L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

venerdì 28 giugno 2013

Il Monte Conero. Consigli per una cronoscalata









da Fonte d'olio a Caraffa d'Andria, cioè al parcheggio dell'ex Monastero dei Camaldolesi sono 2900m di salita e 306m di dislivello. E' la salita più bella della provincia di Ancona, sulla quale, prima o poi, tutti si sono cronometrati. 
Io solo negli ultimi cinque anni sarò salito sul Monte non meno di cento volte e sulle sue rampe ho misurato i miei progressi. Dalle prime volte con la vecchia Moser, armata di 42x22, quando a stento arrivavo in cima zigzagando alle ultime corse, ho accumulato un patrimonio di riferimenti che mi fa piacere condividere. Questi sono i miei punti intermedi, a seguire i miei suggerimenti:




Prima regola: partire piano. All'inizio, specie se si arriva lanciati da Nord, c'e la tendenza a strafare, ma è meglio non prendere sottogamba il primo tratto che, in realtà, è uno dei più ripidi. Bisogna tenere presente che la salita è sì breve, ma, a causa delle pendenze, si fa quasi tutta fuori soglia e, siccome occorrono comunque dai 15' ai 20', spesso le gambe cedono prima della fine.

1) Dopo 500 m la strada descrive un'ampia curva a dx. Lì c'è il parcheggio sopra il Teatro alle Cave. Io, di solito ci arrivo in 2'08",  ma ho notato che i miei tempi migliori li ho fatti quando sono transitato in 2'15". Sono passato anche in meno di 2', ma la salita è andata sempre a finire male.

2) Per arrivare al Bar Belvedere (quota 257, occorrono 4'-4'20") si supera il ripido rettilineo della Ginestra, sul quale ho visto molti cicloturisti desistere. Le prime volte anch'io zigzagavo senza ritegno sfruttando le piazzole d'entrata dei ristoranti.

3) Al piano di Metamonte controllo sempre l'andatura, così da non massacrarmi inutilmente nel caso sia ormai in ritardo. Si può prendere il riferimento all'imbocco del piano, all'incrocio con dei sentieri sulla sx (in questo caso, se guardate il cronometro leggerete non solo da quanto tempo state salendo, ma anche quanto tempo vi resta ancora: siete esattamente a meta dello sforzo).
E' un piano relativo, perché la strada sale di 20m in 300m (è comunque al 7%); c'è di buono che, in realtà, il pub, ad onta del nome, per fortuna è posto ben oltre la metà del Monte.


4) Penultimo riferimento è sull'ultimo panoramicissimo tornante a sx, dal quale mancano solo 1000 m. Io, se sono in forma, impiego sui 9 minuti ad arrivare fin lassù, il che farebbe congetturare una salita in 13'30. In realtà i miei tempi, per tanti anni, sono stati sempre attorno ai 14.30-15 minuti. 

5) L'ultimo riferimento è il più importante. E' posto alla fine del pianoro, a 450m dal Monastero. Il punto è riconoscibile perché la carreggiata è attraversata da parte a parte dal segno di un canaletto. Se si arriva troppo stanchi, qui si fa in tempo a perdere anche un minuto. Io considero un buon tempo arrivarci in 12:00, ma sono passato anche 10:45.
In quel momento, i più forti ciclisti amatoriali di Strava erano già in cima alla salita.