L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

sabato 12 novembre 2011

Addio monti sorgenti dall'acque. Montagne delle Marche dalla Croazia


Dalle mie parti ci si chiede se è vero che dal Monte Conero (dalla Rocca di Offagna o dal Duomo di Ancona), in condizioni di strepitosa visibilità, si possano scorgere le terre al di là dell'Adriatico. La mia granitica certezza che fossero tutte balle da pescatori è vacillata lo scorso anno durante una conversazione con il prof. Antonio Brusa, uno dei più famosi storici italiani. Il quale, essendo spesso cliente dell'Hotel Monte Conero, affermava, con totale tranquillità che, da quota 476, le montagne croate erano chiaramente visibili. Soprattutto all'alba.
Eppure, l'orizzonte, da quella quota, dovrebbe essere solo a 70km, cioè, più o meno, a metà strada; 85km se si calcola anche la rifrazione della luce nell'atmosfera. Le cose sono tre:
1) o la fisica non è più una scienza,
2) o uno scienziato come Brusa, la mattina presto, è un po' suggestionabile,
3) o io non consideravo qualcosa.

Non consideravo, e lo sapevo, l'altezza dei monti croati, ma lo ritenevo un dato trascurabile. Facevo male. Un uomo a livello del mare, per la curvatura della terra, ha l'orizzonte ad appena 4 km, tuttavia riesce a vedere la cima un monte alto 1000m lontana fino a 117 km. Non avendo gli strumenti per calcolare, ho pensato ad altro, finché non mi sono imbattuto in queste foto scattate dalla Croazia che ritrarrebbero la catena appenninica oltre il Mare Adriatico:





Nel forum di fotografia da cui ho tratto queste immagini, inizialmente, qualcuno dubitava si trattasse del nostro appennino. ma su questo non ci sono dubbi: "addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari".

La mia prima impressione è stata, invece, che si trattasse si un fake, dell'unione di due foto, un scattata in Croazia, l'altra scattata in acque internazionali. però ho iniziato ad approfondire. 
Intanto ho reperito questo programma per il calcolo della rifrazione e della distanza ottica massima tra due punti: "avviene perché i raggi luminosi, attraversando strati di atmosfera con diverse densità (dovuta, ad esempio, alla diversa quota), subiscono effetti rifrattivi che ne modificano la traiettoria rettilinea, dando l'impressione che un oggetto sia dove in realtà non è. Si tenga presente infatti che noi vediamo un oggetto non dove esso è in realtà, ma sul prolungamento rettilineo del raggio che ha raggiunto il nostro occhio. Così accade, ad esempio, che una montagna possa risultare più alta della realtà e quindi essere visibile anche se si trova in realtà al di sotto della linea dell'orizzonte".
Se l'algoritmo è corretto, dal Conero (476m) si potrebbero scorgere colline alte 200 m lontane fino a 130 km. E in effetti è così. Basta posizionarsi sul palo vicino all'arco d'ingresso al Monastero e guardare in direzione del vicino segnale del sentiero. Sull'orizzonte, se vi va bene, possono vedersi i monti del Velebit; spostando lo sguardo sulla sinistra appare /e questa si vede più spesso) l'isola Osoršćica (Monte Ossero)

Quindi gli Appennini, che distano ca. 180 km dalla costa croata, guardati da una collina alta 300 m, spunterebbero dall'orizzonte già da quota 1000 m. Naturalmente, per riconoscerli serve un bello zoom.
Udeuschle.de è un sito che, sulla base delle mappe di Google calcola e ricostruisce orizzonti virtuali da qualunque luogo posto sulla Terra. Anche questo sito lo conferma: quello nella figura a lato è il poco di Croazia che si può vedere dal Conero.
Questo, invece, è ciò che si può vedere dal Monte Vettore