'incrocio con la strada che scende dal Colle del Galluccio. Quest'ultimo tratto è la salita principale della G.F. dei Sibillini (che, però si attacca dal versante Montemonaco-Montegallo-Colle del Galluccio): i primi tre chilometri sono ancora pedalabili, gli ultimi 3, invece, sono estenuanti con pendenze che (dicono) per lunghi tratti si mantengono attorno al 16% (cartine alla mano, mi sembra, francamente, esagerato, ma è vero il vento, il sole e la pendenza, soprattutto a chi fa il percorso della GF danno quest'impressione) . Lo sforzo che si fa è ampiamente ripagato dal panorama che si gode in cima a destra il dolomitico massiccio del Monte Vettore e davanti il vastissimo altopiano di Castelluccio

Forca di Presta da Castelluccio di Norcia
Lunghezza:  4.9 km
Pendenza:  5 %
Difficoltà:  36.2
Partenza:  1296 m, sui Piani di Castelluccio, in loc. Pantanaccio-C.le Curina, poco prima della Fonte di Valle Mosto
Arrivo:    1536 m, sul Valico della Forca di Presta
Dislivello:  240 m
Descrizione:  Lato facile della salita più difficile (o quasi) dei Sibillini

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